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Jeff Gordon acciuffa la vittoria a Pocono, Carl Edwards ha problemi di motore e la classifica si accorcia

Gordon sul traguardo della 5-hours energy 500, Credit: Jason Smith/Getty Images for NASCAR

Wonder Boy ci è riuscito di nuovo. Ha messo il muso della su Chevrolet davanti a tutti all’ultimo restart e non ha più mollato un metro, guidando la corsa per l’ultimo quarto di gara, tranne tre giri in cui Cassil ha approfittato delle soste in verde per guadagnare un punticino bonus, e imponendosi sul tri-ovale della Pennsylvania per quasi 3 secondi sul poleman Kurt Busch.

Si tratta della vittoria numero 84 in carriera per il quasi quarantenne Jeff Gordon (è nato il 4 agosto), che raggiunge al terzo posto della graduatoria all-time dei plurivincitori Bobby Allison e Darrel Waltrip, nonché Bill Elliot al primissimo posto tra i pluri-vincitori a Pocono, con 5 successi.

Pocono si è rivelata come sempre una pista che favorisce lunghi run in bandiera verde e strategie basate sul consumo di carburante. In 200 giri sono state solo 4 le bandiere gialle sventolate dal direttore di gara, una competition yellow e tre interruzioni per detriti in pista.

Montoya è tornato su buoni livelli di competitività a Pocono, Credit: Geoff Burke/Getty Images for NASCAR

Nella prima metà di gara Denny Hamlin ha dettato legge, imponendo un ritmo insostenibile per tutti, viaggiando tra l’altro in modo conservativo, senza mai scalare marcia, e risparmiando carburante. Poi è stato il turno di salire in cattedra per Juan Pablo Montoya, più a suo agio con la pista illuminata dal sole, quindi più calda, e favorito da un pessimo pit-stop e dai problemi tecnici di Hamlin, afflitto anche da una foratura al posteriore. Proprio quando il colombiano sembrava proiettato verso la sua prima affermazione su ovale, ecco la gialla per detriti che si rivelerà l’ultima della gara. Per conservare una posizione in pista vantaggiosa, Montoya e il suo crew-chief hanno deciso di cambiare solo due gomme, come già fatto in precedenza, ma stavolta la tattica non ha funzionato e Gordon è riuscito a scavalcare la Chevrolet #42 per involarsi verso il traguardo. Montoya ha opposto tutta la resistenza possibile, ma è scivolato indietro, perdendo anche la terza marcia quando mancavano 25 giri alla fine e chiudendo al settimo posto una giornata che poteva andare molto meglio di così.

Alle spalle di Jeff Gordon, Kurt Busch ha dato letteralmente tutto quello che aveva, senza però riuscire ad avvicinarsi a sufficienza per tentare l’attacco al quattro volte campione della categoria. Tra i 30 e i 25 giri dalla bandiera a scacchi tutti i piloti hanno effettuato l’ultima sosta, decisamente anticipata, in modo da non dover rifornire in caso di ulteriori interruzioni, ed anche in questo caso Gordon si è avvantaggiato grazie ad un lavoro perfetto dei suoi meccanici. La Chevrolet del californiano ha tagliato il traguardo mentre Gordon ringraziava via radio il suo team con un “Ragazzi l’avete vinta ai box, così si fa!” mentre Busch alle sue spalle si dichiarava sconfitto con onore: “Pensavo che potessimo guadagnare su di lui dopo 15 giri di run, L’abbiamo fatto per tutto il giorno. L’abbiamo fatto anche alla fine, ma non siamo riusciti a chiudere il gap abbastanza. Il vecchio Golden Boy ha vinto meritatamente. Nessuno di noi ha commesso errori nel finale. E’ stata una di quelle volte in cui ho dato tutto quello che avevo, ma non sono riuscito a chiudere il buco”

Alle spalle della #24 e della #22 è arrivato Kyle Busch, autore di una prova maiuscola su una pista che non è mai stata tra le sue preferite. Purtroppo per lui la sua auto è risultata troppo bassa all’anteriore sinistro in fase di ispezione post-gara. L’auto aveva passato le verifiche pre-gara, per cui il prolbema si potrebbe imputare ad un qualche tipo di rottura o di contatto, ma la NASCAR solitamente non tiene conto della “volontarietà” dell’infrazione, per cui aspettiamoci qualche tipo di sanzione, anche in termini di punti, per martedì.

Al quarto posto ha chiuso Jimmie Johnson, ancora afflitto da qualche problema ai box, stavolta con l’anteriore destra, seguito da Kevin Harvick, un brillantissimo Dale Earnhardt Jr., Juan Pablo Montoya, Matt Kenseth, Ryan Newman e Martin Truex Jr. a chiudere la top-10.

Hamlin ha terminato la sua prova al diciannovesimo posto, mentre Carl Edwards è rimasto vittima di un problema ad una valvola, che lo relegato in trentasettesima posizione.

Proprio in virtù di questo risultato, il vantaggio di Edwards in classifica si volatilizza, scendendo a 6 punti su Johnson, dieci su Earnhart e undici su Harvick. Più distanti i fratelli Busch, mentre Jeff Gordon si avvicina, 6 punti appena di distanza, alla top-10 e ad un eventuale Wild Card, che probabilmente potrebbe non servirgli nemmeno, liberando il campo per piloti come Montoya, Hamlin e Keselowski.

Kurt Busch guida il gruppo allo start, Credit: Chris Trotman/Getty Images

Cosa abbiamo visto a Pocono

Hendrick Motorsport – Diciamocelo, a rimetterci maggiormente nel rimescolamento di crew-chiefs avvenuto all’Hendrick Motorsport è stato Mark Martin, diciottesimo a Pocono e ben lontano dal rendimento delle scorse stagioni. Jimmie Johnson prosegue su standard di eccellenza senza però esibire la solita infallibilità, mentre Dale Jr. e Jeff Gordon sono letteralmente galvanizzati dai rispettivi teams. Earnhardt si è trasformato da pilota da ventesimo posto a contendente per il titolo, anche se gli manca ancora una vittoria. Gordon è tornato al successo e pare ringiovanito di anni, dopo qualche gara sottotono nelle ultime settimane. “Abbiamo avuto una serie di gare dove siamo stati poco competitivi, ma quello che ci vuole è un team che crede in te, con cui lavorare per raggiungere l’obiettivo. Questo è quello che abbiamo fatto oggi” ha dichiarato il pilota della #24.

Track position, track position e ancora track position – il campionato ha raggiunto un tale livello di competitività e di livellamento delle prestazioni, che è diventato fondamentale più che mai poter disporre di un flusso d’aria pulita ad investire la propria vettura. E i teams le provano tutte, pur di guadagnare qualcosa, dal cambio di due sole gomme ai rifornimenti anticipati. Per vincere in NASCAR la strategia è sempre stata determinante, anche quando la macchina ha velocità da vendere. ma questo 2011 vede la bilancia pendere decisamente dalla parte dei box. Aspettiamoci gara ancor più tirate mano a mano che ci avviciniamo alla fine della regular season.

Denny Hamlin & Kurt Busch – nessuno dei due ha vinto in Pennsylvania, ma entrambi hanno di che gioire, perché confermano di essere usciti da una crisi di prestazioni che li attanagliava da un po’. Urgono conferme e punti pesanti, soprattutto per il pilota del Joe Gibbs Racing.

Hamlin ha dominato metà gara ma ha raccolto un pugno di mosche, Credit: Chris Trotman/Getty Images

Cosa non abbiamo visto Pocono

Marcos Abrose, Tony Stewart, Jamie McMurray e Brad Keselowski – Ecco l’elenco delle principali vittime di problemi meccanici a Pocono. Ambrose ha rotto la frizioni, Stewart la terza marcia, McMurray il cambio e Keselowski uno ammortizzatore. Decisamente non è questo il momento di avere problemi con la propria vettura. Ogni posizione persa è un punto perso e il “taglio” si avvicina.

Problemi ad una valvola per Edwards, Credit: Jeff Zelevansky/Getty Images for NASCAR

Carl Edwards – per Edwards invece vale il discorso opposto. Meglio ora che dopo. Non è il caso di fare drammi, soprattutto perché Carl stava andando bene, come al solito e magari il team ne ha approfittato per provare qualche soluzione più estrema a livello di motore. Certo che un pilota nella sua situazione, che nonostante tutto si presenta dai commentatori, durante la gara, con in mano la valvola che lo ha tradito e ci scherza anche sopra, non capita mica tutti i giorni. A qualcuno nei paddock europei fischiano le orecchie?

Greg Biffle – a guardare le statistiche, per Biffle era il momento di recuperare punti, non di perderli. Partito trentasettesimo, era riuscito a farsi strada, recuperando molte posizione, quando un testacoda in curva 4, che non ha fatto scattare la bandiera gialla, ha definitivamente messo fine alla rimonta, lasciandolo con un ventisettesimo posto in gara e un quattordicesimo in classifica che sanno di occasione persa

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About Gian Luca Guiglia

Classe: 1979 Mito: Jim Clark Pilota preferito: Juan Pablo Montoya Piloti nel cuore da corsa: Tony Stewart, Jim Clarck, Stirling Moss,Max Papis, Alessandro Zanardi e mille altri… Pilota donna preferita: Simona de Silvestro Circuito Preferito: Nordschleife Circuiti nel cuore da corsa: Le Mans, Rouen, la vecchia Monza, la vecchia Spa Auto preferita: Ferrari P4 Auto nel cuore da corsa: Ford GT40, Lotus 79, Tyrrell P34, Lotus 49, Porsche 917 Gare dal vivo: Fia GT, Superstars, WTCC, F.Renault, LMES Monza, NASCAR Phoenix e Las Vegas 2011 Gare da vedere un giorno dal vivo: 24h Lemans, 500miglia Daytona Livrea Casco Preferito: Alex Zanardi, Carl Fogarty Livrea auto preferita: Ford gt40 Gulf, Lotus 49 Gold Leaf Gara preferita: Troppe Gara nel cuore da corsa: Daytona 500 2008, Darlington 2003, Lemans 67 Riviste preferite: Autosport, Motorsport magazine.

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