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Grazie, prego, scusi, tornerò

Scherzavamo, insomma… ci si riproverà nel 2011 a spodestare Jimmie Johnson, Chad Knaus, Rick Hendrick e il team della Chevy #48.

Quello che è andato in scena ad Homestead Miami, domenica sera è stato un balletto continuo di possibilità e soluzioni, dal quale è emerso vincitore, guarda un po’, il pluricampione californiano, per la gioia dei suoi, abbastanza sparuti, tifosi e la rabbia di una schiera sterminata di detrattori, che gli attribuirebbero anche il diffondersi dell’influenza, nonché per la disperazione dei network televisivi, che vedono scendere i ratings delle loro trasmissioni, ovviamente senza domandarsi se sia colpa di Johnson o del loro prodotto.

Carl Edwards e Jimmie Johnson, fonte Nascar.com

C’è poco da complottare, basta chiedersi come mai la nascar dovrebbe favorire la #48 piuttosto che l’idolo delle folle Dale Jr. e soprattutto come mai dovrebbe penalizzare il proprio prodotto con una dominazione quinquennale che sembra far scappare i telespettatori. Si può discutere del’utilità di certe gialle per debris negli ultimi trenta giri, ma non le vedo sicuramente rivolte ad avvantaggiare un pilota piuttosto che l’altro, al massimo servono a ottenere finali di gara più emozionanti.

Per la cronaca la gara l’ha vinta Carl Edwards, che ha dominato in lungo e in largo per tutto il pomeriggio, assistito alla perfezione dalla sua Ford #99 e aiutato dai problemi meccanici di Martin Truex Jr., unico pilota a tenere il passo dell’alfiere del Roush Fenway Racing. 190 giri in testa su 267 a Miami e due vittorie nelle ultime due gare sono una promessa forte e chiara per il 2011ma Carl questa promessa l’aveva già fatta nel 2008, salvo poi naufragare con tutto il team. Lo aspettiamo di nuovo a Daytona, sperando che possa essere un candidato consistente alla vittoria finale.

Carl Edwards, fonte Nascar.com

Ma veniamo ai tre rivali, che anche questa volta hanno fatto di tutto per non portare a casa il titolo:

Jimmie Johnson, partito dalla sesta posizione, ha cercato di non farsi coinvolgere in situazioni pericolose e come in altre occasioni non ha particolarmente brillato. E’ stato in difficoltà con il ritmo ma è sempre riuscito a galleggiare nelle prime quindici posizioni. I guai più grossi, tanto per cambiare, li hanno procurati i meccanici: anche la crew di Gordon non ha potuto fare a meno di lasciare per strada manciate di posizioni in un paio di occasioni, fornendo anche, a onor del vero, un paio di ottime prestazioni. Ad un certo punto il pilota di El Cajon si è trovato alle spalle di entrambi i rivali, ma non si è fatto prendere dalla foga ed è riuscito a risalire e migliorare l’assetto della macchina, fino a occupare la seconda posizione finale. Nel finale ha bellamente rinunciato a rincorrere Edwards e si è goduto la festa. Complessivamente non è stato certo il suo anno migliore: non è stato il più veloce, non è stato il più costante, ma ha portato a casa il bottino con 9 top ten su 10 gare della Chase e si prepara ad un altro anno con tutti contro.

Denny Hamlin scattava dalla ventottesima piazza ed era visibilmente teso. Al giro 23 aveva già i suoi problemi: una toccata data con l’anteriore destro al posteriore sinistro di Greg Biffle ha mandato in testacoda sull’erba il capoclassica, che è riuscito a rimettersi in carreggiata e a rientrare ai box, con lo splitter anteriore sollevato e i braccetti di collegamento dello stesso piegati. Da lì in poi è stata tutta salita e ci è voluta quasi tutta la gara per reinfondere un po’ di velocità e consistenza nella Toyota #11. Dico un po’ perché Hamlin no è mai parso brillante. L’unica possibilità poteva essere un pit con 4 gomme nuove negli ultimi giri ma non c’è stata nessuna bandiera gialla e Denny ha chiuso quattordicesimo, per di più in calando. Il pilota più forte della Chase resta con un pugno di mosche e l’enorme rimpianto di Phoenix. Chiude la stagione al secondo posto, con 39 punti di ritardo da Johnson e solo 2 di vantaggio su Harvick. Il ragazzo sembra mentalmente forte a sufficienza per non farsi condizionare dalla seconda delusione in due anni, ma la prossima potrebbe essere quella dell’ora o mai più.

Kevin Harvick ha corso da vero underdog, sempre all’attacco, sempre a tutta. Non doveva fare calcoli e non li ha fatti. La Chevy #29 non era sicuramente all’altezza della Ford di Edwards ma il secondo posto sarebbe stato sicuramente alla sua portata. Partito trentottesimo, si è portato in un batter d’occhio nella top ten per poi precipitare di nuovo e recuperare ancora. Il colpo di grazia alle speranze del pilota di Bakersfield l’ha dato una penalità, molto contestata dallo stesso KH, per eccesso di velocità ai box al giro 190, che lo ha spedito in fondo al gruppo per l’ennesima volta. Nella foga di riportarsi sui primi, Harvick ha avuto un contatto ravvicinato del peggior tipo con Kyle Bush: in uscita di curva Bush ha avuto un leggero sovrasterzo e il #29 lo ha colpito al posteriore sinistro, mandandolo sonoramente contro il muro interno ed evitando accuratamente di scusarsi a bocce ferme. Il dominatore della regular season è uscito da Miami con un terzo posto finale che lo ha relegato nella stessa posizione nella Chase, staccato di un paio di punti da Denny Hamlin. Harvick è andato molto vicino al colpaccio ma non ha nulla da rimproverarsi, nemmeno una certa impazienza, perché ha sempre corso così e piace proprio per questo. Ora dovrà “solo ” dimostrare di potersi ripetere e puntare alla coppa.

 

gruppone in doppia fila, fonte Nascar.com

Cosa abbiamo visto a Miami

  • Aj Allmendinger – il Richard Petty Motorsport naviga in pessime acque ma AJ sforna un’altra prestazione più che lusinghiera, issando la Ford #43 al quinto posto in gara. Non male per un team che rischiava seriamente di non essere al via delle ultime gare. Il prossimo anno il gruppo di The King si concentrerà su due auto per Marcos Ambrose e lo stesso Allmendinger. In bocca al lupo.
  • Aric Almirola – Ancora RPM, ancora un ottimo risultato. Noto ai più per essere il sostituto di Kahne e nient’altro, Aric si è tolto la soddisfazione di portare a casa un quarto posto, davanti ad Allmendinger e soprattutto davanti a Kasey Kahne. Ossigeno per il team e per il pilota.
  • Kasey Kahne – Partito dalla pole, ha oggettivamente fatto una buona gara chiudendo sesto. Peccato sia arrivato alle spalle di ben due piloti del suo ex-team. Era parecchio che non si vedevano le Toyota Red Bull ben figurare in un ordine d’arrivo.
  • Un motore del team Hendrick arrosto – Non era mai successo quest’anno ed è capitato proprio a Jeff Gordon, che ultimamente ha un conto aperto con la fortuna. La grigliata è arrivata al giro 200, per l’evidente disappunto di Wonder Boy, che vede ridursi sempre più le occasioni per rimpolpare la bacheca dei trofei. Un’intera stagione senza vittorie per lui nel 2010.

Cosa non abbiamo visto a Miami

  • Dale Earnhardt Jr. – chi è costui?
  • Mark Martin – Il buon Mark non era in grande spolvero e su una pista non favorevole alle Chevy di Hendrick ha portato a casa un sedicesimo posto incolore, che però gli basta per piazzarsi al tredicesimo posto in campionato.
  • Kurt Bush – Il driver del Team Penske, buon protagonista della regular season, ha avuto a che fare per tutta la gara con problemi di comportamento della vettura che hanno avuto come risultato una diciottesima posizione decisamente insoddisfacente. Lui e il fratello Kyle sono le mie delusioni della Chase 2010.
  • Carl Edwards – lo abbiamo intravisto alla partenza e l’abbiamo ritrovato al traguardo. Un rullo compressore.

E ora inizia il balletto della silly-season. Tenetevi pronti a fiumi di parole sul nuovo asfalto di Daytona.

Stay tuned!

 

Di Gian Luca Guiglia

Classe: 1979
Mito: Jim Clark
Pilota preferito: Juan Pablo Montoya
Piloti nel cuore da corsa: Tony Stewart, Jim Clarck, Stirling Moss,Max Papis, Alessandro Zanardi e mille altri…
Pilota donna preferita: Simona de Silvestro
Circuito Preferito: Nordschleife
Circuiti nel cuore da corsa: Le Mans, Rouen, la vecchia Monza, la vecchia Spa
Auto preferita: Ferrari P4
Auto nel cuore da corsa: Ford GT40, Lotus 79, Tyrrell P34, Lotus 49, Porsche 917
Gare dal vivo: Fia GT, Superstars, WTCC, F.Renault, LMES Monza, NASCAR Phoenix e Las Vegas 2011
Gare da vedere un giorno dal vivo: 24h Lemans, 500miglia Daytona
Livrea Casco Preferito: Alex Zanardi, Carl Fogarty
Livrea auto preferita: Ford gt40 Gulf, Lotus 49 Gold Leaf
Gara preferita: Troppe
Gara nel cuore da corsa: Daytona 500 2008, Darlington 2003, Lemans 67
Riviste preferite: Autosport, Motorsport magazine.