Chi semina vento raccoglie…

 

jimmie johnson in scala

 

Gli sta bene a quelli della NASCAR

hanno ideato, per la loro serie principale, la Sprint Cup, ex Nextel ed ex Winston cup, un sistema di playoffs, in vigore con pochi aggiustamenti dal 2004 (per maggiori dettagli sulla formula vi rimando a wikipedia) per rendere la competizione più accesa nella parte finale della stagione e far alzare i ratings televisivi e si sono ritrovati per le mani un 4 volte (consecutive) campione che ora punta al quinto titolo, tra la “noia” generale e un calo dei ratings non da poco. L’idea iniziale era quella di evitare i campionati decisi a settembre e i campioni con poche vittorie, come Matt Kenseth nel 2003, per cui si è puntato su un sistema che ridistribuisce i punti dei primi in classifica alla vigilia delle ultime 10 gare in calendario, premiando con dei punti in più i piloti che hanno vinto più gare durante la stagione regolare: una vera e propria post-season.

Bene, il risultato è stato un passaggio che non mi è piaciuto per niente, da un campionato di regolarità ad un mini-campionato in 10 gare in cui se ti mandano a muro 2 volte sei spacciato, o quasi. La scelta si è rivoltata contro chi l’ha fatta, perché è emerso un team particolarmente performante in questo periodo dell’anno che ha sbaragliato il campo per 4 anni consecutivi e va per il quinto: la Chevy #48 di Jimmie Johnson e del suo crew chief Chad Knaus. C’è più suspance, forse, vince comunque il migliore, certo, ma se era la suspance che cercavano, potevano fare a “chi vince l’ultima prende tutto”…e infatti ci stanno pensando per davvero.

Per come la vedo io non è solo un fatto di piste particolarmente gradite al pilota, di fortuna o di superiorità del team Hendrick rispetto agli altri mega-team concorrenti. Per me si tratta di un cambio di filosofia radicale all’interno della nascar stessa, che, abbinato al formato della Chase, ha prodotto ciò che non volevano.

Si è passati, con l’introduzione delle CoT, da una serie che definirei “gimmick”, dove il bilanciamento tra le varie auto veniva effettuato a posteriori, variando gli equilibri durante la stagione e di anno in anno, un po’ come succede oggi nel WTCC o nel Fia GT1, ad un serie di concezione più europea, con regole molto strette, poche zone grigie e l’intento di mettere tutti più o meno alla pari. Hanno ottenuto gare in cui i dettagli fanno ancor di più la differenza, un po’ come in Formula 1, dove il margine tra un top team e uno di fascia bassa è un 5% di prestazioni che costa diverse decine di milioni di dollari.

Solo che in America, a differenza che da noi, sanno perfettamente che le corse sono un prodotto che va VENDUTO, al pubblico sugli spalti e in televisione, quindi sono corsi un po’ ai ripari, reintroducento lo spoiler posteriore e pianificando modifiche sulla scia degli ottimi nuovi modelli che debuttano quest’anno nella Nationwide Series. Tutto ciò per ora non è bastato: anche se la #48 ha avuto i suoi guai quest’anno, se riesce, come sembra, come al solito, ad eccellere nei dettagli nelle ultime gare, non ce n’è per nessuno. Paradossalmente ora avremmo potuto assistere ad un tentativo di rimonta di Johnson nei confronti di un Harvick che è stato regolarissimo tutta la stagione, ed invece ci tocca vedere 11 piloti che picchiano la testa al muro chiedendosi come battere il fenomeno o sperare che a Talladega qualcuno lo mandi per prati.

In Europa invece, il WTCC ha importato la filosofia della parità prestazionale dall’America, dichiarando apertamente che chi va troppo più forte va penalizzato di gara in gara (o di tre gare in tre gare), mentre il Fia GT ha preso una via di mezzo, introducendo il Balance of Performance a inizio anno, seguito da aggiustamenti alla bisogna.

La Formula 1 come al solito sceglie la via costosa e politica, ma questa è tutta un’altra storia.

Insomma, le Cot con qualche aggiustamento mi piacciono, hanno avvicinato la NASCAR al gusto europeo, ma la Chase proprio non mi va giù, anche se non perdo una gara. E poi non disprezziamo troppo le americanate, suvvia, guardatevi la replica in streaming della gara del sabato della GT1 a Portimao e vedrete cosa producono in pista!

E stasera, California Speedway… guarda caso l’omino col 48 ci ha vinto 6 volte…