NWES – Intervista ad Ander Vilarino: “Questo titolo è sicuramente il più bello dei tre!”

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Sono passati poco più di due mesi dal trionfo di Zolder, che gli ha regalato il terzo titolo della NASCAR Whelen Euro Series in quattro anni, ma Ander Vilarino sta ancora assaporando quel successo che ha rincorso per un anno intero, da quando ha dovuto abdicare per un solo punto ad Anthony Kumpen.
Primatista all-time in quasi tutte le statistiche della NASCAR europea, lo spagnolo ha portato il suo straordinario bottino a 20 vittorie, 38 top-5 e 46 top-10 su 48 presenze, ma la stagione 2015, sebbene conclusa con 35 punti di vantaggio su Alon Day, non è stata certo una passeggiata di salute, perché ha dovuto fronteggiare quella che lui stesso ha definito una “battaglia tra generazioni”: i veterani, come lo stesso Vilarino, Frederic Gabillon, Anthony Kumpen, Romain Iannetta, Bert Longin, contro un’ondata di giovani rampanti, primi fra tutti i tre galli del pollaio CAAL Racing, Alon Day, Nicolò Rocca ed Eddie Cheever III.
Per la prima volta, Vilarino non ha vinto almeno 4 gare, per la prima volta non ha siglato alcuna pole, ma la sua arma segreta è stata la costanza ad altissimi livelli e il terzo titolo si è rivelato quello più dolce da addentare.
Sentiamo allora le parole del campione di Hondarribia, pronto a dare il via alla grande festa di Charlotte, in programma per sabato 12 dicembre alla NASCAR Hall Of Fame.
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A due mesi da Zolder, come valuti questo terzo titolo in quattro anni?
Wow, non pensavo fossero già passati due mesi! Sono contento, contentissimo. Questo titolo è il più bello, tra quelli che ho vinto in NASCAR Whelen euro series, perché dopo averne vinti due consecutivi, perdere nel 2014 per un solo punto ha fatto molto male e recuperare il titolo quest’anno è stata una grande soddisfazione. Festeggiare con il team TFT, mia moglie e i miei bambini è stato incredibile.
Cosa ti ha conferito la maggior motivazione in questa stagione?
La cosa più importante per me era tornare a vincere il campionato. E’ stata una stagione davvero faticosa a livello psicologico, soprattutto per il fatto di aver perso l’anno scorso con tanta sfortuna e un po’ di polemica per gli incidenti che mi hanno visto coinvolto. Quando perdi un campionato così è difficile accettarlo, specie se lo perdi per un solo punto. Quest’anno è stato molto bello per la lotta tra due generazioni a cui abbiamo preso parte: Kumpen, Io, Gabillon, Iannetta, Longin apparteniamo a una generazione, mentre i tre piloti di CAAL – Eddie, Nicolò e Alon – sono tutti giovani e hanno tutti fatto una stagione splendida, una vera lotta tra giovani e “vecchi”.
I record che continui a infrangere sono qualcosa a cui pensi spesso?
I record sono solo numeri. Molto belli, ma sempre e comunque numeri. Ogni volta che comincia la stagione è importante essere competitivi. Le top-5 e le top-10 dimostrano che hai velocità e che puoi giocartela, ma quello che conta è vincere il campionato. 
Non ci pensi nemmeno in occasioni speciali come Brands Hatch, pista su cui vinci ininterrottamente dal 2012?
Non penso ai numeri nemmeno a Brands, dove ho vinto tutti gli anni e sono sempre stato sul podio. Brands non è una questione di numeri, è importante perché è il fine settimana più bello del calendario. Ovviamente anche Valencia è speciale per me, perché sono spagnolo e anche se vengo da una zona lontana da Valencia, gli organizzatori mi vogliono bene e mi sono sempre trovato benissimo, tanto che è il circuito dove ho vinto più gare in assoluto nella mia carriera, ma Brands è un evento incredibile, per me il più bello in assoluto della NASCAR Whelen Euro Series. Quindi è normale che mi piaccia vincere lì.
Celebrare il terzo titolo in occasione del decennale del tuo rapporto con TFT ha avuto un sapore particolare?
Non avevo pensato che avevamo raggiunto i dieci anni insieme finché non abbiamo fatto una festa e mi sono reso conto che avevo corso la mia prima gara con loro nel 2005. Non ho corso continuativamente con loro in questi dieci anni, ma è una storia ricca di successi, in cui abbiamo condiviso vittorie e sconfitte, ma sempre con un grande piacere nello stare insieme ed essere parte di un grande team. Ho fatto gare anche in altri campionati con loro e siamo sempre andati molto forte. Con loro mi sento sempre come in famiglia.
C’è stato un momento in cui hai temuto di vedere il titolo sfuggirti tra le dita?
Sono stati tanti i momenti cui ho avuto paura di perdere il titolo. Con i punteggi raddoppiati nelle ultime quattro gare può succedere davvero di tutto e anche se il 2015 è stato molto positivo nella regular season, alla fine abbiamo avuto bisogno di velocità, costanza, affidabilità, ma anche un po’ di fortuna. La fortuna che non abbiamo avuto nel 2014 l’abbiamo recuperata tutta quest’anno. Per esempio nella seconda gara di Magione, dove ho fatto un lungo mentre ero in testa alla seconda curva, ma sono riuscito a rientrare e finire la corsa al quinto posto. Ho avuto tanta fortuna anche a Zolder, quando sono passato in mezzo all’incidente nella gara del sabato, perché ho temuto che la macchina ne uscisse distrutta e di non poter prendere il via domenica, perdendo quindi il campionato.
Quando ti sei reso conto che il campionato era vinto?
Alla fine della gara di sabato a Zolder, il punteggio era una questione quasi risolta e dipendeva soprattutto da quante macchine sarebbero partite il giorno dopo. La gara di domenica è stata molto tranquilla. Sapevo che il sabato era fondamentale e l’incidente di Nicolò ha reso tutto più semplice. Sabato sera sapevo già che il lavoro era fatto al 99%.
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Dici spesso che la famiglia ha un ruolo fondamentale nella tua carriera di pilota…
Mia moglie Irune è senza dubbio la persona più importante per me, perché capisce cosa vuol dire correre, con tutto l’allenamento e la concentrazione che ci sono dietro. Tutta la motivazione che lei mi dà è importantissima e lei è la persona in assoluto più importante.
Guardando le foto del podio di Zolder, non si può non notare che i tuoi figlio hanno festeggiato con te ogni titolo della NASCAR europea.
I miei bambini sono stati con me nel 2012, nel 2013 e nel 2014 e spero che si ricorderanno per tutta la vita di questi momenti come io mi ricorderò sempre dei momenti che ho passato con mio papà alle gare. Averli con me a condividere questi momenti è stato bellissimo. L’anno scorso sono venuti alle semi finali di Magione e alle finali di Le Mans ed erano convinti che Eddie avesse vinto il campionato perché era transitato per primo in tutte le ultime gare, per cui l’hanno identificato come il principale avversario di papà. Quest’anno a ogni gara mi hanno chiesto se ho battuto Cheever. “E Cheever come ha finito? Dietro di te? Allora bene”. Ancora ieri giocavano con le macchinine, e impersonavano Eddie e papà. Se Eddie non avesse avuto i problemi meccanici di Magione, il fine settimana di Zolder sarebbe stato molto diverso per me: avrei avuto bisogno di finire immediatamente dietro di lui e tutto sarebbe stato più difficile. Alla fine, come io non ho vinto tante gare come l’anno scorso, anche Eddie non ha avuto tutti gli acuti del 2014, ma è stato estremamente forte e regolare e senza i problemi di Magione avrebbe sicuramente lottato per il campionato.
Anche per te Jeff Gordon è stato un riferimento. Cosa pensi del suo ritiro?
Che mancherà moltissimo a questo sport e che è stato un grandissimo ambasciatore dentro e fuori la pista. Mi ricorderò sempre gli anni ’95-’96-’97 quando si parlava tanto di Schumacher e si diceva che c’era un pilota negli USA che andava forte come lui. Non è un caso se porto sulle fiancate un numero giallo. Io avevo preso il 24 all’inizio, ma alla fine abbiamo deciso per il 2 per omaggiare i miei due bambini.
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Venendo ai festeggiamenti in programma a Charlotte, pensi di avere pronto un discorso che possa rivaleggiare con i primi due?
Sarà difficile fare un discorso migliore degli altri due, ma ho qualche altra storia divertente e me la tengo per il 12 dicembre! Sarà spettacolare! Sarà un onore avere il mio nome nella NASCAR Hall Of Fame e nella Whelen Hall Of Champions. E’ un’emozione unica essere lì e poter assaporare la festa, il discorso e tutto l’ambiente. Vedere la tua macchina alla NASCAR Hall Of Fame è un onore grandissimo.
E poi c’è da difendere l’onore degli europei nella tradizionale gara di kart!
Proveremo sicuramente a vincerla, la gara di kart. Spero di farcela!
E per il 2016?
Tutto dipende dagli sponsor, ma penso che ripartiremo in NWES e l’obiettivo sarà come tutti gli anni quello di vincere!
 Gian Luca Guiglia – @gian_138