Ritorno al Motor Show: un Memorial Bettega a senso Cunico

Franco Cunico e Colin McRae in una foto d’archivio al Memorial Bettega

 

A cura di Ermanno Frassoni

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Come separare il Memorial Bettega intitolato alla memoria di Attilio, promessa del Mondiale Rally prematuramente scomparsa nella voragine tecnica e umana delle vetture del Gruppo B, che di lì a poco sbarreranno definitivamente la strada anche a Henri Toivonen e Sergio Cresto, dall’atmosfera elettrizzante del Motor Show di Bologna? L’impresa può risultare di ardua realizzazione se è vero che dal dicembre 1985, anno del primo Memorial Bettega vinto dall’allora neocampione del mondo finlandese Timo Salonen, questa competizione rally imbastita su un tracciato misto lungo poco più di un chilometro è entrata a far parte di diritto della storia della kermesse inventata nel 1976 da Mario Zodiaco con il supporto di Sandro Munari e Giacomo Agostini.

L’immutabile verità è che tutti i rallisti di grido, dalla metà degli anni Ottanta in poi, hanno varcato le soglie del Motor Show di Bologna calandosi nella sfida del Memorial Bettega e sperimentando emozioni difficili da descrivere complice l’impatto con un pubblico di appassionati competente ed entusiasta tanto da sciogliersi a più riprese in un’ovazione liberatoria al passaggio del beniamino di turno.

Nella lista dei protagonisti del Bettega un posto speciale lo merita Gianfranco Cunico detto Franco, ex pilota vicentino classe 1957 capace di fare man bassa di titoli nazionali e di vincere con un team privato nel Mondiale il Rally di Sanremo 1993 su una Ford Escort RS Cosworth in coppia con Stefano Evangelisti, che per il Motor Show della rinascita, in calendario dal 6 al 14 dicembre 2014, è tornato ad operare dietro le quinte nelle vesti di coordinatore attività della Motorsport Arena per quanto attiene alla disciplina automobilistica a lui più congeniale.

La rubrica Push to Rants, che qui trovate nella versione «in Action», lo ha voluto interpellare per saperne di più circa il suo ruolo nelle maglie della manifestazione fieristica del capoluogo felsineo e per meglio comprendere qual è la direzione che il Motor Show intende seguire in vista di un ventilato ritorno a quei canoni classici, mai realmente abiurati, in grado di esaltare le peculiarità di un appuntamento unico nel pur variegato panorama dei Saloni di caratura internazionale.

 

Ciao Franco, benvenuto su Motorsport Rants. Hai mai assistito al Motor Show da semplice spettatore? A quando risale, invece, la tua prima partecipazione al Memorial Bettega?

«Devo confessare di non avere mai vestito i panni dello spettatore al Motor Show. A Bologna ho indossato subito tuta e casco per il Memorial Bettega del 1986 calandomi nell’abitacolo di una Lancia Rally 037; non ricordo il piazzamento di quel debutto, ma già all’epoca avevo compreso di essere tra i protagonisti di un evento non soltanto importante ma anche coinvolgente dal punto di vista del pilotaggio. Si lasciava infatti il comparto rally per così dire tradizionale sconfinando in un’arena dove si percepivano chiaramente la presenza e il tifo del pubblico. In questo contesto c’era poi da considerare la variabile del confronto a tu per tu con l’avversario, cosa inusuale nelle prove speciali di campionato. Da pilota non ho mai vinto il Bettega, ma sono approdato diverse volte in finale giocandomi le mie chances di vittoria».

Che Motor Show dobbiamo aspettarci? Sarà davvero un ritorno alle origini?

«Stiamo lavorando senza sosta affinché il Motor Show sia adrenalinico ed entusiasmante come ai tempi d’oro della kermesse bolognese. Il Dna di questa manifestazione è da sempre improntato su connotati di grande spettacolo e di sfida estrema che metteranno ancora una volta in risalto le abilità dei piloti».

Cosa salveresti delle edizioni precedenti e cosa occorre cambiare nel format del Motor Show?

«Sarebbe impossibile parlare con cognizione di causa del Motor Show facendo tabula rasa di quanto seminato prima dello stop resosi purtroppo necessario nel 2013. La verità è che l’intero patrimonio del Salone bolognese è parte integrante del suo sviluppo nel bene e nel male; non c’è qualcosa di particolare che non ha funzionato, oggi bisogna semplicemente operare su nuove idee che l’attualità ci offre rimanendo comunque fedeli all’impostazione originaria del Motor Show, ormai fortemente radicata nelle aspettative degli appassionati più esigenti».

Come si è sviluppata la tua collaborazione con il Motor Show della rinascita?

«Era da un po’ di tempo che cercavo un’occupazione dietro a una scrivania che mi permettesse di sfruttare l’esperienza accumulata in tanti anni vissuti da pilota; potremmo dire che io e il Motor Show ci siamo incontrati e capiti molto velocemente. Dopo i primi mesi di collaborazione tutto procede per il meglio, inoltre lo staff è dinamico e aperto a nuove proposte, il che ovviamente non guasta».

 

Cosa significa per te coordinare tutte le attività rally della Motorsport Arena?

«Tanta responsabilità: dal mio lavoro devono scaturire idee, organizzazione, conoscenza e cura del format».

Cosa bolle in pentola per il Memorial Bettega del 2014?

«Il Bettega tornerà alla grande il 13-14 dicembre coinvolgendo numerose «celebrities» del mondo del motorsport. Mi riferisco in particolare a Ken Block, la star americana dei rally che è anche recordman di visualizzazioni sul canale Internet YouTube, a Gigi Galli, l’ultimo italiano protagonista nel Mondiale, e Lorenzo Bertelli, che nel 2015 concretizzerà il passaggio nel WRC. Ma l’arena non ospiterà soltanto il Bettega: ci saranno infatti altri trofei meritevoli di attenzione quali il CIR, il TRT, il Campionato Italiano Wrc e un adeguato spazio per le vetture R2 ed R3».

Qualche altro nome pesante che possa stuzzicare ulteriormente l’appetito dei fans?

«Il mio obiettivo è quello di portare a Bologna una serie di primattori del rallismo internazionale del glorioso passato del calibro di Sandro Munari, nostro testimonial d’eccezione che nel ’76 fu tra i fautori del Motor Show, Fulvio Bacchelli, Tonino Tognana, Miki Biasion, Piero Liatti, Alex Fiorio e tanti altri. Li vorrei vedere sfilare in una spettacolare parata con le vetture originali delle rispettive epoche, gentilmente concesse dai collezionisti che con passione le hanno mantenute in vita fino a oggi. L’automobile da corsa del collezionista, insomma, tornerà al centro della scena per un giorno ospitando sui propri sedili quel campione che l’aveva portata al successo: il connubio pilota-collezionista mi sembra già di per sé promettente».

Matteo Gamba su Peugeot 207 S2000 nell’ultimo (per ora) Memorial Bettega del 2011

 

Memorial Bettega a parte, quali discipline del motorsport vedremo a BolognaFiere?

«Il primo weekend del Motor Show sarà completamente dedicato alla velocità in pista, dalle gare dell’EuroV8 Series, ovverosia la ex Superstars che in questa stagione ha incoronato Francesco Sini e la Chevrolet Camaro della Solaris Motorsport, passando per la Nascar europea, l’Auto GP, la Formula E voluta dal presidente della Federazione Internazionale Jean Todt, le esibizioni di drifting del team Orange e il Super Motocross femminile. Da giovedì 11 dicembre, invece, largo alle giornate rally e ai Supermotard, mentre per quanto riguarda le novità dell’ultima ora avremo, domenica 14, lo showrun di Giancarlo Fisichella sulla Ferrari F1 che prese parte al Mondiale 2011 ottenendo una vittoria con Fernando Alonso nel Gran Premio di Gran Bretagna».

Twitter @Fra55oni