71 giorni all’alba – la banda del buco

il buco che tanto penare ha causato nel 2010, fonte www.news-journalonline.com

E’ partito il conto alla rovescia per la prossima 500 miglia di Daytona, letteralmente, lo trovate qui. L’edizione 2011 sarà la numero 53 della Great American Race e come avevamo anticipato, si svolgerà su una pista riasfaltata dopo i numerosi problemi, leggasi buchi, verificatisi nell’edizione 2010.

E’ incredibile come gli americani riescano a trasformare più o meno qualsiasi cosa in un evento, perfino la stesura di un manto d’asfalto, mentre da noi si lascia marcire l’Anello Alta Velocità di Monza col sorriso sulle labbra. C’è addirittura una sezione del sito ufficiale dello speedway dedicata, con una webcam perennemente puntata sugli operai al lavoro dalle parti di curva 1, eccola. Si parla di 50000 tonnellate d’asfalto per 13 ettari e rotti.

Sentiremo parlare parecchio di questa ripavimentazione, specie con l’approssimarsi della data fatidica della 500 miglia, perché l’asfalto e i suoi avvallamenti sono stati una caratteristica peculiare del superspeedway della florida negli ultimi anni. Dopo la ripavimentazione di Talladega, ora molto più uniforme e gentile con le auto, spariranno anche le scintille in curva 1 e all’uscita di curva 4 di Daytona? Difficile a dirsi. Sicuramente la situazione non era più tollerabile, troppi rischi, sicuramente qualcosa in termini di difficoltà del tracciato lo perderemo. Probabilmente ne guadagneremo in spettacolo, visti gli 88 (record) e 87 avvicendamenti in prima posizione delle due gare di quest’anno.

a lui la didascalia non serve

Il buon vecchio Richard “The King” Petty si è comprato, o per meglio dire ricomprato, il Richard Petty Motorsport, a sua volta (fallimentare) risultato della fusione tra il Petty Enterprises e il Gillette-Evernham, grazie al pesante sostegno economico della Medallion Financials, società quotata in borsa che ha fatto fortuna vendendo licenze per tassisti a New York. Tralasciando in toto tutte le vicende economico-finanziarie, il lato più interessante è che dall’anno prossimo il team tornerà a schierare solo due Ford, per A.J. Allmendinger e il neo acquisto Marcos Ambrose. Chissà che il ridimensionamento non migliori la resa delle due stock rimaste: rivedere Ambrose sui livelli del 2009 e A.J. su quelli di fine 2010 non sarebbe affatto male.

scott speed, fonte zimbio.com

Al Team Red Bull Toyota hanno lasciato a piedi Scott Speed. Poco da dire: Speed non ha mai combinato granché, è arrivato Kahne in pompa magna (e in transito verso il team Hendrick) e il team ha preferito puntare sul rientro di Brian Vickers, l’ultimo pilota a portare nella Chase una Toyota col toro. Il ritorno di Vickers, che ha saltato gran parte della stagione a causa di una trombosi, chiuderebbe le porte del team a Mattias Ekström, autore di un paio di apparizioni che lasciavano ben sperare. Peccato per l’ex-campione DTM, a cui qualcuno darà, speriamo, qualche altra occasione e un grande in bocca al lupo a Brian.

la nuova dodge #22, fonte Jayski.com

Con il countdown è cominciata anche una delle cose che preferisco della NASCAR: la presentazione dei nuovi paintschemes! La fantasia dei designers che collaborano con i teams deve cimentarsi con i più diversi sponsor e spesso e volentieri ottiene risultati molto aggressivi anche quando il marchio da inserire è quello di una linea di fagioli. In questo caso è nientepopodimenoche la Shell/Pennzoil a cambiare auto, spostandosi dalla #29 del team RCR, pilotata da Kevin Harvick, alla #22 del team Penske con Kurt Bush. La mecca degli appassionati di livree nascar, Jayski.com, è assolutamente da tenere d’occhio in questo periodo. Devo dire che ancora non mi sono abituato a vedere questo sponsor su una Dodge ma è bella cattiva, rispetto a quella berlinotta della Chevy.

Brian France, fonte autoblog.com

Pare che Brian France, Mr. NASCAR, annuncerà un nuovo, l’ennesimo, ritocco al sistema di punteggio della Chase For The Cup orientato a dare un’ulteriore enfasi alle vittorie o, come dicono i maligni, a far rientrare Dale Jr. nel novero dei finalisti allargando a 15 il numero dei piloti selezionati. Stiamo a vedere e incrociamo le dita che non ne vengano dei danni.

Per questo giro è tutto, alla prossima per un’analisi del super-scambio di garage e crew chiefs al team Hendrick (in realtà sono solo i piloti con i loro adesivi a spostarsi, ma tant’è). Complotto anti-Gordon e pro-Jr. o il contrario?

Bye!