E se avessero ragione loro?

 

La partenza della 24h di Le Mans 2010

 

Le grandi case automobilistiche approcciano troppo spesso il motorsport come una mera gara a chi ce l’ha più grosso… il budget e producono tutte le loro pressione affinché si arrivi ad una correlazione diretta tra i soldi spesi e i risultati ottenuti, puntando a ridurre ai minimi termini i fattori di disturbo, come quelle brutte, superflue cose chiamate piloti. Stavolta però non mi sento di dare loro completamente torto, per una volta.

Audi e Peugeot, come riportato da Autosport con questa notizia del 21 ottobre , sono scontente del fatto che L’Automobile Club de l’Ouest, organizzatore della 24 ore di Le Mans, si sia riservato il diritto di apportare eventuali modifiche al regolamento dopo la 12 ore di Sebring e i primi due round della Le Mans Series. I due costruttori sostengono che fare aggiustamenti al regolamento tecnico un paio di mesi prima della corsa più importante dell’anno potrebbe falsare i risultati e la preparazione dei concorrenti. Stavolta hanno ragione da vendere: un conto è rivedere i regolamenti di anno in anno nel tentativo difficilissimo di bilanciare le prestazioni (e i rispettivi interessi, ehm) di mezzi dalle caratteristiche disparate, tutto un altro conto invece è cambiare le regole del gioco una volta partita la giostra.

L’obiettivo dell’ACO è livellare maggiormente le prestazioni rispetto al 2009 per creare un “prodotto” più avvincente, attirare nuovi costruttori e non far scappare quelli attualmente coinvolti, ma nessuno trarrebbe beneficio da cambi in corsa che finirebbero con lo sminuire l’intera manifestazione se dovessero rivelarsi determinanti.

L’istituzione del campionato intercontinentale ILMC potrebbe aver creato nei grandi capi dell’ACO un po’ di ansia da risultato, in termini di show, e anche l’introduzione di motorizzazioni ibride rappresenta un’incognita non da poco per cui potrebbe aver senso riservarsi un’opportunità di aggiustare eventuali problemi, però bisogna evitare di creare dei precedenti. Vedere cosa succede nel WTCC per credere: in Europa non c’è la mentalità per accettare questo tipo di interventi, si parte dal presupposto che siano fatti per danneggiare il singolo e non per vendere uno spettacolo migliore, per cui meglio lasciarli perdere. Tutt’altra cosa è consultare, e questo lo trovo giustissimo, i concorrenti per arrivare a regole future condivise, ma l’ultima parole deve rimanere sempre all’organizzatore, altrimenti si perde credibilità e si finisce col lasciare che tutti si scannino per avere un vantaggio immediato, senza tenere conto di quello che potrebbe accadere domani.

Chi vuole vedere riferimenti ad un certo altro ambito del motorsport è liberissimo di vederli 😛