Le Mans, 6ª ora: lotta senza quartiere in tutte le classi

Talvolta i personaggi che animano l’azione in pista a Le Mans danno l’impressione di essersi dimenticati che la gara duri 24 ore, dando vita ad un primo quarto di gara molto aggressivo. Spesso anche troppo.

A ricordarsi fin troppo bene, invece, che la gara dura un giorno intero è la direzione gara, rea di aver protratto una “partenza dietro safety car” per 53 minuti! In pratica la corsa si è ridotta ad una inusitata 23h, ma quei 57 minuti persi sono stati comunque un calvario per molti team: a rientrare ai box per problemi di vario tipo sono stati la Ford GT #67 (trasmissione), CLM del team ByKolles (propulsore), Rebellion #12 e l’Oreca della Eurasia Motorsport.13466109_1144360822287037_5552031652067668102_n

La situazione allo scoccare della 7ª ora è questa e ricorda molto quanto visto nell’edizione passata della 24 Ore di Le Mans, solo che al tempo la lotta in classe Lmp1 riguardava esclusivamente Audi e Porsche, entrambe forti di 3 vetture. Quest’anno, invece, la Toyota si è ampiamente inserita nella bagarre, con la prima ora di competizione vera che ha visto un continuo scambio di posizioni tra tutte le 6 Lmp1 ibride su asfalto umido o quasi asciutto.

Il primo vero colpo di scena arriva dopo 81 minuti: l’Audi #7 viene portata dentro il garage con un non rassicurante fumo bianco emanato dal retro della vettura. I tecnici di Ingolstadt però svolgono un lavoro encomiabile e riescono a sostituire la turbina in appena 20 minuti! Verranno di nuovo chiamati in causa per un problema al portello che tiene ferma in pit lane a lungo la #8.

Dopo 6 ore di gara conduce la Toyota #6, seguita dalla Porsche #1 e dalla seconda monoposto nipponica. Più attardata la Porsche #2 autrice della pole, ma mai quanto la prima delle Audi, la #8, che si trova già quasi ad 1 giro di distacco.

Situazione – prevedibilmente – molto incerta anche tra le Lmp2, con vari team che si sono scambiati le posizioni di vertice. Per ora, la vittoria sembra un affare tra Thiriet by Tds Racing, KCMG, Signatech Alpine, le due G-Drive e la Manor, passate nell’ordine sulla linea del traguardo.

Storia diversa tra le GT: le Ford in assenza di acqua marciano su un altro ritmo e solo per gli inconvenienti della #67 non vediamo 4 vetture americane nelle prime posizioni. Rimane comunque l’incognità-affidabilità, che in casa AF Corse tutto è tranne che incognita: la Ferrari #51 con Bruni al volante viene costretta ai box per lungo tempo a causa di non meglio specificati problemi ed è attualmente fuori dai giochi. Attenzione alle Corvette, notoriamente pericolose sulla lunga distanza, mentre Porsche e Aston Martin si sono mostrate a loro agio solo con pista bagnata, ossia in una condizione che di fatto annulla o riduce le potenzialità delle vetture turbo.13418931_1144360725620380_1569704260710775770_n

Questa la classifica momentanea: Risi Competizione in vetta, a breve distanza dal trio Ford con la #68 seguita dalla #69 e #66. A 1 giro di distacco l’Aston Martin #95, la Ferrari superstite dell’AF Corse e la prima Corvette, mentre le Porsche sono state “risucchiate” indietro.

Da notare il basso numero di incidenti e ritiri, con un solo contatto duro a muro che ha visto come protagonista la Porsche #89 dopo 4 ore.

Se è vero che l’edizione in corso sembra seguire il copione dello scorso anno è lecito aspettarsi un abbassamento della tensione in pista in favore di un vero e proprio logorio psicologico ai box.

Lorenzo Michetti