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Allmendinger spiega come ha assunto lo stimolante che ha portato alla sua squalifica

In un’intervista rilasciata a Marty Smith di ESPN, AJ Allmendinger ha raccontato la sua versione della vicenda che lo ha portato a risultare positivo ad un controllo antidoping della NASCAR per anfetamine.

Allmenindger ha detto che la sostanza riscontrata, rientrante nella famiglia delle anfetamine, risale ad un pasticca di Adderal, uno stimolante che viene utilizza per la cura della sindrome da deficit di attenzione e iperattività e la narcolessia. Il 30enne di Los Gatos ha anche raccontato come ha assunto lo stimolante, dicendo di aver accettato una pasticca da un conoscente, che gliel’aveva descritta come un integratore energetico, durante una serata tra amici in Kentucky in cui si sentiva particolarmente stanco.

“Sono arrivato presto in Kentucky per alcuni impegni con gli sponsor e sono uscito con un amico per un paio di giorni” ha dichiarato. “Eravamo a inizio serata. Non avevo dormito bene — a dir la verità non ho dormito bene per tutta la stagione a causa delle difficoltà in gara e delle aspettative che mi ero messo addosso — ed ero veramente stanco, non avevo energie, niente. Lui aveva con sè un paio i amici e io facevo fatica a stare sveglio. Uno dei suoi amici ha detto’Oh, ho una pillola energetica che prendo per allenarmi’. Non ho pensato che fosse qualcosa di vietato perché ho preso integratori energetici in allenamento, consigliati dal mio allenatore. Non ci ho pensato. E’ stato quello il mio grande errore. Non è successo niente di assurdo, ho solo sentito un po’ di energia in più.”

AJ ha poi sostenuto di essere stato colto di sorpresa dai risultati delle analisi proprio perché non sospettava nulla.

“La settimana successiva, sabato, proprio prima della gara di Daytona, mi hanno comunicato che sono risultato positivo alle anfetamine. Onestamente conosco poco le droghe, non ne ho mai prese, quindi nel momento in cui mi hanno parlato di anfetamine, non sapevo nemmeno cosa fossero. Ho chiesto, ‘E’ una cosa negativa? E’ grave?’ perché quando si tratta di droghe sono come l’80% del mondo, penso a quelle pesanti. Sentire parlare di droghe mi ha sorpreso, ho detto di testarmi ogni giorno, che non ne avevo mai prese. In questi casi la loro prassi è la tolleranza zero e mi hanno sospeso immediatamente. Non ho mai pensato che potesse essere colpa di quella pillola.

Dopo le analisi del campione A non avevamo ancora idea di cosa potesse essere, poi con quelle del campione B ci hanno detto che si trattava di Adderall o di qualche forma di Adderall. Ho ripercorso i miei passi e ho scoperto che la pillola che avevo preso non era un integratore, ma Adderall, da prendere dietro prescrizione.”

L’aver deluso Roger Penske è stato uno degli aspetti più dolori della vicenda, ma Allmendinger ha tenuto a sottolineare l’atteggiamento paterno tenuto dal proprietario del Penske Racing.

“Roger è stato fantastico. E’ tutto e anche molto più di quello che ci si immagina quando si pensa a Roger Penske. Anche se ha dovuto licenziarmi, si è trattato di una decisione che ho capito e a cui ero preparato, perché è una persona onesta. Si capiva che era qualcosa che non avrebbe voluto fare. Anche se non lavoro più per il team, parliamo ancora molto. Mi chiama per essere sicuro che sia tutto OK. E’ fantastico, non potrei chiedere di più. Averlo deluso sarà probabilmente il più grande rimpianto della mia vita.”

Lo stress psicologico per una stagione carica di attese, ma resa difficile da risultati non propriamente esaltanti, ha pesato molto sul pilota, tanto che il programma “Road to Recovery” a cui sta partecipando è incentrato più che altro sulla gestione della pressione e sulla vita al di fuori delle competizioni.

“Faticavo molto mentalmente a capire se volvo essere di nuovo un pilota. Questo periodo lontano dalle corse mi ha aiutato a capire che le amo. Adoro essere un pilota, essere in NASCAR e soprattutto poter competere ad ogni weekend. Questo è quello che voglio fare, ma prima devo venire a capo del resto della mia vita così che quando potrò tornare a correre io sia una persona migliore e un pilota migliore.

E’ stato un inferno. Me lo so creato io e lo sto attraversando. Sto ancora cercando ci capire cosa voglio dalla vita in generale.

Quando tornerò su un’auto da corsa, sarò in grado di rappresentare me stesso in modo migliore. Ho fato degli errori e ne sto pagando il prezzo, ma ho intenzione di lottare. Voglio lottare fino in fondo e ritornare.”

Allmendinger, che al momento è escluso da qualsiasi forma di competizione motoristica, conta di terminare il programma di recupero entro la fine di agosto e Michael Shank, per cui quest’anno ha vinto la 24 ore di Daytona, ha già espresso il desiderio di rivederlo al volante di una Ford Riley Daytona Prototype.

Stay Tuned!

Di Gian Luca Guiglia

Classe: 1979
Mito: Jim Clark
Pilota preferito: Juan Pablo Montoya
Piloti nel cuore da corsa: Tony Stewart, Jim Clarck, Stirling Moss,Max Papis, Alessandro Zanardi e mille altri…
Pilota donna preferita: Simona de Silvestro
Circuito Preferito: Nordschleife
Circuiti nel cuore da corsa: Le Mans, Rouen, la vecchia Monza, la vecchia Spa
Auto preferita: Ferrari P4
Auto nel cuore da corsa: Ford GT40, Lotus 79, Tyrrell P34, Lotus 49, Porsche 917
Gare dal vivo: Fia GT, Superstars, WTCC, F.Renault, LMES Monza, NASCAR Phoenix e Las Vegas 2011
Gare da vedere un giorno dal vivo: 24h Lemans, 500miglia Daytona
Livrea Casco Preferito: Alex Zanardi, Carl Fogarty
Livrea auto preferita: Ford gt40 Gulf, Lotus 49 Gold Leaf
Gara preferita: Troppe
Gara nel cuore da corsa: Daytona 500 2008, Darlington 2003, Lemans 67
Riviste preferite: Autosport, Motorsport magazine.