Tattica vincente di Dixon a Sonoma, Power trema

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Passata la paura per il terremoto del sesto grado della scala Richter che ha fatto suonare la sveglia con largo anticipo alle 3 del mattino, la premiata ditta Hull/Dixon colpisce ancora ed al Sonoma Raceway è un trionfo di tattica, tenacia ed acume, tre fattori che sul saliscendi californiano sono valsi al neozelandese la seconda vittoria stagionale, purtroppo ininfluente ai fini del suo campionato ormai segnato da tempo.

Non sono bastate invece la grinta, la velocità e la determinazione di Graham Rahal e Mike Conway, protagonisti di una bella lotta nelle ultime battute di gara ma fermati da pochi galloni di benzina mancanti nei loro serbatoi, magari colpa della tattica azzardata, magari colpa appunto di quella poca arguzia tattica che a differenza di altri team fa del muretto Ganassi il migliore in campo strategico.

Doveva essere la giornata di Power ed in un certo senso lo è stata seppur in negativo: l’australiano aveva in mano un ottimo set point per evitare una trasferta dal cuore in gola in quel dell’Auto Club Speedway di Fontana ed invece dopo un avvio stratosferico dove ha guadagnato più di dieci secondi sul resto del gruppo si è ritrovato a ballare il valzer in mezzo alla pista nel tentativo di risalire il gruppo dopo un pit-stop che lo aveva riportato a metà gruppo. Gomme posteriori KO e addio speranze di chiudere qui il lavoro, malgrado il recupero davvero prodigioso che lo ha portato fino al non posto con tanto di sorpasso off-limits, nono poi diventato decimo a causa di un sorpasso finale durante bandiera gialla.

Come ogni finale di campionato che si rispetti da tre anni a questa parte il #12 del Team Penske si è dimostrato ancora una volta fragile caratterialmente ed incline all’errore se braccato o intento a recuperare terreno e queste sono mancanze che un (quasi)campione non dovrebbe avere o dovrebbe limitare nel tempo. Ora arriva Fontana, con gli ovvi nessi e connessi di chi l’ovale ha imparato a masticarlo da troppo poco tempo.

Non è andata meglio all’altro contendente al titolo Helio Castroneves, vittima di un incidente alla prima curva e autore di una gara davvero incolore condita anche da una collisione con Bourdais. ‘Roba’ non certo da uno che in oltre 16 anni di ‘IndyCar-racing’ non ha mai vinto un campionato e ha difronte a se la miglior occasione di sempre, magari con la consapevolezza che di anni da passare in pista ne restano pochi. Lo ‘sfiga-time’ di Power lo tiene ancora a galla con soli 51 punti di distacco ed una gara a lui congeniale con addirittura punteggio doppio da affrontare.

Mantengono le loro flebili speranze di mettere le mani sul malloppo anche Ryan Hunter-Reay e Simon Pagenaud, rispettivamente secondo e terzo, e quindi i migliori in campo dei pochi ancora in corsa per battere Power. Nel caso del francese c’è anche la palma d’oro di giro più veloce e la nomination a ‘save the last drop of fuel’ visto che la sua Dallara/Honda si è piantata nel giro di rientro.

Ora c’è il set che vale il match. A Castroneves, con Power sesto, basterebbe anche solo vincere (totale 101, vittoria e punto per aver condotto almeno un giro). Rimane comunque più probabile il titolo di Power, di recente dominatore in quel di Milwaukee. Gli altri a partire da Pagenaud sono tenuti in ballo solo dalla matematica, improbabile riescano nel colpaccio ai danni dei due portacolori Penske.

 

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Il campionato
1. Power 626; 2. Castroneves 575; 3. Pagenaud 545; 4. Hunter-Reay 534; 5. Dixon 523.

 

Roberto Del Papa – @papix27