Sam Schmidt punta su Mikhail Aleshin ed i suoi sponsor

Il titolo non vi tragga in inganno; il 26enne moscovita è a tutt’oggi uno dei più forti piloti russi in circolazione (dei pochi per ora, ma con un movimento in continua crescita) ed il titolo della World Series 3.5 conquistato nel 2010 davanti al futuro pilota Red Bull Racing F1 Daniel Ricciardo ne è una tangibile prova.

Ma in IndyCar, come nel resto del motorsport, oggi serve qualcosa in più del talento, ed ecco perché il team diretto da Sam Schmidt oltre che al talento del russo punta anche sui finanziamenti della SMP Bank che appoggia Aleshin da vari anni.

Una scelta condivisibile in periodi di crisi nera come questa perché se ai soldi statali (e non) si aggiunge il surplus di un talento innegabile il matrimonio non può che considerarsi perfetto ed ecco che si può andare oltre il semplicistico termine di ‘ride buyer‘, termine che oltreoceano contraddistingue chi il posto se lo compra letteralmente.

Aleshin, primo russo a sbarcare in IndyCar Series (Sergey Mokshantsev esordì in Indy Lights nel 2009, ndr), ha dato prova di se a Sebring durante gli ultimi test girando sui tempi del suo compagno di scuderia Simon Pagenaud, seppur la giornata di prove si sia svolta sul facile e poco selettivo ‘short’ del circuito della Florida. Le prime uscite collettive in occasione dei test obbligatori ci aiuteranno a capire il vero valore di Mikhail che sulla carta è davvero buono.

L’arrivo del russo è la dipartita di Tristan Vautier, convincente nei primi round e pian piano relegato alle ultime posizioni dello schieramento. Un 2013 che sa di sconfitta per il promettente transalpino che ora sta cercando una sistemazione in un altro team non disdegnando l’endurance.

Roberto Del Papa