Gabriele Tarquini: “Nelle corse turismo conta l’esperienza!”

Test Honda Civic WTCC, Cremona, Italy 28 February 2013

Ci sono nomi che da soli bastano a riscaldare il cuore degli appassionati e riaccendere vecchie passioni mai sopite. Gabriele Tarquini è decisamente uno di questi. Per alcuni, i più distratti, è solo uno dei tanti italiani che ha sfiorato la F1 tra gli anni ’80 e ’90, ma per chi vive di motorsport e sopratutto per quelli che si nutrono di pane e sportellate, Gabriele Tarquini da Giulianova è un asso indiscusso, un punto di riferimento, ancora oggi alla veneranda età di 51 cazzutissime primavere, tra le vetture turismo. Cinghios, Tarquini il Superbo, Senatore, chiamatelo come volete ma forse il suo palmares si esprime meglio: Campione inglese BTCC 1994, Campione Europeo Turismo 2003 e Campione del Mondo Turismo 2009. Una carriera divisa tra Alfa Romeo, con cui ha vinto i titoli inglese ed europeo, e Honda, di cui ormai è un’emblema. Due amori intrecciatisi più volte, intervallati solo dall’intermezzo iridato con la Seat Leon. A 52, o quasi, anni, Gabriele Tarquini è l’ultimo pilota ad aver portato un titolo internazionale all’Alfa Romeo ed è tutt’ora considerato un autentico mastino delle piste.

Oggi Gabriele è la punta di diamante del programma Honda nel mondiale turismo. Un legame, quello con i giapponesi, iniziato il secolo scorso, quando ha corso – e vinto – in tutta Europa con la mitica Honda Accord. Insieme agli amici, prima ancora che tecnici, di sempre della JAS Motorsport ( il cui boss, Alessandro Mariani, ci aveva concesso un’intervista solo qualche mese fa), il Cinghio si prepara al WTCC anno domini 2014, sotto certi versi decisamente un anno zero.

1907750_460287390738126_376252461_nGabriele, hai provato recentemente la Civic TC1, che impressioni hai avuto? Cosa cambia maggiormente rispetto alla vettura 2013?

“La nuova Civic è molto diversa, si fa prima quasi a dire cosa è uguale allo scorso anno! Piú cavalli con maggiore coppia per il motore, piú aerodinamica con un vantaggio di carico in frenata e nei curvoni veloci, gomme, carreggiate e freni più performanti per un aumento di grip in quasi tutte le curve. Per quanto riguarda la guida, al momento ho girato poco e solo in una pista, ma non cambia tantissimo. Le due auto danno un feeling simile con più piacere di guida per la TC1 perchè si và più forte!”

Nuovo regolamento tecnico, qualifica divisa in tre spezzoni, tutte le partenza da fermo. Ti piacciono le nuove regole?

“Per giudicare la qualifica aspetto le prime gare, non sono sicurissimo che aumenti lo spettacolo, mentre per la partenza da fermo sono contento: è meno pericolosa e confusa di quella lanciata. che era stata introdotta solo per non dare troppi vantaggi alla trazione posteriore!”

Cosa bisogna aspettarsi da Marrakech?

“Sicuramente non è facile iniziare con delle nuove macchine, alcune saranno pronte solo alla vigilia, in un circuito cittadino e abbastanza difficile come Marrakech. Spero ci siano pochi danni perchè la settimana dopo saremo in Francia!”

Quasi 52 primavere tu, 44 Muller . Sembra proprio che nelle turismo l’esperienza conta. Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di essere così’…esperti?

“Da sempre le categorie Superturismo hanno visto primeggiare i piloti piú esperti. L’esperienza è un fattore molto importante nel risultato finale, seppur tanti piloti giovani hanno mostrato di poter essere molto veloci nelle singole gare. È successo anche a me quando mi sono affacciato nella categoria di essere veloce qui e là, ma ho dovuto aspettare qualche anno per vincere il primo campionato.”

2013 wtcc bratislava slovakiaGuardando un pò in giro, in quasi tutti i campionati turismo a dettar legge sono quasi sempre i senatori. Perchè i giovani non riescono a sfondare così velocemente come in altre categorie? Oriola, uno dei migliori giovani, ad esempio, è attualmente a piedi e pare che nessun costruttore si sia interessato a lui…

“I Costruttori investono sul sicuro…  Sopratutto quando c’è da sviluppare una macchina nuova si affidano a piloti esperti. Ci sono tanti piloti giovani e veloci ed in alcuni casi di successo: Farfus sta facendo benissimo dopo alcuni anni di esperienza, Norbert è una bellissima dimostrazione che, se si vale, si può iniziare dal turismo ed arrivare al top. Oriola paga secondo me un anno deludente dopo una prima apparizione molto promettente.”

Tornando alla tua stagione, chi pensi che saranno i rivali più ostici?

“In primis i tre piloti Citroen con in testa Muller che ha dominato gli ultimi anni. Anche la Chevy credo sarà veloce, ma aspetto di vedere chi la guiderà il prossimo anno.”

C’è grande attesa c’è per il debutto di Seb Loeb. L’arrivo del francese, di pari passo con quello di Citroen, darà una grande visibilità al campionato, ma cosa è lecito aspettarsi da lui? Dove pensi che incontrerà più difficoltà?

“Loeb ha dimostrato di essere veloce anche in pista dopo la fenomenale carriera nei rally, si è allenato tantissimo negli ultimi anni e mi aspetto di vederlo velocissimo fin da subito. Forse pagherà qualcosa in battaglia in gara, anche se le con macchine di quest’anno non si potrà gareggiare come in passato per la fragilità dei supporti aerodinamici.”

D’oh! Forse una buona notizia per l’Extraterrestre dei rally, ma speriamo che non voglia dire perdere scene come questa!

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La tua carriera nelle corse turismo è divisa in due metà altrettanto importanti: Honda e Alfa Romeo, con l’intermezzo iridato Seat. Tu, tra l’altro, sei l’ultimo pilota ad aver vinto un titolo internazionale col Biscione. Quanto manca Arese alle corse turismo e al vivaio italiano?

“Tantissimo, l’Alfa ha sempre corso nel turismo ed è il marchio che piú manca al nostro campionato. Spero che si decidano a fare qualcosa di importante nelle corse prima che le nuove generazioni si dimentichino completamente del blasone!”

A metà anni ’90 i piloti italiani impazzavano ovunque, in F1 ma non solo. Alcuni di loro, come te e Giovanardi su tutti, sono ancora in giro a farsi rispettare, ma mancano completamente i giovani. A meno di novità, tu sarai ad esempio l’unico italiano nel WTCC, cosa è successo? A memoria, forse gli ultimi che ci hanno provato sono stati Francia, Tavano e Balzan con le Alfa nell’ETCC, 10 anni fa, poi il buio. E’ così fondamentale il supporto di un costruttore nazionale?

“La situazione nelle corse come nello sport in generale rispecchia la profonda crisi del sistema Italia, quando si cerca di sopravvivere non si può pianificare e programmare. Autodromi,Categorie Sponsor e Costruttori che investono sono ricordi molto lontani e non aiutano i giovani Italiani emergenti.”

Quest’anno è saltata Monza, nonostante nel WTCC ci siano ottimi team tricolori, di cui uno ufficiale, e uno dei top driver sia italiano, comincia a farsi sentire la mancanza di “santi in paradadiso”?

“Monza era un appuntamento classico del nostro campionato, alcuni anni abbiamo avuto anche 2 gare in Italia con la trasferta a Imola. Mi dispiace molto non aver una gara da noi, ero abituato oramai a fare il debutto nella stagione in Brianza ed era una gara piena di fascino e di appassionati. Purtroppo la crisi non ha risparmiato la pista monzese!”

hi_2164_b11dHai corso nel SuperT dei tempi migliori, del BTCC sei un’icona oltre che campione, hai sportellato nel DTM prima maniera, cosa manca al WTCC per entrare in pieno del cuore dei tifosi e riempire gli autodromi come questi campionati?

“In alcuni paesi il WTCC è seguitissimo, in altri un pò meno come la maggior parte dei campionati internazionali. Non si può paragonare a dei campionati nazionali che investono nel singolo paese come il DTM che nelle poche occasioni esterne non genera molto interesse. Il BTCC è ridotto male se paragonato agli anni ’90, c’è un solo costruttore coinvolto e molti privati con piloti poco conosciuti. Quest’anno sta tentando di arrestare il declino richiamando piloti popolari come Giovanardi e Menu. Devo riconoscere il grande lavoro fatto dal WTCC in questi ultimi anni difficili per mantenere uno standard mondiale nonostante la crisi europea.”

Sei arrivato fino in F1 e, nonostante auto poco competitive, ti sei fatto comunque onore qualificandoti quando non era così scontato e sei arrivato a punti in Messico nel 1989, quando ancora si premiavano solo i primi 6. Hai qualche rimpianto nella massima serie?

“No, ho cercato sempre di dare il massimo e in F1 ho trascorso delle stagioni stupende con pochi risultati ma con un bagaglio di esperienza che mi ha aiutato nella mia carriera. Era un’altra epoca, ma dividere la pista con piloti del calibro di Senna, Mansell, Prost, Alboreto, Patrese, Berger, Schumacher e tanti altri mi ha arricchito come professionista e come uomo. Purtroppo nel nostro sport bisogna dividere le gioie e i dolori con il mezzo meccanico a disposizione ed nelle mie stagioni di F1 non sono stato mai nelle condizioni di lottare per il podio. Parte del demerito è anche mio, che non sono riuscito a trovare la strada per salire su una macchina competitiva.”

Sei un’icona e uno dei protagonisti assoluti delle gare turismo, convinci gli appassionati italiani che non esiste sono la F1…

“La bellezza del WTCC sta nella somiglianza proprio alla F1 degli anni 80/90: si entra facilmente ai box, si incontrano i protagonisti, ingegneri e piloti con molta facilita, si può tranquillamente portare la famiglia con i bambini nei week end di gara. C’è l’ingrediente determinante di una competizione: il sorpasso. Le gare sono molto dinamiche e finiscono generalmente allo sprint come nel ciclismo. La battaglia in gara è simile ad un incontro di boxe, ci si studia, ci si colpisce e qualche colta si finisce KO!!! Come sanno bene tutti gli appassionati che ci seguono in Italia e che purtroppo dovranno fare molti km per continuare a vedere dal vivo!”

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Massimiliano Palumbo