5 ragioni per cui la NASCAR Sprint Cup Series dovrebbe avere una gara sullo sterrato

La NASCAR è ritornata a correre sullo sterrato per la prima volta da 43 anni con la prima edizione della Mudsummer Classic, riservata alla Camping World Truck Series all’Eldora Speedway.  La corsa, che ha visto Austin Dillon battere Kyle Larson per la vittoria, è stata senza ombra di dubbio un successo. Anche in TV, poiché  è stata vista da ben 1,4 milioni di persone su SPEED,  rendendola l’evento più visto della serata sulle reti via cavo americane.

Dopo la corsa, vista anche la reazione a dir poco positiva dei fan, la NASCAR farà di tutto per riportare la Truck Series all’Eldora Speedway l’anno prossimo, ma una gara dei trucks non è abbastanza secondo me.

Quello che è più importante è che la NASCAR deve capitalizzare tutto l’interesse venutosi a creare intorno alla Mudsummer Classic, perciò è tempo che anche le macchine della Sprint Cup possano correre sullo sterrato dell’Eldora Speedway. Sicuramente sarebbe un successo ed ecco il perché in cinque ragioni:

  • La gara sarebbe un sold-out sicuro: durante la gara della Camping World Truck Series non c’era un metro quadrato libero intorno l’Eldora Speedway. La folla era in visibilio e festante sia sulle tribune che sui prati del tracciato di proprietà di Tony Stewart. L’atmosfera ricordava quella delle gare della ex-Winston Cup Series di una decina/ventina d’anni fa. Secondo Jeff Gluck, giornalista di USA Today, erano presenti circa ventimila persone. In una parola: SOLD-OUT, roba che la NASCAR non riesce più a fare al giorno d’oggi con i mega-impianti come l’Auto Club Speedway o Michigan.
  • Cercare di ritornare alle origini: Nelle prime 11 stagioni di ciò che è ora chiamata Sprint Cup Series, più della metà della gare si sono disputate su circuiti sterrati. La NASCAR è ricca di tradizione e i suoi fan da qualche anno a questa parte non chiedono altro che ritornarci. La NASCAR ha fatto la sua fortuna correndo sugli short-track sterrati. 43 anni dopo, la Truck Series ha dimostrato che “dirt racing” è la parola che i fan vogliono sentire.
  • E’ il pilota che conta, non le strategie: La MudSummer Classic non è stata vinta da chi ha salvato più carburante o da chi ha adottato la miglior strategia in pit-road, bensì dal miglior pilota. Spezzando la gara in tre segmenti, la NASCAR ha eliminato la strategia ai pit-stop. In poche parole, i piloti sono stati i principali protagonisti mercoledì sera ed è ciò che i fan vogliono vedere. In un’intervista rilasciata a Jeff Gluck, Austin Dillon ha detto: ” In una gara dirt, devi cambiare il tuo stile di guida 10-11 volte durante la stessa corsa perché il tracciato cambia e tu ti devi adattare”. Avere una gara sullo sterrato nella Chase for The Cup, sarebbe un riconoscimento in più all’eventuale campione.
  • Lo spettacolo: nessuno nel mondo dello sport spettacolarizza un evento come fa la NASCAR. Con i flyover di aerei militari, i concerti post-gara e l’atmosfera di festa, ogni gara NASCAR è un evento speciale. Una gara sullo sterrato è comunque una spanna sopra a livello di spettacolo e scenografia rispetto a tutto il resto. La MudSummer Classic è stata caratterizzata da una parata four-wide con i fuochi d’artificio che illuminavano la magica notte dell’Eldora Speedway. E’ il tipo di show che i fan della NASCAR vogliono vedere e che va oltre il tipico appuntamento domenicale.
  • La NASCAR deve dare ciò che i fans chiedono: Il calendario della Sprint Cup ha bisogno di una gara dirt se non altro per il semplice fatto che i fan la chiedono ardentemente. La NASCAR deve ascoltare i fan e sottolineo, DEVE. La Mudsummer Classic è stata uno degli eventi sportivi dell’anno più discussi su Twitter con i fan che esprimevano tutta la loro felicità e gratitudine alla NASCAR riguardo l’appuntamento di Eldora.

Federico Floccari

Di seguito, una manciata di tweet a dir poco pro-Eldora e pro-dirt racing: