Fabrizio Giovanardi: “E’ tutto nuovo, ma sono tornato per vincere!” E su Alfa e Turismo…

Airwaves Racing 2014 Driver announcement

1 titolo spagnolo, 2 italiani assoluti e uno di classe, 2 inglesi e tre europei, a cui aggiungere una coppa europea: quando si parla si corse turismo il punto di riferimento è lui, Fabrizio Giovanardi, in arte Piedone. Nato in Peugeot, cresciuto ed esploso in Alfa Romeo a cavallo negli anni ’90 e 2000, Fabrizio Giovanardi da Sassuolo è ancora oggi, a 47 anni, il punto di riferimento dei campionati a ruote coperte. Un asso indiscusso, temuto e rispettato ad ogni latitudine, pronto a ritornare in bagarre nel BTCC. A 3 settimane dall’attesissimo ritorno nella serie che l’ha già visto laurearsi campione per ben due volte, Piedone si è aperto ai nostri microfoni. Schietto, diretto, sincero, un ragazzone che già stimavamo per il suo caratteristico atteggiamento sempre “pedal to metal”, ma che una volta conosciuto ci è piaciuto ancor di più. Doveva essere un’intervista, ma, in pieno stile MotorsportRants, è ben presto diventata una chiacchierata tra appassionati su BTCC, Alfa Romeo e mondo turismo.

Fabrizio nel 2014 tornerai nel BTCC con la Focus dell’Airwaves Racing, quali sono i tuoi obiettivi?

“L’obiettivo è quello di tutti, sono qui per tornare a vincere! Ma sono anche realista, sono rimasto fuori per 5 anni, quindi devo resettare un pò tutto. Non dico iniziare da capo, ma con una nuova squadra, una nuova macchina, un nuovo regolamento, è praticamente tutto nuovo, quindi sto ancora misurando.”

Hai già avuto modo di provare la macchina, quali sono le tue prime impressioni?

“Ero a provare in Inghilterra di nuovo giusto ieri. E’ un regolamento diverso dal turismo classico, quindi tutta quella che è stata la mia esperienza accumulata fin’ora serve a ben poco se non a niente. Devo capire bene come funziona la macchina. Il regolamento prevede tante parti uguali per tutti, come ad esempio le sospensioni. Devo capire come reagisce la macchina e di conseguenza trasferire quelle che sono le mie sensazioni al team, trasmettergli quello che mi serve e fare in modo che loro possano interpretarlo. Si parte un pò da zero.”

Ti piace questo nuovo regolamento?

“Beh, è intelligente per quanto riguardai costi, lo spettacolo, il livello di tutte le auto che sono molto vicine. Da questo punto di vista è molto intelligente e permette ai privati di lottare con gli ufficiali. E’ chiaro però che ti limita un pò nell’espressione personale dello sviluppo della vettura.”

Quest’anno il BTCC vedrà schierati altri 6 campioni della categoria: Neal, Shedden, Plato, Menu, Turkington e Jordan. Secondo te quale sarà l’avversario più ostico?

“Quello più pericoloso è quello che tu non consideri, non gli dai peso e poi ti frega e vince! Non mi sono fatto particolari problemi, non mi sono fatto domande su chi sarà l’avversario da battere perchè, come ti dicevo, il gap tra tutte le macchine è minimo, quindi potrebbe essere benissimo un outsider.”

Fabrizio Giovanardi.Con alcuni di loro hai qualche…sportellata in sospeso?

“Ma no…io vado d’accordo con tutti. Sono amico anche di Plato anche se so che è un….vecchio volpone! Sono amico di tutti, poi ci sono quelli che non digerisco, che fanno cose da stupidi. Ecco, da quelli mi tengo alla larga, non ci sto neanche a discutere.”

14 vetture diverse ma solamente 2 team ufficiali. Secondo te il BTCC ha bisogno di un maggiore coinvolgimento dei costruttori a livello ufficiale?

“Un Costruttore serve perchè porta monete e serve perchè permette al team di fare più test degli altri. Fondamentalmente è questo quello che cambia, nient’altro, serve a dare linfa al team.”

Quindi, da questo punto di vista, costruttore o grosso sponsor non fa tanta differenza…

“Beh l’anno scorso il campionato l’ha vinto un privato. Jordan ha utilizzato una vettura Honda dell’anno prima ma è un privato. Quindi…”

Tra i circuiti in calendario quale preferisci?

“Le piste inglesi mi piacciono un pò tutte. C’è Oulton Park, Brands Hacht lungo… Sono tutte molto particolari, non sono le classiche piste piatte da F1, bene o male ti diverti un pò ovunque!”

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Giovanardi e Alfa Romeo hanno scritto capitoli interi di storie delle corse. Anche quest’anno il Biscione sarà il grande assente dei campionati turismo. Quanto manca l’Alfa alle corse, al motorsport italiano e ai nostri piloti?

“Agli appassionati sicuramente manca tantissimo ma manca tanto anche ai fan di auto storiche: l’Alfa ha una storia di corse antica. Sicuramente, sopratutto, manca alle corse. E manca tanto anche in Italia dove non c’è un’attenzione al motorsport che non sia Ferrari. Purtroppo su questo c’è poco da fare. Ho poche speranze, non tanto per me che ho fatto tutto quello che dovevo fare, ma per i ragazzi che vogliono cimentarsi in questo ambiente.”

Cos’è cambiato?

“Sono cambiate le priorità e le strategie delle aziende, le corse sono l’ultimo dei problemi. Ormai Alfa Romeo sponsorizza le moto, l’Opel il calcio, Porsche le bici. E’ tutto ribaltato!”

Un ritorno alle corse all’Alfa aiuterebbe un pò ad allargare la visione del motorsport in Italia e magari anche a dare uno sbocco ai giovani senza farli infossare sulla F1?

“Guarda…oggi c’è un monopolio che credo sia indistruttibile ormai. Io lo vivo da 30 anni ed era meglio quando era peggio. Ci lamentavamo anni fa del brodo grasso, è sempre stata una lotta difficile in Italia per un pilota che si volesse esprimere. Oggi ancora di più, non ci sono più le finanze, si concentra tutto in un solo punto e tutto il resto è…poesia! Se tu vai in Inghilterra è un mondo completamente diverso, sono proprio le aziende di F1 che collaborano affinchè il motorsport mantenga interesse al di là della F1, qui da noi non succede.”

Se dovesse presentarsi l’occasione, torneresti a correre nel WTCC?

“Nel mondiale turismo assolutamente si, con una casa ufficiale assolutamente si. Ma anche li vedo che si boccheggia un pò, i costruttori sono 3,5, neanche 4. E’ tutto un tirare a campare anche lì. Io però sono contento di stare nel BTCC, che comunque ha il suo seguito ad ogni gara. I suoi 40-50 mila spettatori li fa ogni domenica, nel mondiale sfido chiunque a contarli… Anche lì, nel mondiale, secondo me devono rivedere un pochino tutto il sistema.”

In che senso?

“Oggi non ci sono più i soldi che c’erano una volta e i Costruttori sono sempre meno. Bisogna invogliare i Costruttori a tornare, facendoli spendere meno con più possibilità di esprimersi.”

Spiegati meglio…

“Negli anni si sono espressi a comparti, nel senso che una volta è toccato alla Seat, una volta alla Chevrolet, una alla BMW, una volta a qualcun altro. Sembra quasi che bisogna fare ogni volta un favore a qualcuno, è completamente sbagliato! Non si devono fare favori a nessuno, deve costare meno e si devono divertire tutti, che se si divertono tutti allora si crea interesse.”

V8 Supercars - Bathurst 1000: Practice

Ti piace in questo senso il nuovo regolamento WTCC?

“L’avere vetture più cattive si. Ma è sempre stato così, basta andare in Australia. Cioè la macchina da corsa deve essere grossa, rumorosa e colorata! Punto, poi dopo cosa c’è sotto non serve a niente, non frega a nessuno! Deve far del bel rumore e deve far divertire la gente. Deve far divertire quelli che spendono soldi per vedere le gare, non i tecnici. Invece qua negli ultimi 20 anni si è fatto divertire solo chi costruiva la macchina.”

Quindi non ha molto senso il concetto di derivato dalla serie, meglio campionati come il V8, la NASCAR e il DTM che sono delle silhouette?

“Ma certo! Non serve a nulla creare questa sorta di collegamento tra una macchina stradale e una macchina da corsa. A cosa serve? E’ un brand, un costruttore fa 20 modelli? Perchè legarlo ad uno solo? Non ha senso, devi pubblicizzare il brand, il marchio!”

Il WTCC non va esattamente verso quella direzione…

“Bah, nono conosco bene il regolamento e quindi non so. Ma non mi sembra, non mi sembra che ci sia gente che spinga fuori dalla porta…”

E se si tornasse come negli anni ’90 con un regolamento turismo unico valido per tutti?

“Con delle limitazioni di costi e materiali sicuramente si. Anche il BTCC da questo punto di vista è intelligente, hanno un unico fornitore che fa la base della macchina e amen. Si spende tutti poco! Poi dire che negli ’90 era uguale per tutti….”

Racconta racconta…

“Beh, anche li uguale per tutti fino ad un certo punto. Perchè negli anni si è data libertà di interpretazione e i costi sono lievitati all’ennesima potenza. Vedo più intelligente il regolamento BTCC: un fornitore che da i pezzi fondamentali, come il DTM, tu ci metti la tua carrozzeria e via!”

Parole e musica di Fabrizio Giovanardi, il 30 marzo scatta il BTCC, ovviamente Motorsport Rants  non se lo farà sfuggire!

Stay tuned!

Massimiliano Palumbo