WTCC, intervista con Alessandro Mariani: “Sono un racer, voglio vincere sempre!”

Alessandro Mariani è una delle icone per tutti gli appassionati italiani, e non solo, del Superturismo. Con la sua JAS Motorsport da anni è il braccio armato della Honda nelle competizioni europee con una grandissima, e vittoriosa, esperienza nelle corse turismo. La mitica Honda Accord che a cavallo degli anni ’90 e 2000 imperversava nei maggiori campionati europei era preparata nelle sue officine, e proprio alla sua struttura Honda si è affidata ancora una volta per il ritorno in grande stile nel WTCC.

Schietto, sincero, mai banale. Con Mariani siamo partiti dal Superturismo targato FIA del WTCC ma abbiamo toccato anche BTCC e Superstars, con in mente sempre ben presente il Superturismo dei bei tempi che furono.

Allora Mariani, soddisfatto da questo 2013?

“In parte. Sinceramente mi aspettavo qualcosa in più, la macchina è competitiva ma abbiamo sofferto di qualche problema al motore di troppo. Non molto di più, ma qualcosina di meglio si, me l’aspettavo.”

Dove bisgona migliorare?

“Abbiamo difficoltà a sorpassare le vetture in velocità e questa cosa ci ha un pò penalizzato. A parte questo, però, globalmente, considerando che con la macchina avevamo pochissima esperienza e che dopo tre gare avevamo già vinto, sono molto soddisfatto. Considerando sopratutto che abbiamo fatto un programma supertirato e quanti anni ci hanno messo gli altri a diventare competitivi. Poi ovviamente essendo un racer, quando sono in pista mi piacerebbe avere tutto per vincere sempre. Globalmente sono molto soddisfatto ma mi aspettavo qualcosa in più”

Vi aspettavate un Chevrolet così in palla nonostante la perdita dell’appoggio ufficiale?

“Sapevo perfettamente che sarebbero state fortissime. Abbiamo vissuto una stagione simile nel 2001 nell’europeo quando perdemmo l’appoggio ufficiale, ma Honda ci diede tutto il materiale e Tarquini. Vincemmo 11 gare su 20. Quando uno gira tantissimo come squadra ufficiale, dopo un pò non dico che la macchina va in pista da sola, ma diventa tutto molto più facile. Tra l’altro, con l’arrivo del nuovo regolamento siamo stati sempre di corsa. In pochi mesi abbiamo progettato la vettura 2012, quella di quest’anno che era un aggiornamento e poi quella per il 2014, senza tutte quelle indispensabili sessioni di prove che i nostri concorrenti hanno potuto fare nel passato. E questo ha penalizzato noi e dato al contempo un grande vantaggio alla Chevrolet. Per noi era in ogni caso fisicamente impossibile provare di più con le gare europee che si correvano ogni 15 giorni, poi siamo partiti col progetto nuovo e le attuali macchine sono partite per l’Argentina, non aveva più senso svilupparle. Questo è stato un pò il nostro limite e il motivo del nostro piccolo momento di crisi dopo un inizio sfolgorante, ma ci siamo prontamente ripresi sempre di più ogni qual volta potevamo girare in pista.”

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Soddisfatto dai vostri piloti?

“Monteiro ha avuto purtroppo una stagione complicata. Ha subito un brutto incidente a Marrakech non per colpa sua, poi in Slovacchia poteva fare pole e vittoria ma ha fatto un piccolo sbaglio. Insomma ha avuto molta sfortuna e non è mai riuscito a finalizzare tutto il suo potenziale ed è andato quindi un pò in crisi. Quando poi Honda gli ha confermato che sarebbe rimasto, ed è successo in Argentina, ha avuto un rendimento altissimo. Gli manca il colpo del killer per il momento (l’intervista è stata fatta prima della Cina, Mariani aveva ragione!), è un pò come il centravanti che non la mette dentro, ecco lui è un pò in questa fase. Fa ottimi tempi, bellissime prestazioni ma succede sempre qualcosa che non gli permette mai il risultato pieno.”

E Tarquini?

“Beh, è il nostro pilota storico e non sono assolutamente sorpreso dalle sue prestazioni. Lo conosco bene. Anche lui ha avuto un momento di calo, come normale, dovuto a tante cose ma quando c’è da metterla dentro, la mette sempre dentro. Sono invece rimasto sorpreso da Michelisz, che corre con una macchina che ha tutte le nostre specifiche e quindi a livello tecnico è perfettamente ufficiale. Noi,  poi, sosteniamo il team Zengo fornendo dati, tecnici e quant’altro. Ma Norbert più volte ha dimostrato di essere davvero veloce, sopratutto su alcune piste.”

Parliamo dei regolamenti 2014…

“Abbiamo partecipato fin dall’inizio alla stesura del nuovo regolamento, che è potuto partire solo perchè la JAS ha convinto la Honda ad anticipare le nuove regole, visto anche l’arrivo di Citroen. Era un momento troppo importante e non potevamo perdere l’opportunità. Anche se questo voleva dire rendere l’investimento per la vettura 2013 decisamente limitato, visto che sarebbe durata solo un anno, ma Honda ha capito l’importanza del momento e dell’avere un competitor come Citroen. Abbiamo partecipato a tutte le fasi della stesura, anche se non sono contentissimo: si  parlava di regolamento pronto per Gennaio e invece è arrivato a Luglio. Questo ci ha comportato un grandissimo disagio perchè ha voluto dire un enorme compattamento dei tempi di progetto e di conseguenza siamo ancora costretti a correre nella progettazione con tutti i problemi del caso. Da una parte ci siamo noi che stiamo progettando praticamente a ciclo continuo da Febbraio 2012 e quindi siamo caldi, dall’altra c’è la Citroen che ha meno esperienza ma più tempo di provare e progettare.”

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Consapevoli quindi che le Civic avrebbero avuto vita brevissima…

“Si, siamo stati proprio noi a chiedere di anticipare il nuovo regolamento. Anche perchè ci siamo resi conto che viste da fuori, dal grande pubblico, queste Super2000 sono poco sexy e non si percepisce la grande tecnologia che c’è dentro. Con le nuove vetture si cerca di ovviare a questo problema, anche se inevitabilmente i costi andranno ad aumentare.”

Quanta vettura 2013 sarà portata nel 2014?

“Essendo un’evoluzione, tanto, almeno a livello di progetto, anche se non ci sarà una vite uguale. E’ comunque una filosofia che viene sviluppata, ma a livello di messa a punto in pista cambia parecchio. Essendo una vettura dove l’aerodinamica conta decisamente di più cambia proprio tutto l’approccio. Per fortuna sia con i vecchi Superturismo che con i vecchi DTM, ed alcuni anche in F1, abbiamo tutti già esperienza a lavorare con macchine aerodinamiche. Le Superturismo 2013 hanno pochissima aerodinamica, nel 2014 la sfida sarà invece in gran parte proprio su questo settore, almeno dal punto di vista del settaggio.”

A che punto sono i lavori sulla nuova vettura?

“Stiamo facendo di tutto per avere la macchina pronta per metà Gennaio.”

Come cambiano i costi col nuovo regolamento?

“Fare i budget non è mai semplice, ci sono tante di quelle voci che avrebbe poco senso fare confronti. Cambiano da team a team, da pilota a pilota. In ogni caso, possiamo dire che rispetto a quest’anno aumenteranno del 15-20%”

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19 luglio 1998, Lahr, campionato tedesco superturismo STW, la JAS e Gabriele Tarquini portano la Honda alla vittoria per la prima volta

La JAS Motorsport è uno dei pilastri del Superturismo, la Accord è ancora del cuore di tutti gli appassionati. Come è cambiato il Superturismo negli ultimi 20 anni?Secondo lei, si può tornare ad una regolamentazione tipo anni ’90 dove con la stessa vettura si poteva correre nei vari campionati nazionali? 

“Purtroppo credo di no. Io fui uno di quelli che scrisse il regolamento per quelle che poi negli anni, con alcuni accorgimenti, sono diventate le attuali Super2000. Nel 2002, nell’europeo facemmo un nuovo regolamento perchè i vecchi Superturismo costavano troppo, le Super2000 costavano esattamente la metà. Il Superturismo era ormai morto, avevamo avuto fino a 12\13 costruttori impegnati, poi di colpo sono andati in crisi i mercati nazionali, quindi i campionati nazionali e di conseguenza sono spariti i Costruttori. All’epoca si spendeva tanto ma c’era il mercato europeo in piena espansione, le filiali europee delle Case vivevano di vita propria ed erano separate le une dalle altre. Con i ricavi delle vendite nazionali si facevano i budget per le corse. Poi sono arrivati il mercato comune, la globalizzazione, la battaglia sui costi, la crisi del mercato, l’avvento della F1 anche mediaticamente, che si è presa tanti Costruttori prima decisamente meno presenti. Tutto questo ha portato alla crisi del Superturismo. Oggi i Costruttori usano la F1 al massimo per i motori, solo Ferrari, Mercedes e McLaren hanno anche auto di produzione. Ma sono per lo più vetture top di gamma, quindi non sono grandi numeri. In questo senso il superturismo è ancora una serie di grande valenza. L’esempio concreto è la Seat, marchio rinobilitato grazie alle corse. La colpa è forse proprio della F1. Non vedo nessuna colpa tecnica per questa involuzione, la sfida tecnica è rimasta sullo stesso livello, mancano però, al momento, i competitors.”

E tornare ad un unico regolamento?

“In realtà esiste già ed è quello FIA, ma non vedo il modo di tornare ad un unico regolamento. E la colpa è anche degli inglesi. Quando 10 anni fa facemmo le Super2000 loro litigavano con la FIA ad ogni riunione, alla fine si sono fatti una Super2000 fatta in casa. Hanno inventato il Superturismo, hanno tenuto duro fino alla fine ma oggi… Ed infatti il BTCC oggi ha un livello, sia di tecnico che di piloti, decisamente basso, mentre il WTCC, con tutte le difficoltà del caso, è ancora li. La dimostrazione che il BTCC sta cadendo in basso è il fatto che sia team che piloti buoni stanno facendo sempre più campionati internazionali, quando invece prima difficilmente si muovevano da casa. Hanno fatto un DTM povero, con regolamento tutto loro che non è andato oltre i loro confini, per globalizzare un mercato certamente la FIA è un organismo più qualificato.”

E la Superstars?

“Assolutamente improponibile. L’essenza del Superturismo è il Costruttore di vetture “popolari” che sulle corse costruiscono campagne promozionali, di brand, come stanno facendo Honda e Lada, come farà Citroen e come ha fatto Alfa in passato. La Superstars è un gioco, le macchine costano relativamente poco ma il livello non è comparabile col Superturismo. Tranne qualche sporadica eccezione, tra l’altro, non c’è neanche il supporto delle Case. E’ più una corsa club che un campionato che possa interessare un Costruttore. Si, certo, i V8 e le trazioni posteriori sono belli, ma… Tra l’altro abbiamo avuto contatti col promoter, ci hanno cercato, ma ci siamo resi conto che non c’erano soldi per il campionato. Per assurdo, abbiamo più piloti interessati a spendere molto di più per il WTCC che disposti a spendere meno per la Superstars. Mi venne il sospetto che era un mercato difficile.”

E la nuova classe light 2000 turbo?

“Beh, aspettiamo il regolamento e vediamo. Con la nuova Civic 2000 turbo può saltarci fuori qualcosa, ma prima dobbiamo vedere il regolamento. Può essere un’idea. Però ad esempio Honda Italia non ha nessun budget da destinare alle corse e Honda Europa non è messa meglio, quindi diventa difficile coinvolgere il costruttore. L’unica Honda che corre non a caso è quella inglese, in quel mercato hanno mantenuto quote importanti.”

Torniamo al WTCC, cosa si aspetta dal 2014?

“Sicuramente un anno difficile! La Citroen sta già girando, noi lo faremo a gennaio quindi proprio non so. Lo scorso anno avevo detto che sarebbe stata dura battere Ray Mallock (boss RML, la squadra di Muller e Chilton) e che avremo vinto presto. Ci ho preso in entrambi in casi. Sono sicuro che noi faremo un buon lavoro per il prossimo anno, ma non conosco di cosa è capace la Citroen e quindi non so quanto il nostro lavoro sarà buono rispetto agli altri.”
Massimiliano Palumbo

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