LE MANS: NE CON DAVIDSON, NE CON PERAZZINI…MA CON IL BUON SENSO

Sappiamo in partenza che non è mai facile dare dei giudizi da fuori dell’abitacolo seduti davanti al proprio tablet o pc. Sabato a LeMans è successo un altro terribile incidente in fase di doppiaggio tra la toyota di Davidson e la Ferrari Gt di Perazzini.Il volo,pauroso, per fortuna non ha portato a gravi conseguenze,anche se il povero Antony ne avrà per tre mesi per ristabilirsi dalla frattura di due vertebre. Ma di chi è la colpa? Come in altri casi gli appassionati ed esperti del settore si spaccano in due fazioni..chi dice colpa di davidson troppo irruento,chi dice colpa di Perazzni che ha chiuso la porta. Ma la verità dove sta?

Io mi schiero nel mezzo ed ho un idea mia,nata anche dopo aver visto diverse gare di endurance in questi anni,3 le mans,l’ultima proprio questa settimana,passando per la 1000km di Monza e la 6ore di imola. I proto attuali sono navicelle spaziali progettati in un modo che è pochissima la visuale laterale lasciata al pilota (ed infatti ACO dal 2014 cambierà la posizione di guida) e sono sopratutto molto più veloci delle auto gt, forse troppo rallentate negli ultimi anni, e questo va a creare una differenza di velocità enorme tra le diverse categorie. Mi metto nei panni di Perazzini,trovatosi in un punto non comodo da gestire come la frenata dopo lo scollinamento a Mulsannes. Potrebbe non aver visto bene Davidson. Davidson invece, pensava fosse una formalità passare la ferrari in staccata…invece no. Malinteso, ed auto che volano.
Forse sarebbe il caso che i piloti endurance ci andassero più cauti in certe manovre. Primo perchè sanno in partenza che la loro visuale è pessima,secondo perchè,ok che le gare endurance stanno diventanto sempre più sprint, non si può rischiare di gettare via una gara per un doppiaggio in curva quando se aspetti il rettifilo successivo il sorpasso è assicurato. Sabato eravamo all’inizio della maratona francese. Sarebbe ora che i piloti dei prototipi prendessero coscenza di questa realtà ed in certi casi,prima di buttare via una gara endurance, avessero il sangue freddo di aspettare il rettifilo dopo per iniziare un sorpasso come succedeva tempo fa.

Abbiamo vari avvenimenti che ci fanno pensare che abbiamo forse ragione, basti guardare l’incidente dello scorso anno in cui è stato coinvolto McNish,oppure quello di Dumas alla petit le mans sempre del 2011. Ma se plateali sono gli incidenti avvenuti,posso assicurarvi che in tantissime altre occasioni,non inquadrate dalle telecamere, si rischia quello successo domenica. Basta che alla prossima Lemans,per dire, vi sediate dopo la virage della chappelle che scollina in staccata a tertre rouge…beh molti sono i rischi di contatti che alcuni piloti si prendono inutilmente…tanto che dopo200metri inizia l’hunadieres. Spesso a vederli dal vivo certi doppiaggi lasciano proprio col fiato sospeso.
Io non mi sento di dare la colpa a nessuno, e bene hanno fatto i commissari a non punire i piloti convolti, ma forse sarebbe ora che i piloti dei proto prendessero certi rischi solo se serve,in punti agevoli, e non dopo 3ore gara.
DELTA WING

MCNISH

DUMAS

Una piccola parentesi sul fatto che la toyota sia decollata. Penso che una vettura aerodinamicamente sviluppata come un prototipo lmp1, se lanciato a350km/h,può avere tutto,ala,pinna,fori, ma appena prende aria sotto è inevitabile che decolli avendo la superfice del fondo2x5mt che diventa una vela. I complimenti invece sono da fare ai costruttori che hanno prodotto auto sempre più sicure,ma l’aco non abbassa la guardia….e la prossima sfida è lanciata,vetture più leggere,superfici di finestrini e parabrezza aumentati,pilota seduto più in alto..tutto questo dal2014.