Mi fa 5 euro di super?

-15 e -46: sono i distacchi in classifica di Johnson e Harvick dopo la gara di domenica a Phoenix AZ, penultima puntata della telenovela Chase for The Cup.

In Arizona tutto si è risolto in una lotta di nervi e consumi che ha visto trionfare Carl Edwards, a secco da 70 appuntamenti, il quale ha potuto mettere la ciliegina sulla torta di un weekend che lo ha visto imporsi anche nella gara della Nationwide Series di sabato. Il pilota della Ford #99 de Roush Fenway Racing si è imposto grazie ad un ultimo run impeccabile da quasi 90 giri con un pieno, precedendo sul traguardo Ryan Newman e Joey Logano

 

Edwards e il consueto backflip, fonte nascar.com

 

I tre contendenti

Denny Hamlin ha sfoggiato una prestazione dominante, guidando la corsa per ben 190 giri e sfoggiando un’auto che gli ha consentito di fare il bello e il cattivo tempo per i primi due terzi di gara, però è uscito dall’ovale di Phoenix con un pugno di mosche. Il pilota della Virginia, che durante la stagione regolare era sempre apparso come uno dei migliori dal punto di vista della gestione dei consumi, si è ritrovato senza benzina ad una quindicina di giri dalla bandiera a scacchi. E’ rientrato ai box per uno splash and go per poi rimontare furiosamente nelle ultimissime battute e chiudere dodicesimo, grazie anche ai problemi di consumo di altri piloti. Un colpo da KO sprecato.

Jimmie Johnson dal canto suo è apparso un po’ plafonato, come nelle ultime gare. Alle prese con un costante e visibile sovrasterzo ha lottato sempre tra la quinta e la decima posizione. Negli ultimi trenta giri era precipitato in tredicesima piazza, scavalcato da Newman e Logano, ma è riuscito a risalire, grazie ad una guida morbidissima e ai problemi altrui, fino ad un quinto posto preso per i capelli. Il campione uscente è ancora in corsa, la nuova pit crew ha fatto il suo lavoro in modo ottimo (soste costantemente sotto i 13 secondi, contro gli oltre 14 del Texas).

Kevin Harvick ha rischiato ancora una volta di mandare tutto all’aria, questa volta a causa di un bullone mal serrato dalla sua pit crew, che lo ha obbligato a rientrare ai box. Durante la sosta ha imbarcato nuovamente benzina che gli è stata utilissima nel finale concitato perché gli ha permesso di spingere a fondo senza preoccupazioni. Morale della favola: una rimonta coi fiocchi e un sesto posto che, se da un lato lascia l’amaro in bocca per quei punticini persi dalla #48, dall’altro tiene aperto il discorso Chase fino al gran finale e permette al californiano di Bakersfield di accorciare ulteriormente le distanze dalla vetta della classifica.

 

 

Hamlin conduce le danze, fonte nascar.com

 

Cosa abbiamo visto a Phoenix

  • Gara vera e poche gialle: una bella corsa, non falsata da strane gialle per detriti negli ultimi 30 giri, su una pista vera. Si vocifera di cambiamenti al tracciato per aggiungere un po’ di banking ne corso dell’inverno ma spero sinceramente che siano voci infondate. Perché rovinare una pista splendida e molto guidata?
  • Kasey Khane: ma solo e soltanto perché dopo una sosta è rientrato in pista con il contenitore della benzina attaccato allo spoiler ed è riuscito a rientrare ai box senza perderlo per strada. Per il resto nebbia. Caro Hendrick, sei sicuro di volerti separare da Mark Martin per questo tizio qui?
  • Mark Martin: appunto, un’altra top 10 grazie all’ottava posizione finale. Al momento è il migliore  dei piloti fuori dalla Chase e dovrà difendersi principalmente da Jamie McMurray in Florida.
  • Juan Pablo Montoya: Pareva vicino a farcela, mentre era secondo alle spalle di Edwards nel finale. Ha finito la benzina anche lui, ma si è visto chiaramente che sulle piste più piatte va molto bene.
  • Il Richard Petty Motorsport: meno male, a questo punto i fondi per finire la stagione dovrebbero esserci. Bisogna poi vedere per il 2011 e saranno dolori. Spero che Allmendinger e Ambrose non restino a piedi.
  • UNO STREAMING LIVE UFFICIALE E FREE!!! Finalmente si sono svegliati. La Espn ha trasmesso ai suoi utenti abbonati la gara via cavo e ha messo a disposizione della Turner, che gestisce nascar.com, il feed con l’evento. Nel momento della partenza è comparso sul sito della nascar un bel richiamo allo streaming e tutti hanno potuto godersi la corsa. Era ora, speriamo che i buoi non siano già tutti scappati.

Cosa non abbiamo visto a Phoenix

  • Il KO, ma Hamlin ci è andato talmente vicino che nell’intervista post gara era visibilmente incavolato. Non si sprecano occasioni del genere contro un team quattro volte (di fila) campione, perché prima o poi rischi che trovino il bandolo della matassa.
  • Jeff Gordon e la reazione della crew ex-48: undicesimo dopo una gara sempre un po’ sottotono, Wonder Boy non è stato certo aiutato dalle soste ai box della pit crew ex-Johnson, che ad un certo punto, causa il solito problema con la ruota anteriore destra, gli ha fatto perdere 7 posizioni in un colpo solo. Per quanto contestabile, la scelta di Knaus ed Hendrick ha pagato e potrebbe pagare ancora di più domenica.
  • La solita, sospettissima gialla per debris nei trenta giri finali. E meno male, che non se ne può più. Non credo e non crederò alla premeditazione di certe scelte dei commissari, però se si possono evitare certe mosse che puzzano lontano Kilometri è meglio.

Cosa possiamo aspettarci da Homestead Miami

 

 

il circuito di Miami

 

  • Un campione: banalità delle banalità, ma è l’ultima gara e bisogna per forza che qualcuno si metta la corona, anche se tutti e tre sembrano scappare al solo pensiero
  • Una pista brutta: riconfigurata per aggiungere banking nel 2003, ha prodotto sì gare molto combattute ma sempre poco probanti per il pilota. Sarebbe ora di cambiare location per il gran finale.
  • Hamlin favorito? Parrebbe, più che altro in virtù del fatto che nel 2009 aveva vinto lui, ma non dimentichiamoci che c’erano ancora gli alettoni al posteriore e quindi i riferimenti cambiano. Diciamo che dopo la prestazione solidissima di domenica parte in vantaggio ed è anche quello che ha più da perdere.
  • Un’altra bella gara di Edwards e in generale delle Ford, che dal 2002 hanno perso solo due volte. Edwards si è imposto nel 2008, Kenseth nel 2007, Biffle nel 2004/2005/2006.
  • Un altro streaming live: dalle 19.00 tenete d’occhio nascar.com

Bye!