La IndyCar pensa ad una Winter Series in giro per il Mondo

L’ultima idea di Walker & co. si chiama ‘IndyCar Winter Series‘, una trovata un po’ bizzarra, ma poi non tanto, per far si che nella lunga sosta invernale di fine stagione i team possano continuare a lavorare, e si spera a guadagnare, senza rimanere fermi 5 mesi prima dell’inizio della nuova stagione.

L’idea, che dovrebbe diventare realtà nel 2015, riprende quello che succede da molti anni in Europa nelle tante serie per giovani che sorgono in tutto il vecchio continente. La peculiarità della Winter Series made in USA però sarebbe quella di correre non negli states ma in giro per il Mondo, in modo da allargare il giro commerciale della serie che vede nel Brasile l’unica tappa fuori casa del campionato ‘regolare’.

Quella di varcare l’oceano è un’idea che alle scuderie paradossalmente piace, dato il fatto che molto spesso sono sponsorizzate da aziende non americane rockingham_aerialoppure da multinazionali che non vendono il loro prodotto soltanto nel nuovo continente. Paradossalmente perché a più riprese negli USA hanno chiesto di non allargare troppo il campionato, quando invece alcune città (Providence, Ft. Lauderdale, Cleveland) o autodromi (Phoenix, Road America, Chicagoland, Laguna Seca) vorrebbero ospitare la IndyCar. Più gare vuol dire maggiore o nuove opportunità di impiego per tecnici e meccanici che il più delle volte a fine stagione vengono rimandati a casa in attesa di qualche test o dell’inizio della nuovo campionato.

Ad aiutare quelli di Indianapolis in questo progetto espansionistico c’è già pronta la World Series Operations, colei che dal 2005 al 2009 ha amministrato la A1 Grand Prix, tentando di rilanciarla senza successo in questi ultimi anni. A quanto pare i primi contatti con i possibili autodromi di interesse sono stati già presi e si è già provveduto per il nuovo nome del campionato: IndyCar Global Challenge.

Meglio mondiale o europeo? Entrambi le risposte hanno i loro pro ed i loro contro: avendo un mini campionato mondiale si allargano a dismisura le 00_dixonopportunità commerciali per team, se poi in aggiunta potessero ingaggiare ad ogni evento piloti locali o comunque piloti non impegnati nel campionato ‘domestico’. Al contrario di costosissime attraversate oceaniche con destinazione Bahrain o Cina, avendo un campionato europeo si andrebbe a colpire un mercato dove innanzitutto c’è la passione dei tifosi e dove poi si potrebbe tentare allacciare accordi commerciali con le decine di case automobilistiche europee per possibili forniture di telai e/o motori, vedi l’interesse mostrato a più riprese dal gruppo FIAT. E poi in europa abbiamo gli ovali del Lausitzring e di Rockingham, due gioielli di cui dovremmo far vanto.

Italia è il tuo momento: negli ultimi anni in Italia bisogna dire che la carenza di eventi di un certo livello si fa sentire. Se prima il FIA GT faceva tappa fissa sia a Monza che ad Imola, ora la serie di Ratel preferisce solamente la prima. Il Superstars è sempre più internazionale e mano a mano ha abbandonato il bel paese, così come la AutoGP. Il WTCC non fa tappa al Santerno da vari anni come il GT Open. Per non parlare poi della disastrosa situazione del Mugello che può contare solamente sulla MotoGP, davvero troppo poco.  L’autodromo toscano balena subito in mente per via delle innumerevoli voci che in inverno lo hanno vanamente accostato alla IndyCar ed ora che un’opportunità concreta potrebbe realizzarsi sarebbe bene che dalle parti di Barberino inizino a muoversi. Stesso discorso per l’Enzo e Dino Ferrari di Imola che avrebbe bisogno, e meriterebbe, come noi dell’aria di un evento di tale portata.

Seppur la presenza della IndyCar in Europa risale al 1957 e 58 con la Race of Two Worlds che sulle sopraelevate di Monza metteva in competizione piloti Indy ed F1, la prima gara ufficiale valevole per il campionato fu disputata nell’autunno del 1978 a Silverstone. Al Fuji Speedway nel 1966 si disputò una gara fuori campionato, mentre è dell’ovale argentino di Rafaela il primato di prima gara estera valevole per il campionato USAC con la 300 Miglia del 1971.

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Vi proponiamo un breve video della Daily Mail Indy Trophy, seconda gara europea in assoluto dopo Silverstone della USAC Championship Car, disputatasi il 7 Ottobre 1978 sul circuito ‘Indy’ di Brands Hatch.

Roberto Del Papa