NASCAR midseason break – La prima parte di stagione in 10 punti

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Con la gara dello scorso weekend al New Hampshire Motor Speedway, la stagione della NASCAR è arrivata al giro di boa. Dopo le prime 19 gare sono state molte le sorprese e le conferme che hanno contraddistinto la prima metà di stagione 2014 della serie automobilistica più seguita d’America. Abbiamo selezionato per voi dieci storyline che hanno certamente lasciato il segno in questi primi 5 mesi di stagione 2014 della NASCAR.

10. Il ritorno della Chevy #3 in Sprint Cup

Durante i test invernali al Daytona International Speedway, tutti gli occhi erano puntati sulla Chevy #3 guidata da Austin Dillon. L’opinione pubblica si è letteralmente divisa circa il ritorno dello storico numero reso celebre dal povero e sfortunato Dale Earnhardt. Con la pole ottenuta a Daytona, in occasione della Daytona 500, i media hanno naturalmente gonfiato l’impatto del #3 nella Sprint Cup Series, ma, con il passare delle gare, si è poi tutto afflosciato. Certo è che Austin Dillon sta facendo una stagione più che dignitosa essendo un debuttante.

9.  Il ritorno di Keselowski

Dopo una deludente stagione nel 2013, il pilota del Team Penske ha deciso di ritornare al livello dell’annata 2012 quando vinse il suo primo titolo in Sprint Cup. Dopo 19 appuntamenti, Keselowski ha all’attivo tre vittorie arrivate a Las Vegas,  Kentucky e Loudon. La sua Ford Fusion #2 è stata sicuramente tra le più veloci in qualifica in questa stagione e sicuramente Brad sarà tra i favoriti per la vittoria finale del titolo 2014.

8. I veterani in difficoltà

A inizio stagione tutti ci saremmo aspettati almeno una vittoria da parte di Matt Kenseth, Tony Stewart, Kasey Kahne e Greg Biffle. Sta di fatto, però, che a metà annata, nessuno di loro ha ancora assaporato il dolce gusto della Victory Lane. Considerando, che questi quattro piloti hanno vinto 11 delle 36 gare della passata stagione, qualcosa di più era lecito attenderselo. Immaginate una Chase senza questi quattro piloti?

7. L’esplosione di Chase Elliott

Quando la stagione 2013 era finita, Chase Elliott aveva solo nove partenze all’attivo in Camping World Truck Series e suoi piani per il 2014 erano piuttosto modesti. Nessuno però si sarebbe immaginato che sarebbe stato uno dei protagonisti assoluti della Nationwide Series. Il nipote di Bill Elliott è attualmente in piena corsa per vincere il titolo nella serie cadetta della NASCAR. A metà stagione, il pilota della Chevy Camaro #9 del JR Motorsports ha tre vittorie, le prime due arrivate consecutivamente: prima a Darlington e poi in Texas, mentre la terza arrivata questo weekend al Chicagoland Speedway. Un suo sedile in Sprint Cup non è poi così lontano.

6. Il double di Kurt “The Outlaw” Busch

Tutto cominciò con un test nella IndyCar nel maggio 2013. Da quel giorno, è scattato qualcosa nella testa di Kurt Busch. Il campione 2004 della Sprint Cup ha quindi avuto la coraggiosa idea di correre la Indy 500 e la Coca-Cola 600 nel corso della stessa giornata. Stiamo parlando di ben 1100 miglia. A Indy, The Outlaw ha concluso con una onorevole sesta piazza mentre a Charlotte il suo motore ha deciso  di abbandonarlo dopo 271 tornate su 400 non permettendo così a Busch di completare tutte e 1100 miglia. Solo 3 piloti prima di lui hanno tentato il double, tra cui Tony Stewart, suo compagno di team.

5. Aric Almirola e il destino di vincere a Daytona

Un weekend bagnato quello estivo al Daytona International Speedway. Tutto ciò però non ha impedito ad Aric Almirola di vincere la sua prima gara in carriera in Sprint Cup Series con la vettura #43 del Richard Petty Motorsports proprio nel 30esimo anniversario della 200esima vittoria di Richard Petty nella NASCAR. Una coincidenza? La #43, inoltre, ha ritrovato la via della Victory Lane per la prima volta dall’ormai lontano 1999. Onestamente, mancava vedere la #43 in Victory Lane.

4.  Jeff Gordon: dal possibile ritiro a protagonista

Ritiro per Jeff Gordon? Neanche per sogno. Il quattro volte campione della Sprint Cup Series aveva concluso la stagione 2013 da contendente per il titolo e in questa nuova annata si ritrova primo in classifica e con una vittoria all’attivo. E’ leader in classifica generale da ormai 12 settimane consecutive e ha concluso nella top-15 per ben 17 volte su 19. Un’anno dopo che Johnson ha vinto il suo sesto titolo, Gordon ha la reale possibilità di vincere il suo quinto.

3. Il nuovo sistema di qualifica

Sono ormai lontani i tempi delle qualificazioni che vedevano una sola macchina per volta girare in pista. Da quest’anno, la NASCAR ha introdotto un nuovo format per rendere le qualifiche molto più interessanti e sopratutto più televisive. Il nuovo sistema prevede più macchine che girano in pista contemporaneamente e la sessione divisa in due o tre round a seconda del tipo di tracciato dove si corre. Le strategie sono diventate parte fondamentale di questo nuovo sistema. Dopo 19 appuntamenti, sono stati ben 12 i piloti diversi a fare la pole position.

2. Dale Yeah!

Non ci si può certamente dimenticare di Dale Earnhardt Jr. Il pilota di Kannapolis, North Carolina, sta avendo una delle stagioni più positive della sua carriera: la seconda affermazione nella Daytona 500 e la vittoria a Pocono hanno gettato Dale Jr. direttamente nella mischia di coloro pretendenti al titolo. Il momento cult della stagione è stato sicuramente l’adesione di Dale a Twitter. In pochi mesi, JR è arrivato a più di 700mila follower. Roba non da poco.

1. La nuova “Chase for The Cup” 

Non si fa che parlare d’altro. La nuova Chase, annunciata lo scorso gennaio da Brian France, ha reso tutti curiosi. Ogni gara conta e le vittorie sono più importanti che mai da quest’anno. Ci sono stati già 11 vincitori diversi dopo 19 gare e ci sono ben 24 cambi di leadership di media durante ogni gara, un incremento del 45% rispetto all’anno scorso. Immaginate come saranno le gare nella postseason. Ci sarà a divertirsi.

Federico Floccari – @NASCARCountryUS