Truck Series – la NASCAR introduce il Caution Clock: una gialla ogni 20 minuti

MARTINSVILLE, VA - OCTOBER 30: Erik Jones, driver of the #4 Toyota Toyota, practices for the NASCAR Camping World Truck Series Kroger 200 at Martinsville Speedway on October 30, 2015 in Martinsville, Virginia. (Photo by Brian Lawdermilk/NASCAR via Getty Images)
MARTINSVILLE, VA – OCTOBER 30: Erik Jones, driver of the #4 Toyota Toyota, practices for the NASCAR Camping World Truck Series Kroger 200 at Martinsville Speedway on October 30, 2015 in Martinsville, Virginia. (Photo by Brian Lawdermilk/NASCAR via Getty Images)

Ci sono altre novità in arrivo per la NASCAR Camping World Truck Series nel 2016, oltre all’introduzione della Chase e alle sue ramificazioni. E’ in fatti in arrivo il Caution Clock, una regola per cui in linea di massima le gare della Truck Series saranno interrotte da una gialla ogni 20 minuti.

La novità ha sollevato istantaneamente un vespaio di polemiche, per cui vediamo di ragionarci sopra.

Come Funziona

Allo scattare della bandiera verde, sia essa quella dello start o un restart intermedio, verrà fatto partire un countdown di 20 minuti. Se niente altro interromperà la gara in quei 20 minuti, la gialla scatterà allo scadere del countdown. Il Caution Clock non funzionerà negli ultimi 20 giri di gara.

Se una gialla interrompe il countdown durante i 20 minuti, il cronometro viene azzerato e fatto ripartire da 20 allo scattare della bandiera verde.

Tutti i giri in gialla conteranno ai fini della lunghezza della corsa.

Eccezioni

Il Caution Clock non si applicherà all’Eldora Speedway (gara troppo corta, format diverso), mentre verrà spento negli ultimi 10 giri al Canadian Motorsport Park – gara su stradale – e a Pocono, vista la lunghezza dei circuiti.

Possibili Conseguenze

Il numero di gialle in gara non dovrebbe cambiare poi di molto rispetto al 2015 – la media è stata di 5,3 gialle a gara togliendo Eldora per durate comprese tra l’ora e mezza e le due ore, gialle incluse  –  ma di sicuro dovremo dire addio alla varietà, visto che nella migliore delle ipotesi ogni corsa si trasformerà in una sequenza di run da 20 minuti, così come diremo addio ai calcoli sul consumo della benzina. Sapere in anticipo che un run durerà al massimo 20 minuti eliminerà probabilmente le soste in verde e la ricerca di un setup che frutti alla distanza.

La sparizione delle soste in verde, per quanto probabile, non è scontata perché, ad esempio, su piste lunghe potrebbe convenire fermarsi appena prima della gialla (senza perdere un giro) e restare in pista durante la caution per ritrovarsi in testa. Quanto ci metterebbero, però, i team ad adeguarsi e regalarci un bel trenino in pit road all’ultimo giro in verde?

E’ vero anche che le difficoltà cambieranno, più che sparire, perché si potrà decidere di affrontare alcuni segmenti in modo più o meno conservativo a seconda dell’utilizzo che si vuole fare delle gomme – comunque contingentate in modo da non poterle cambiare a ogni sosta – e sarà interessante vedere se qualcuno proverà a tirare pesantemente i remi in barca all’inizio per azzardare nel finale, visto che comunque non c’è obbligo di effettuare una sosta durante le neutralizzazioni.

In ogni caso, si tratta di un cambio di paradigma radicale per le corse in generale, visto che piloti e team correranno sapendo cosa li aspetta, o almeno in parte cosa li aspetta.

Per dirla con Brad Keselowski: “In un mondo che cambia, rimanere fermi vuol dire restare indietro e sparire. Bisogna però vedere se i cambiamenti saranno per il meglio”.

Costi

Un conto è sapere che in Truck Series “mediamente” un run dura una ventina di minuti, tutta un’altra storia è sapere che non durerà MAI più di 20 minuti. Potrebbero esserci delle costose estremizzazioni in materia di ricerca sul setup e sul telaio per realizzare i trucks in funzione di questi benedetti 20 minuti? Anche qui bisognerà riparlarne tra un po’, perché vale l’adagio secondo cui ogni cambio regolamentare scombina le carte in tavola, ma poi chi può spendere trova sempre il modo di usare le regole a proprio favore.

Reazioni

Definirle non entusiastiche è un eufemismo, almeno se si prendono a campione gli appassionati che si sono buttati sulla rete col coltello tra i denti dopo l’annuncio, al punto che Steve O’Donnell si è preso la briga di chiedere tempo prima di giudicare.

Per il momento la scelta pare impopolare. Vedremo se all’atto pratico le cose cambieranno e come cambieranno. Di sicuro non resteranno ferme.

Stay Tuned!

Gian Luca Guiglia – @Gian_138

CautionClock_NCWTS_Jan2016