La zampata di Franchitti nel Carb Day.

Dario Franchitti, due volte vincitore ad Indianapolis, è risultato il più rapido nel Carburation Day, ovvero l’ultima sessione di prove libere prima della 500 miglia.
Il nome di questa sorta di “warm up” (in cui i piloti provano in configurazione gara) deriva dal fatto che originariamente questo giorno serviva alle squadre per regolare il carburatore in vista, appunto, della gara. I carburatori non vengono più utilizzati ormai dal 1963, ma la denominazione è rimasta invariata.
Dopo il dominio Chevrolet nelle qualifiche (9 vetture nella top ten), il Carb Day ha proposto maggiore equilibrio. La spiegazione tecnica potrebbe risiedere nel fatto che solo per la qualifica era stato concesso un aumento del boost dei motori, circostanza che secondo alcuni osservatori avrebbe favorito Chevrolet rispetto ad Honda (il propulsore giapponese non ha il biturbo).
Ora con il ritorno dei motori in configurazione classica Honda sembra aver ritrovato competitività, con 4 vetture tra le prime 6.
In forma è apparso in particolare il team Ganassi, con Franchitti primo e Dixon secondo. Segno di risveglio impostante per i due che partiranno solo a centro gruppo dopo le deludenti qualifiche.
Le vetture Lotus continuano a navigare nelle ultime posizioni con distacchi abbondanti dal resto del gruppo. Alesi, in particolare, ha potuto percorrere solo 8 giri a causa di problemi al cambio.
Da sottolineare che sia la De Silvestro che Jean hanno girato con tempi nettamente più lenti del 105% del miglior crono di Franchitti: se ciò dovesse verificarsi in corsa la direzione gara potrebbe ordinare ai due di fermarsi.
Non è riuscita a scendere in pista Ana Beatriz fermata da problemi di affidabilità.
Nel link che segue la classifica completa del Carb Day:
INDY-Carb_Day_practice
A questo punto l’appuntamento è per domenica: l’edizione numero 96 della 500 miglia di Indianapolis scatterà alle 18.00 ora italiana (diretta su Sky Sport 2).
Vi consiglio però di gustarvi anche il pre-gara, dove ci sarà un tributo a Dan Wheldon (la monoposto con cui vinse lo scorso anno sarà guidata da Bryan Herta), l’inno americano (interpretato per l’occasione da Martina McBride), Jim Nabors come da tradizione canterà “Back Home again in Indiana” (con l’altrettanto tradizionale lancio di centinaia di palloncini), infine ci sarà il comando “Ladies and Gentleman start your engines” (the most famous words in motorsports, come usano dire gli americani). Buona Indy 500 a tutti!