Angelelli tra presente e futuro: “In Kansas gara perfetta. Per il 2014 c’è ancora confusione”

Ora che Max Angelelli è tornato in testa alla classifica del campionato Grand-Am, la vittoria finale non è più un’utopia. Restano solo due gare prima della fine della stagione e il bolognese, in coppia con Jordan Taylor, è fiducioso di poter raggiungere il massimo obiettivo.

Chi si aggiudicherà il titolo 2013 sarà l’ultimo campione della Grand-Am come la conosciamo, poiché dal prossimo anno la serie licenziata dalla NASCAR confluirà, insieme alla American Le Mans Series, nella nuova categoria endurance americana denominata United SportsCar Racing. Se è vero che questa unione promette molto bene, va tristemente rimarcato come le caratteristiche della USCR rimangano ancora lontane dall’essere definite, con un regolamento solo abbozzato e che già suscita malumori e critiche.

Ma lasciamo la parola al diretto interessato…

Vittoria e leadership in campionato, un weekend praticamente perfetto. Come valuti la vostra gara al Kansas Speedway?

“Direi che è stata perfetta sotto tutti i punti di vista: strategia, pit stop e piloti. Il team ha preso un grandissimo rischio quando ci ha lasciati fuori metre tutti sono rientrati in regime di bandiere gialle. L’intento era quello di guadagnare posizioni e mantenerla e cosi è stato”.

Nel corso del fine settimana la pioggia ha complicato il lavoro delle squadre. Com’è guidare un DP sul bagnato, peraltro sul banking?

“Considerato che era previsto sole per il resto della settimana, noi abbiamo preferito non prendere parte alla sessione bagnata”.

Ora che tu e Jordan siete tornati in vetta alla classifica, siete fiduciosi di poter mantenere questa posizione e la competitività in gara?

“Certo, la nostra macchina è sempre stata competitiva e solo la sfortuna ci ha ostacolati. Abbiamo perso diverse gare per delle bandiere gialle esposte quando eravamo primi e dopo che avevamo superato l’entrata ai box, di modo che tutti sono rientrassero ai box tranne noi. E questo è successo ben tre volte…”

Quali avversari ti preoccupano di più per il finale di campionato?

“Tutti quelli attorno a noi, e sono tanti: la #99 di Fogarty/Gurney, la #01 di Pruett/Rojas, Fittipaldi e Barbosa sulla #5, Burt e Brian Frisselle sulla #9 e la 2 di Dalziel/Popow, i più vicini in classifica”.

A Daytona avete sofferto il divario prestazionale tra il vostro motore Chevrolet e il BMW. Come è andata sull’ovale del Kansas?

“La situazione è stata simile, loro giravano molto più forte di noi ma Jordan ha fatto un’ottima gara tenendosi dietro Pruett nell’ultimo stint. Personalmente credo che ci abbiano fatto vincere per non scatenare altra polvere, si stanno preparando per il 2014 e quindi meglio volare bassi…”

Ecco, diamo uno sguardo al futuro: sei soddisfatto della prima bozza regolamentare della USCR? Cosa cambieresti e cosa aggiungeresti?

“E’ ancora molto presto per capire che cosa possiamo fare dal canto nostro e che cosa loro vogliano che facciamo, ma è anche già molto tardi e la nuova stagione si avvicina. E’ davvero un gran casino”.

Qual è la vostra posizione come team rispetto alle evoluzioni che dovrebbero essere accordate alle DP? Avete una deadline oltre la quale pensate di non poter mettere mano alla macchina, vuoi per questioni di budget, vuoi per questioni tecniche?

“La nostra deadline scadeva due mesi fa. Ora siamo molto in difficoltà sia per ragioni economiche (impossibile determinare il costo non sapendo che cosa dobbiamo cambiare precisamente) che per ragioni logistiche”.