Il Talladega Superspeedway avrà la copertura completa di barriere SAFER

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Ebbene si, dopo tante parole finalmente si passa ai fatti: il Talladega Superspeedway avrà tutti i muri sia interni che esterni dotati di barriere SAFER (Steel and Foam Energy Reduction), che permettono di attutire notevolmente l’impatto contro i muretti di una macchina lanciata a più di 300 km/h ed evitare gravi infortuni al pilota, perché nonostante le macchine siano sicurissime un impatto contro un muro “nudo” ad alta velocità è devastante soprattutto su un circuito come Talladega; tutto questo sarà pronto per il weekend del 23-24-25 ottobre in occasione della CampingWorld.com 500 terza e ultima prova del round Contender della Chase.

“La decisione è arrivata dopo un’esame approfondito da parte della NASCAR e International Speedway Corp.” ha dichiarato il presidente del superspeedway dell’Alabama Grant Lynch “La sicurezza dei nostri concorrenti e appassionati è la nostra priorità e non vediamo l’ora della gara NASCAR che si terrà qui a fine mese”.

Nel 2015 a Talladega sono già stati installati 8000 piedi lineari di barriere SAFER.

La questione barriere SAFER e la loro mancanza ha avuto inizio a febbrario quando nella gara Xfinity di Daytona Kyle Busch ha picchato frontalmente su un muretto interno non protetto che gli ha causato la frattura della gamba e alcuni mesi si stop, stessa storia una settimana dopo nella gara Sprint Cup ad Atlanta che ha avuto vittima Jeff Gordon fortunatamente senza gravi conseguenze.

NASCAR, International Speedway Corp. e Speedway Motorsports Inc. si sono impegnati ad aumentare la coperura nei loro impianti ma nella gara Camping World Truck Series a Las Vegas Austin Theriault ha impattato frontalmente sul muro esterno senza protezione comportando ad una frattura da compressione del 10% della schiena.

Dopo l’incidente molti piloti sono tornati sulla questione, sopratutto Kyle Busch:

“So che c’è un piano di sviluppo ma credo che ci sia bisogno di lavorare più velocemente perchè non capisco come mai alcuni circuiti come Bristol avevano la copertura completa già in primavera mente a Las Vegas sono rimasti fermi otto mesi, questo e molto frustrante; NASCAR, ISC e SMI sono società miliardarie e penso siano in grado di svolgere questi lavori in modo rapido”.

In effetti è davvero assurdo che nel 2015 non tutti i circuiti, soprattutto i superspeedway come Daytona e Talladega, non abbiano la copertura SAFER completa che dovrebbe essere presente in ogni punto del circuito da quando è stata introdotta la prima volta ma ancora più assurdo è che per avere dei fatti in questo casi si aspetta sempre l’infortunio di qualche pilota.

Marco Russo