La NASCAR punta sulle giovani generazioni

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In un sabato pomeriggio decisamente uggioso al Kansas Speedway, due bambini hanno “costretto” i loro genitori ad andare nella garage area dell’ovale del Kansas nell’intento di beccare un eroe che fino a quel momento avevano visto solo in televisione.  Non stiamo parlando di Jeff Gordon o Jimmie Johnson ma bensì di una spugna gigante coi pantaloni di nome SpongeBob SquarePants, il cui nome è stato anche lo sponsor della 400 miglia al Kansas Speedway.

E’ stato esattamente ciò che il canale americano che trasmette Spongebob, Nickelodeon, voleva dalla sua partnership con la NASCAR e viceversa.

“Sei sempre alla ricerca di persone giovani che ti guardino,” ha dichiarato Clint Bowyer, “e quale occasione migliore di una gara che ha come nome quello di un famosissimo personaggio di un cartone animato.”

La NASCAR ha cercato e cerca di raggiungere un’audience più giovane da anni, in modo particolare perché stelle come Jeff Gordon sono vicine al ritiro. La fan base che ha prodotto il boom della popolarità della NASCAR tra la fine degli anni ’90 e la prima parte degli anni 2000 sta cominciando ad avere una certa età e riempire il vuoto è diventato una priorità. Ecco perché pochi anni fa l’associazione di Daytona Beach ha annunciato un’azione ben mirata, volta ad attrarre le nuove generazioni. Tutto è partito dal restyling del sito web e dalla creazione di app per smartphone e tablet, per poi passare all’invito delle celebrità del momento alle gare e ad organizzare concerti e altre forme di intrattenimento nel giorno della corsa.

Tutto ciò pero è stato solo un piccolo punto di partenza.

La NASCAR ha aperto i suoi garage ai bambini accompagnati da adulti nei weekend, permettendo loro di avvicinarsi alle macchine e ai piloti come nessun’altra categoria del motorsport abbia mai fatto prima, ha abbassato l’eta minima per partecipare in certe categorie regionali e ha sposato il boom incredibile che i social media hanno avuto in questi anni e ha dato molta importanza ai simulatori online come iRacing, molto popolari tra i giovani.

La spinta verso le giovani generazioni di adesso è lo specchio, in qualche modo, di ciò che la NASCAR fece tra gli anni ’80 e ’90 quando cercò di avvicinare le donne, mossa che alla fine si rivelò vincente per la crescita dello sport.

“E’ molto importante per il nostro sport che le giovani generazioni si avvicinano ed è anche molto importante che gli sponsor capiscano che è questa la via da seguire, ” ha detto Michael McDowell, pilota della #95 che ha avuto Larry the Lobster, uno dei personaggi della serie animata SpongeBob, sulla sua vettura durante il weekend in Kansas.

Un recente sondaggio di Turnkey Sports ha rilevato che solo il 10% della fan base della NASCAR è rappresentata dalla fascia 18-24 anni e, mentre questo potrebbe essere un numero negativo, è stato anche evidenziato come un buon 37% dei fan della NASCAR sia sotto i 18 anni di età. In altre parole, c’è un potenziale enorme da sfruttare che aspetta solo di essere intercettato.

“La SpongeBob SquarePants 400 dà a Nickelodeon l’opportunità di espandere i suoi rapporti con la NASCAR, mentre lavorare a stretto contatto con i piloti migliori dà l’occasione ai fan di avere un’esperienza unica di gara adatta per tutti i componenti di una famiglia,” ha dichiarato Pam Kaufman, the chief marketing officer for Nickelodeon Group. “Nickelodeon ha partecipato a grandi iniziative con la NASCAR nel corso degli ultimi 10 anni, sponsorizzando e partecipando in eventi di questo calibro, fa da cassa di risonanza in tutta la nazione.”

Federico Floccari