La leggenda dello ‘Spinning Finn’ – Intervista a Markus Niemela

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Finlandia, patria di rallysti, tra i più forti, danzatori sul ghiaccio e acrobati nel volo. Li chiamano i ‘Flying Finns’ i finlandesi volanti, artisti del volante e dei traversi.

Markus viene da Rauma e, sì, si intende di salti, ma non quelli fatti in auto al 1000 laghi bensì quelli con la Bmx NEI laghi e sì, è un maestro dei traversi, non quelli fatti a 130km/h tra gli abeti nordici, ma quelli fatti con una specie di carrello della spesa in Oklahoma e sì, sa anche danzare, ma sull’arida e dura terra, compiendo tondi a non finire dove il fango si tramuta in gloria. E come ormai potrete immaginare, sì, è a suo modo un artista del volante.

Il dorato mondo della F1 sa essere crudele, si dice che chiusa una porta si apra un portone, e Markus da Rauma ha saputo trasformarsi, reinventarsi, chiudere il cassetto dei sogni scrivendo la parola fine ad un capitolo della sua vita per aprire un altro libro, immacolato, su cui imprimere per sempre un nuovo ed affascinante racconto, quello dello ‘Spinning Finn’.

Signore e Signori, a MotorsportRants Markus Niemela

 

Markus, la prima domanda è semplice: qual’è il motivo del tuo salto dalle auto formula elle sprints?

“Ero molto vicino ad un accordo per la F1 nel 2009 dopo aver vinto il campionato Champ Car Atlantic ma tutto è saltato prevalentemente per soldi e politica. Sono sicuro che non sono l’unico a cui è capitato. Comunque dopo questo ho fatto un paio di giorni di test con la Mercedes DTM ma hanno deciso di tagliare una macchina per quella stagione e mi sono ritrovato senza sedile. Sono tornato negli USA per correre nella Atlantic per il 2009 ma ero demotivato per qualunque cosa all’infuori della F1 ed era come andare a lavoro ogni volta che correvo. Dopo quella stagione non sapevo cosa fare e accidentalmente mi è stato chiesto di provare una sprint car ed è stato amore. C’era molto da imparare ed era come iniziare tutto da capo, nella sua forma più cruda.”

E’ stato difficile adattarsi in mondo cosi diverso dalle piste in asfalto?

“Si. Avevo un grande ego all’inizio che però ben presto si è infranto perché venivo battuto da tutti. Ero molto veloce per conto mio quando la pista era buona ma correre in gruppo o in una pista sterrata era davvero diverso da quello a cui ero abituato. Un altro grosso problema è stato quello di imparare i tanti diversi stili di guida richiesti da una sprint car. La pista cambia così tanto durante la notte da super-aggressiva a molto scivolosa e irregolare ed è necessario saper affrontare ognuna di esse.”

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Quali sono le tue aspettative per questa nuova carriera?

“Anche se faccio questo per vivere il mio obiettivo principale è quello di non sentire più le gare come un lavoro. Spero di vincere il campionato quest’anno e decidere poi cosa fare.”

Le formula, o almeno le corse in pista, sono un capitolo chiuso?

“Probabilmente si.”

Non c’è niente che ti manca delle vetture formula?

“Si a volte mi manca cambiare marce e curvare a destra” No, ma seriamente, forse la sua natura hi-tech è qualcosa che mi manca. Tutto viene regolato nei minimi dettagli sulla macchina ed anche nel pilota e questo è qualcosa che mi piaceva un sacco.”

Ad un certo punto hai tentato la via delle stock-car nella K&N Pro West. Cosa è successo poi?

“Ho fatto una gara. Mi sono qualificato quinto di una trentina di auto ed in gara ero terzo dopo 120 giri, ma poi è successo un casino con il ripartitore della frenata e sono andato in testacoda.”

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Cosa significa essere uno dei pochissimi non americani a praticare le gare dirt?

“Ci sono australiani e neozelandesi qualche volta (in quanto anche in quei paesi corrono in sprint car), ma non ci sono europei oltre a me. Le persone sono molto curiose nei miei riguardi e di solito ricevo molte attenzioni. Solo che un paio di volte dopo aver causato un incidente ho ricevuto commenti piuttosto duri su come questo sport sia americano e non mio. Comunque erano momenti caldi ed in generale è davvero divertente essere l’unico europeo qui.”

Perché non eri al Chili Bowl di quest’anno? Non dirmi che gli sponsor sono necessari anche qui…

“Ahah no ero come in mezzo a due team per il Chili e la mia nuova scuderia, la JFM, aveva i sedili già occupati quando ho deciso di andare con loro.”

Parlaci dei tuoi obiettivi per questa stagione

“Voglio vincere il campionato USAC West Coast Sprint Car Series. Ora siamo a metà stagione e sono in testa con 37 punti di vantaggio quindi sta andando bene. Ovviamente può succedere di tutto.”

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I tuoi hobby sono tutti ugualmente adrenalinici: skateboarding, snowboarding, BMX…non riesci proprio a star fermo! Dicci di più dell’anphibio-kart anche!

“Si ero abituato a fare ogni tipo di cosa ma negli ultimi due anni mi sono calmano un po’. Ho avuto un sacco di infortuni che hanno lasciato i loro segni sul mio corpo ed ogni tanto sento dolori!. Era due anni fa quando ero di nuovo in ospedale per alcuni giorni, da li ho deciso che le sprint cars erano già pericolose di loro da non dover aggiungere altri rischi facendo tutte queste cose. Voglio dire comunque vado ancora in snowboard ed in bici ma non mi spingo oltre il limite come facevo prima. Il go-kart d’acqua era un tentativo di attraversare la baia come fanno con le motoslitte. Ho provato tre volte con setup differenti ma sono finito a fondo ogni volta. Pensiamo di aver capito come fare e dovrò probabilmente provare di nuovo con gomme leggermente diverse, quando avrò tempo.”

 

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Markus sul web

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The Tale of the ‘Spinning Finn’ – An interview with Markus Niemela

Finland, land of rally-drivers, most of the bests, ice dancers and acrobats in flight. They call them the ‘Flying Finns’, steering wheel and drift artists.

Markus Niemela comes from Rauma and yes, he knows how to jump, but not those jumps made by car at the 1000 Lakes rally, rather those with the BMX IN lakes; and yes, he is a drift master, not those drifts made at 130km/h through the Nordic spruce, but those made with a kind of shopping cart in Oklahoma; and yes, he can also dance, but on the dry and hard dirt groud, making donuts on and on where mud becomes glory. And now as you can imagine, yes, he is in its personal way an artist of the steering wheel.

The golden world of F1 knows how to be cruel. It is said that a closed door opens a bigger one and Markus from Rauma has transformed, reinvented himself, closed the drawer of dreams by writing an end to a chapter of his life to open another, immaculate book, on which he can impress forever a new and fascinating story, the one of the ‘Spinning Finn ‘.

Ladies and Gentlemen, MotorsportRants presents you: Markus Niemela

Markus, the first question is simple: which is the reason of your jump from formula cars to sprints?

“I was pretty close to a deal in F1 in 2009 after winning the Champ Car Atlantic Championship but it all fell through mainly because of money and politics. I’m sure I’m not the only driver this has happened. Anyway after that I did quite a few days of testing in Mercedes DTM car but they ran one less car that season so I had no seat there. I came back to race Atlantics in the USA for 2009 but I was out of motivation for anything else but F1 at that point and it felt like going to work every time we went to a race. After that season I didn’t know what to do next and by accident I was asked to test a sprint car and I loved it. There was so much new to learn and it was like starting racing all over again in a rawest form of it.”

It was difficult to settle down in a world so different from the asphalt-track?

“Yes. I had quite big ego first but it soon was shattered cause I got beaten by everybody. I was pretty fast on my own when the track was good but racing in a group or on a rough track was really really different from what I had used to. Another big deal was to learn to so many different driving styles that are needed in sprint cars. Track changes so much during the night from super tacky to very slick and bumpy and you need to be able to cope with them all.”

What are your expectations for this new career?

“Although I’m doing this for my living my main goal is not to make racing feel like work ever again. I’m hoping to win the championship this year and then decide after the season what I want to do next.”

Are formulas, or at least road course races, a closed chapter?

“Probably so.”

There’s nothing that you miss of formula cars?

“Yeah sometimes I do miss shifting gears and turning right! No but seriously maybe the high-tech nature of it is something I miss. Everything is tuned to the smallest detail in the car and also in the driver and that’s something I liked quite a lot.”

At some point you tried the stock-car way in K&N Pro West. What happened then?

“I did one race. I qualified 5th out of 30-something cars and in the race I was running 3rd after 120 laps but screwed up with my brake adjuster and spun out.”

What does it mean to be one of the very few non-Americans to practice dirt racing?

“There are australians and new-zealanders sometimes (since they race sprint cars in those countries also) but no other europeans than myself. People are quite curious with me in general and I usually get good kind of attention. Only couple of times after I have caused a crash I’ve got some pretty rough comments how this is an American sport and not mine. Anyway that was the heat of the moment so in general is all really fun being an european here.”

Why weren’t you at the Chili Bowl this year? Don’t tell me that sponsor are needed here too…

“Haha no I was kind of in between teams during chili bowl and my new team, JFM, had seats filled already by the time I decided to go with them.”

Tell us about your goals for this season.

“I wanna win the USAC West Coast Sprint Car Series Champioship. Now the season is half way througgh and I’m leading by 37 points so it’s looking pretty good. Of course anything can happen.”

Youre hobbies are all equally adrenalinic: skateboarding, snowboarding, BMX… you just cannot stop! Tell us more about anphibio-kart also!

“Yeah I used to do all kinds of things but have calmed down a bit over last 2 years… I had quite a lot of injuries that have left their marks in my body and I’m getting kind of achy! It was 2 years ago when I had to spend again few days in a hospital that I decided sprint cars are dangerous enough and I shouldn’t add any risk by doing all these other things. I mean I still snowboard and ride bikes but I don’t quite push it as far as i used to. The water go-kart was an attempt to cross the bay like they do on a snow mobile. I tried it 3 different times with different setups but ended up in the bottom every time. I think we have it down now so I’ll probably try again with slightly different tires when I have time.”

 

Roberto Del Papa