Brad Keselowski pronto a lottare per la Sprint Cup?

credits: Getty Images for NASCAR

La stagione in corso potrebbe dare molte soddisfazioni a Brad Keselowski, rivelazione della Sprint Cup 2011, che punta a confermare quanto di buono fatto vedere l’anno scorso e ha conquistato la seconda vittoria consecutiva sul difficile tracciato di Bristol.

La vittoria ottenuta lo scorso agosto a Bristol da Keselowski era stata parzialmente offuscata dalle polemiche sul posizionamento delle timing line nella corsia box, perfettamente sfruttato a proprio vantaggio dal pilota della Dodge Charger #2 e dal crew chief Paul Wolfe.

Per l’edizione 2012 della gara primaverile nella Thunder Valley, gli organizzatori hanno aggiunto delle timing line in pit road, ma il risultato non è cambiato e a imporsi è stato nuovamente Keselowski, questa volta in modo perentorio, dimostrando di essere il più veloce in pista.

Si tratta di un successo importante, che riprende quanto lasciato proprio a Bristol lo scorso anno. L’ovale da mezzo miglio del Tennessee è stato teatro dell’ultima delle tre vittorie di Keselowski nel 2011, anche se poi il pilota di Rochester Hills è riuscito a concretizzare la sua rimonta e ad accedere alla Chase For The Cup, chiudendo il campionato in quinta posizione.

Partito Kurt Busch, tutto il peso del team Penske si è spostato sulle spalle di Brad, che sta dimostrando di poter essere un punto di riferimento affidabile, in un’annata in cui l’obiettivo dichiarato è entrare nella Chase e lottare per il titolo.

“L’ho detto prima dell’inizio della stagione che l’obiettivo per il Penske Racing è vincere la Sprint Cup” ha dichiarato Keselowski in conferenza stampa. “E’ quello per cui stiamo lavorando tutti. Una vittoria non lo realizza sicuramente, ma è un bel passo. Stiamo facendo progressi e continueremo a spingere”.  

La stagione è partita con un incidente a Daytona ed un quinto posto a Las Vegas, seguiti da una Kobalt Tools 400 piuttosto anonima e segnata da problemi di pescaggio del carburante, ma Keselowski è nuovamente esploso a Bristol, portandosi al 14esimo posto nella generale.

“Sono felice di questa vittoria. Amo Bristol e Bristol mi ama. E’ una pista fantastica, che richiede il 100% al pilota e al team. Il mio team ha fatto tutto quello che doveva fare. Si può discutere se l’abbia fatto anch’io, ma è stata un’ottima gara. Ho rimediato qualche piccolo danno all’inizio, ma l’abbiamo riparato. Nessuno si è lasciato prendere dal panico. Ho guidato la miglior macchina che abbia mai avuto in Cup, e si è visto. Speriamo di poter mettere in pista altre auto come questa e di poter vincere altre gare.”

Per il 28enne del Michigan si è trattato anche di smentire tutti quelli che avevano sostenuto che la vittoria del 2011 fosse dovuta unicamente ad una “furbata” strategica.

“Amo le sfide, di sicuro. Sono un’aspetto importante delle corse. Quando qualcuno mi sfida, che siano i fans, i media o gli altri piloti, mi dà quel desiderio in più, che mi aiuta a concentrarmi maggiormente”.

Vincere a Bristol significa anche aggiungere un trofeo prestigioso al proprio palmares e ripetersi è un fatto riservato a grandi piloti. Tra i pluri vittoriosi, ci sono i nomi di david Paerson, Richard Petty, Carl Edwards, Jimmie Johnson, Darrell Waltrip…

“Ho notato che tendono a verificarsi delle serie di successi consecutivi, ma penso che Bristol sia una pista dove hanno vinto dei campioni. Basta pensare a Dale, Darrell, Cale, Alan Kulwicki. Tony ha vinto qui e Jeff ha conquistato molte vittorie. I migliori piloti che vincono qui vincono anche campionati. Credo che questo dimostri molto. Ci sono altre pista che forse hanno un po’ più di prestigio, ma qui devi essere al top come team. La squadra che vince qui dimostra di poter superare ogni avversità.” 

Di solito un pilota, soprattutto se l’esperienza non è molta, tende a “capire” prima un tipo di circuito rispetto ad un altro, ma il fatto che Keselowski abbia vinto su superspeedway, ovali intermedi e ovali corti, è un chiaro indice delle potenzialità del pilota del Penske Racing, che attribuisce molto del merito alle sue precedenti esperienze e alle persone da cui ha potuto imparare.

Sono stato molto fortunato quando ho avuto l’occasione di guidare per Dale Earnhardt Jr. in Nationwide Series, dove ho trascorso due anni full-time, mentre disputavo qualche corsa in Cup. In quel periodo ho avuto l’occasione di correre con i migliori, lottando con i piloti della Sprint Cup mentre ancora cercavo di capire come guidare una vettura di Nationwide. Quella serie mi ha aiutato tantissimo a costruire il mio carattere, a crescere senza troppa attenzione mediatica, poi si è trattato di trovare il team giusto. Ora credo di avere l’esperienza di base per essere competitivo su tutte le piste. Ho potuto imparare quando era accettabile che commettessi alcuni errori.”

Brad è molto riconoscente anche al padre, che gli ha insegnato i pregi della polivalenza.

“Mio padre mi ha insegnato fin da subito che è importante non essere un ‘One-Track Jack’ un pilota che va forse su un solo circuito. Con le late models le prendevo spesso. Mio padre, che mi ha portato in molti circuiti, diceva che Jeff Gordon perderebbe in molte gare locali da piloti locali che conoscono il proprio circuito palmo per palmo, e penso che abbia ragione.”

I prossimi appuntamenti della Sprint Cup saranno importanti per capire se le ambizioni di Brad Keselowski e del Penske Racing potranno essere confermate. L’Auto Club Speedway di Fontana e Il Texas Motor Speedway di Fort Worth in particolare, non hanno visto grandi prestazioni da parte di Keselowski, che ha una posizione media in gara rispettivamente di 23.2 e 23.3. Più positiva la situazione a Martinsville, dove “Kes” parte da una posizione media in gara di 17.4.

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Gian Luca Guiglia