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Aggrapparsi alle piccole cose

 

il mini-ovale di martinsville, foto da altavelocidad.iespana.es

 

Siamo al giro di boa della Chase for The Cup, alla vigilia di due gare agli antipodi dell’ovalità, entrambe fondamentali per le speranze dei rivali di Jimmie Johnson, che non possono fare altro che aggrapparsi ai piccoli problemi manifestati dal team della Chevy #48 in queste settimane. Johnson occupa la vetta della classifica di campionato con 41 punti su Danny Hamlin e 77 su Kevin Harvick. Tutti gli altri sono già oltre i 100 punti di distacco.

I problemi cui facevo accenno sono essenzialmente 3 e non hanno impedito al quattro volte campione (che non ha ancora un soprannome!!) di inanellare  un 25° posto in New Hampshire e poi un primo, un secondo e due terzi posti nella prim metà della Chase. E tenete presente che gli ultimi due risultati potevano anche essere vittorie senza bandiere gialle negli ultimi 30 giri.

Dicevo dei problemi che potrebbero farci sperare in un po’ di lotta al vertice… eccoli:

  1. La premiata ditta Knaus/Johnson ultimamente non riesce a centrare un assetto che sia uno in fase di practice, si ritrovano a stravolgere la macchina in corsa ogni volta. Sono bravissimi a farlo ma mica sempre si può fare con efficacia e tempestivamente, prima che succeda il patatrack o che il leader della corsa ti spedisca un giro sotto. Per esempio domenica a Charlotte Jimmie è incorso in un testacoda per l’eccessivo sovrasterzo della vettura ed è riuscito a non toccare niente e nessuno, ma mica sempre può andare bene….
  2. Il team fatica incredibilmente nei pit-stop. Perdono sistematicamente almeno un paio di posizioni ad ogni sosta, impiegando almeno 1 secondo in più rispetto agli avversari. Questo obbliga Jimmie a recuperare in pista quello che perde ai box e non sempre la cosa riesce facilmente.
  3. I restart: paragonati a Kyle Bush, i suoi colleghi sembrano tutti dei paracarri, ma Jimmie è decisamente spuntato da sotto questo punto di vista. In finali concitati guadagnare posizioni in restart è rischioso ma fondamentale per strappare quei 5/10 punti che servono per guadagnare terreno. Sempre a Charlotte, un Johnson decisamente in palla sui long run, a 10 giri dalla fine si è trovato bloccato dietro Kyle Bush e non è riuscito a passarlo, pur tentandole tutte.

Oltre a questi problemi, che per ora nessuno pare abbia voglia di sfuttare, ci sono le prossime due piste a fare da spartiacque tra chi può puntare al titolo e chi no: Martinsville e Talladega, due piste totalmente diverse ma accomunate dall’assoluta importanza di essere forti nei pit-stop e in restart, oltre che nel trovare un setup che sia soprattutto gestibile nel traffico!

martinsville, fonte www.havebus.com
Talladega, da www.beyondpitroad.com

Martinsville è un buco, 0,526 miglia di ovale praticamente piatto su cui spalmare  43 macchine ( circa una macchina ogni 20 metri hihiihihih), una specie di parcheggio con due paletti a fare da curve e uno stadio intorno, mentre Talladega è esattamente l’opposto, 2,66 miglia di banking estremo (le curve sono praticamente dei muri) da percorrere in gruppo compatto a tavoletta sfruttando la scia il più possibile.

I fattori in comune però sono tanti: il traffico è devastante, per cui un assetto facile da portare è assolutamente necessario, non perdere terreno ai box è fondamentale per non ritrovarsi troppo indietro, invischiato in situazioni da cui uscire senza ammaccature è difficile e i restart sono il momento più facile per guadagnare posizioni in fretta e senza danni. Aggiungeteci che su entrambi i circuiti per sorpassare bisogna spesso ricorrere a toccate più o meno delicate e avrete la ricetta del successo di gare storiche come quelle della Virginia e dell’Alabama.

E sono in molti, a partire da Hamlin, Harvick, Stewart e Bush a sperare che le due trappolone in arrivo costino qualcosa al campione uscente.

Bumpin’ is racin’ buddies 🙂

 

Di Gian Luca Guiglia

Classe: 1979
Mito: Jim Clark
Pilota preferito: Juan Pablo Montoya
Piloti nel cuore da corsa: Tony Stewart, Jim Clarck, Stirling Moss,Max Papis, Alessandro Zanardi e mille altri…
Pilota donna preferita: Simona de Silvestro
Circuito Preferito: Nordschleife
Circuiti nel cuore da corsa: Le Mans, Rouen, la vecchia Monza, la vecchia Spa
Auto preferita: Ferrari P4
Auto nel cuore da corsa: Ford GT40, Lotus 79, Tyrrell P34, Lotus 49, Porsche 917
Gare dal vivo: Fia GT, Superstars, WTCC, F.Renault, LMES Monza, NASCAR Phoenix e Las Vegas 2011
Gare da vedere un giorno dal vivo: 24h Lemans, 500miglia Daytona
Livrea Casco Preferito: Alex Zanardi, Carl Fogarty
Livrea auto preferita: Ford gt40 Gulf, Lotus 49 Gold Leaf
Gara preferita: Troppe
Gara nel cuore da corsa: Daytona 500 2008, Darlington 2003, Lemans 67
Riviste preferite: Autosport, Motorsport magazine.