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A Sonoma il ritorno di Power alla vittoria. Polemiche per il pit di Dixon

Will Power ha messo fine al suo digiuno di vittorie durato sedici mesi, conquistando il GP di Sonoma, ultimo stradale del calendario prima dei due cittadini di Baltimore e Houston ed il finale sull’ovale di Fontana.

L’australiano del team Penske ha tagliato la linea del traguardo con 1 secondo di vantaggio sull’ottimo Justin Wilson, che ha regalato un altro podio alla cenerentola del campionato Dale Coyne Racing. Il ritorno al successo di Power è però condito dal fattaccio che ha coinvolto proprio lui e Dixon, dominatore fino a quel momento, ai pit in occasione dell’ultimo stop quanto ripartendo dalla sua piazzola il pilota del team Ganassi ha colpito un meccanico (un po’ distratto a dire il vero) al lavoro sulla auto di Power, coinvolgendone un’altro.

Nulla di grave per i due uomini coinvolti, solo un pò di dolori e tanto ghiaccio, però ha fatto discutere la penalità che la direzione gara ha commutato a Dixon, che ha perso repentinamente la leadership della gara finendo in fondo al gruppo. Ovviamente il muretto box del team Ganassi si è schierato dalla parte del suo pilota, ma il direttore di gara Beaux Barfield subito dopo la bandiera a scacchi ha spiegato le sue ragioni in diretta TV e regolamento alla mano la penalità è più che giusta.

Analizzando alla moviola il video, è da notare come Dixon si fermi oltre quella che è la sua piazzola per la sosta, andando ad oltrepassare la riga bianca che indica l’inizio della piazzola lasciata appositamente libera come ‘rampa di 1377476363uscita’, come prescritto da regolamento. Questo ha ridotto di molto lo spazio di manovra per il pilota Ganassi e dobbiamo tener conto anche della posizione abbastanza arretrata, ma regolare, della vettura di Power, che incolpevolmente ha partecipato al misfatto. Ripartendo Dixon ha colpito il meccanico che distrattamente era in una zona non di sua competenza ed ha inoltre invaso anche la piazzola di sosta di Will Power. Barfield ha giustamente preso alla lettera il regolamento che vuole penalizzata sia l’azione di invasione dello spazio di un’altro team sia la collisione con attrezzature o equipaggiamenti altrui. Detto tutto ciò, una piccola reprimenda la merita anche il meccanico, che senza guardare la macchina di Dixon passeggiava in una zona riservata proprio a quest’ultima. Un po’ come non guardarsi intorno prima di attraversare la strada.

Dario Franchitti ha perso lo slancio iniziale ed è riuscito comunque sia ad arrivare terzo al traguardo, fortunato anche ad uscire indenne da un paio di re-start abbastanza concitati (l’ultimo con Power forse troppo aggressivo) nelle molte, troppe, fasi calde della gara, alimentate dalla fisionomia del circuito, dall’asfalto non propriamente pulito e dal forte vento. Il primo quarto di gara è stato un ecatombe di cautions che hanno spezzato troppo il ritmo e stravolto le strategie.

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Race Stats

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Quarta piazza per Marco Andretti, ripreso verbalmente a fine gara addirittura da Mr.Penske in persona, che ha puntato il dito contro il nipote di Mario reo di un’azione all’ultimo re-start troppo aggressiva su Castroneves, settimo al traguardo ed ancora leader del campionato. Chiude la top-10 l’ottimo Simon Pagenaud, autore di una gara solida e prima di errori, uno dei pochi a non terminare con l’auto priva di graffi.

Sesto posto ‘di fortuna’ per Hunter-Reay che tiene ancora vive le speranze campionato, ottavo posto per Hinchcliffe, incisivo per tutta la durata della competizione. Ottima la nona piazza di Simona de Silvestro che finalmente vede uno spiraglio di luce in fondo al tunnel in cui era entrata dopo Indianapolis, decima piazza per Bourdais, autore di una toccata al via che gli è costata un drive-though.

Sedicesimo posto per Hildebrand, in ballottaggio con Luca Filippi per un posto da Herta nel 2014. Problemi tecnici hanno messo fine all’81 giro il debutto nella serie del tedesco Lucas Luhr, lontano dai migliori come tempi sul giro.

In campionato comanda sempre Castroneves con 479 punti, seguito da Dixon che con la penalità ora è distanziato di ben 39 punti, segue Hunter-Reay che si mantiene in quota con i suoi 417 davanti al compagno di scuderia Andretti con 409 punti.

Roberto Del Papa


 

Di Redazione

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