La NASCAR rivede la sicurezza dei muretti ad ogni tracciato

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Quasi immediatamente dopo lo spaventoso incidente che ha infortunato pesantemente Kyle Busch durante la gara della Xfinity Series race al Daytona International Speedway, il presidente del circuito, Joie Chitwood III e il NASCAR executive vice president and chief racing development officer Steve O’Donnell, hanno ammesso che c’è carenza di barriere SAFER lungo tutto l’ovale da 2,5 miglia. Proprio Kyle Busch è andato a sbattere a circa 85 miglia orarie contro il muretto interno di cemento di curva 1. Il risultato dell’impatto è stato una frattura della parte bassa della gamba destra di Busch e la rottura del piede sinistro.

Mentre Busch rimane sempre in ospedale ma non più in Florida, la NASCAR e i suoi partner che gestiscono la manutenzione dei tracciati hanno cominciato a prendere provvedimenti seri per garantire la sicurezza in ogni singolo angolo dei loro circuiti.

Per esempio, a Daytona, la notte prima della Daytona 500, gli operai del Superspeedway della Florida hanno cominciato a installare nuove barriere SAFER nella sezione dove Busch ha preso la gran botta.

Di seguito, uno schema su come funziona essenzialmente una barriera SAFER:

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Le società partner della NASCAR che gestiscono la quasi totalità dei tracciati dove l’associazione di Daytona Beach corre sono due: ISC e SMI.

ISC gestisce: Auto Club Speedway, Chicagoland Speedway, Darlington Raceway, Daytona, Homestead-Miami Speedway, Kansas Speedway, Martinsville Speedway, Michigan International Speedway, Phoenix International Raceway, Richmond International Raceway, Talladega e Watkins Glen International mentre SMI: Bristol Motor Speedway, Charlotte, Kentucky, Las Vegas Motor Speedway, New Hampshire, Texas Motor Speedway e Sonoma Raceway.

“Come promesso, in collaborazione con la ISC e SMI, stiamo cominciando un grosso processo di rinnovamento della sicurezza dei nostri tracciati, partendo proprio dalla barriere SAFER,” ha dichiarato O’Donnell a FOX Sports.com

“Ogni tracciato ha caratteristiche uniche per quanto riguarda l’installazione di barriere SAFER,” ha detto Gary Camp, senior director of communications per il Dover International Speedway chr non fa parte ne di ISC ne di SMI.  “Il Dover International Speedway ha già installate le barriere SAFER in tutti i suoi punti nevralgici. Ciò include i muretti interni sia del front che del backstretch e all’esterno di tutte le curve.

Anche l’Indianapolis Motor Speedway e il Pocono Raceway sono stati contattati per lo stesso pregetto da parte della NASCAR ma ancor anon si è ricevuta alcuna risposta a riguardo.

Federico Floccari