Bristol – Kyle Busch è ufficialmente Bristol-man

kyle busch, fonte Nascarmedia.com

Kyle Busch è inarrestabile sul mezzo miglio del Tennessee. Tre vittorie nelle tre categorie nel 2010, due vittorie in Nationwide e Sprint Cup nel 2011.
Il bad-boy di Las Vegas è un concentrato delle caratteristiche necessarie per imporsi sugli short-track: velocissimo sulla breve distanza (il migliore in assoluto secondo la statistica dedicata della nascar, che si chiama Fastest Drivers Early In a Run), determinato, a volte anche troppo, nei duelli, fortissimo in restart e assistito da una pit-crew in grado di bruciare sul tempo i migliori concorrenti. Quest’anno sembra aver definitivamente messo da parte le sue intemperanze e a Bristol, in special modo, nessuno è stato in grado di opporsi alla Toyota #18 del Joe Gibbs Racing. Il più giovane dei fratelli Busch ha incassato la ventesima vittoria in carriera nella massima divisione a soli 25 anni e si é proiettato al sesto posto in classifica generale.
Di fronte a circa 120.000 spettatori, pochi rispetto al consueto sell-out che si registra costantemente in Tennessee, il primo dei due appuntamenti annuali a Bristol é partito con Carl Edwards, autore dell’unico giro sotto i 15 secondi delle qualifiche, in pole position. La prima fase di gara ha vissuto intorno alla parziale incertezza riguardo alle gomme Goodyear, afflitte da cedimenti durante le prove e oggetto di un cambio di mescola subito dopo le qualifiche. Le squadre avevano già utilizzato la nuova mescola su due piste, nel 2010, e il fornitore di pneumatici é così riuscito ad arginare un potenziale disastro. Tre soli gli inconvenienti originati dalle coperture, per Truex, Keselowski e un infuriato Robby Gordon. Problemi anche per Denny Hamlin, sdoppiatosi durante la competition yellow del giro 52, dopo che era rimasto coinvolto nell’incidente del giro 29 con, tra gli altri, Vickers, McMurray e Allmendinger. Il pilota della Toyota #11 ha poi chiuso al trentatreesimo posto, assestandosi sul diciassettesimo gradino della classifica ica.
In seguito la gara si é dipanata sul filo di lunghi run in bandiera verde, con Johnson e Kyle Busch in evidenza come i più veloci in assoluto. Come lo stesso Johnson ha fatto notare a gara terminata, girare con aria “pulita” si é rivelato fondamentale: i migliori avevano un passo molto simile e chi si trovava davanti riusciva ad acquisire un certo vantaggio, mentre gli altri si rallentavano a vicenda.
Tutto si é deciso all’ultima sosta, ad una settantina di giri dal traguardo, quando Johnson é rientrato primo ed é uscito dai box al quarto posto, scavalcato da Busch, Edwards, e Harvick. Lo spettro dei problemi avuti nel 2010 dalla pit-crew della #48 si é materializzato nuovamente davanti al californiano di El Cajon, che si dice comunque fiducioso nelle capacità di miglioramento dei suoi nuovi meccanici, comportatisi molto bene durante tutto il resto della Jeff Byrd 500. A quel punto tutti avevano benzina e gomme per arrivare alla fine e non si sono più fermati.

i tre che si sono giocati la gara nel finale, fonte Nascarmedia.com

La gara si é risolta in uno scontro a tre sul filo dei decimi tra Busch, Edwards e Johnson, durato diversi giri e intervallato da alcune bandiere gialle, ma conclusosi a favore del pilota del Nevada, perfetto nei restart, che ha preso margine nel finale, tagliando il traguardo davanti alla Ford #99, alla Chevy #48, autrice del maggior numero di giri in testa, alle Ford di Kenseth e del sorprendente Menard, con Harvick, Busch, Biffle, Kahne, Newman, Earnhardt e Martin a chiudere la top twelve.
La classifica ora sorride a Kurt Busch, primo con 150 punti grazie a quattro risultati nella top-ten, e a Carl Edwards, staccato di un solo punto. Undici punti più indietro troviamo il duo Stewart-Newman e due punti più giú, udite udite, Paul Menard. Piangono invece Biffle, Bowyer, McMurray, Burton e Logano, tutti molto più indietro rispetto alle aspettative.

Fumo, fonte Nascarmedia.com

Cosa abbiamo visto a Bristol
Kyle Busch – poco da fare per tutti, il solo Johnson sembrava in grado di tenergli testa.
Paul Menard, Bobby Labonte e Martin Truex Jr. – le migliori sorprese di questo inizio di stagione, occupano rispettivamente la quinta, quattordicesima e decima posizione in classifica. Speriamo che duri e diano filo da torcere ai migliori del lotto. Menard in particolare, passato al Roush Fenway Racing, sembra maturato tantissimo, ma anche il vecchio Bobby fa la sua figura sulla macchina ex-Ambrose.
Goodyear – finalmente una buona gestione di una emergenza gomme. Dopo le figuracce rimediate a Indianapolis negli anni scorsi, la casa di Akron é stata tempestiva, inviando un nuovo lotto di pneumatici da Charlotte e fornendo coperture più durature ma nemmeno di marmo. Era ora!

Harvick e Bowyer in spin, fonte Nascarmedia.com

Cosa non abbiamo visto a Bristol
Tony Stewart – semplicemente sotto tono, Big Tony ha portato a casa un diciannovesimo posto insipido. Una giornata no?
Pubblico – poco, decisamente poco per Bristol, una delle piste più amate. E questo nonostante gli ottimi dati e le emozioni delle prime tre gare. E ora arriva il California Speedway, uno dei circuiti meno amati in assoluto, foriero di gare anonime e tribune con larghi vuoti.

Johnson, il favorito per Fontana, fonte Nascarmedia.com

Cosa possiamo aspettarci in California
Le statistiche, nonostante la prestazione deludente sull’ovale da 1,5 miglia di Las Vegas, sono a senso unico e puntano in direzione di Jimmie Johnson, il migliore in pressoché tutte le colonne delle statistiche NASCAR per l’ovale di Fontana, con il 95,5% dei giri percorsi nella top 15 e una posizione media al traguardo di 4,3. Sorprese potrebbero arrivare da Kyle Busch, Carl Edwards (facili eh?) e anche da Jeff Gordon e, se fosse in giornata, da Matt Kenseth.