Le cinture di sicurezza? Cose da indiani.

 

“Voglio vedere in faccia chi non ha il coraggio di correre in mezzo agli alberi”. Cosi disse Black Jack Brabham.
“I rollbar? Rovinano la linea delle vetture…sono diventate bruttissime” . Sentenziò Sir Stirling Moss…che poi ne è convinto ancora oggi, nonostante ne riconosca l’utilità.
La sicurezza nel motorsport  agli albori è sempre stata tratta in modo approssimativo. Solo con la volontà di Jackie Stewart si è riusciti a introdurre standard di sicurezza elevati per monoposto e circuiti. “Ci voleva una campione per affrontare certi temi, non uno da ultime posizioni” racconta oggi Jackie.
Tra le varie cose introdotte in campo di sicurezza le cinture sono state quelle più utili a salvare la vita ai piloti.
Buffo pensare che fino agli anni60 le cinture erano viste male perchè si pensava intrappolassero il pilota nella vettura in caso di incidente.  Cosi per dire.
Ma quando furono introdotte le cinture di sicurezza? In europa si dice che il primo ad indossarle fu la volpe argentata Taruffi. In america dove erano brutti sporchi e cattivi invece le cinture arrivarono ad Indianapolis nel 1940…ma il retroscena…a 70 di distanza… sembra quasi comico a raccontarlo.
Come dicevamo, chi parlava di sicurezza in quell’epoca era ritenuto un pivello. Le gare erano pericolose, punto.
Ad introdurre le cinture di sicurezza,senza saperlo, fu un nativo cherokee indiano di nome Joie Chitwood.

3x_Chitwood
Nel 1940 si presentò ad indianapolis, che in quell’epoca aveva ancora i brick , i mattoncini, posati a terra. Potete solo immaginare quanto ruvida e piena di asperità fosse la pista. Tenere giù il piede nei bancking era un bel problema.
Chitwood non riusciva appunto a tenere giù il piede e si presentò in pista con delle primitive cinture che lo legavano all’auto nel modo di non sballonzolare nell’abitacolo.
Venne fatto notare che in caso di incidente il legarsi all’auto poteva essergli fatale. Piloti e commissari protestarono per quella soluzione.
Joie, incredibilmente, per non essere estromesso dalla gara, ci mise un bel pò a far capire che la cosa non aveva nulla a che fare con la sicurezza. Proprio altri tempi,altri piloti,altra mentalità. Però anche se incosciamente un piccolo passo verso la sicurezza era stato fatto. Ed era il 1940.