Brad Keselowski multato e messo in probation per aver portato il telefono in macchina

Tra le sanzioni comunicate nella notte dalla NASCAR in seguito ai fatti Phoenix, ce n’è una che solleverà più di qualche sopracciglio. La corporation di Daytona Beach ha infatti deciso di imporre a Brad Keselowski una multa da 25.000 dollari e la probation fino al 31 dicembre per aver portato con sè il cellulare in gara.

Keselowski è stato inquadrato mentre inviava dei tweet dal suo telefonino durante la bandiera rossa che ha interrotto le fasi finali della Advocare 500, esattamente come aveva fatto durante la Daytona 500 nel mese di febbraio. In quell’occasione, il pilota del Penske Racing, che ha detto di tenere il telefono nella tuta per poter avvisare i parenti nel caso venisse trasportato in ospedale, aveva raccolto molti consensi e poche critiche, ma, secondo quanto riportato da Bob Pockrass su sportingnews.com,  la NASCAR aveva specificato ai piloti che non sarebbe più stato possibile imbarcare in vettura questo tipo di dispositivi durante le gare.

Ecco dunque il senso della sanzione per il leader della classifica generale della NASCAR Sprint Cup Series, che ha violato le sezioni  12-1 (azioni a detrimento delle gare per stock-cars) e 20-6, ovvero l’articolo che vieta di portare in gara dispositivi elettronici, dispositivi per la registrazione, memorie digitali, processori, telecomandi, manometri digitali e altro, anche se non funzionanti, spenti o inservibili.

Quello che più colpisce della punizione rifilata a Keselowski è la similitudine percepita nel confronto con quella inflitta a Gordon. Entrambi sono stati multati e messi in probation fino al 31 dicembre: l’uno per aver causato un incidente di proposito e l’altro per… aver portato un telefonino in macchina e mandato qualche tweet in bandiera rossa. Gordon si è preso solo 25 punti di penalizzazione e qualche (ininfluente) decina di migliaia di dollari di multa in più. E’ ovvio che agli occhi della NASCAR i due fatti non hanno lo stesso peso e a Homestead i due piloti saranno “controllati” in modo diverso, ma esteriormente, agli occhi dei fan, la disparità tra le due sanzione è davvero ridotta.

La NASCAR ha anche scelto di ignorare questa intervista post-gara, in cui un Keselowski vistosamente irritato si è lasciato andare a commenti “espliciti” sul comportamento dei colleghi e sulle critiche ricevute dopo la gara del Texas Motor Speedway.

A maggio la NASCAR aveva inaugurato una partnership con Twitter per la valorizzazione dei contenti dell’hashtag #NASCAR, proprio sull’onda del “successo” dei tweet di Keselowski

Stay Tuned!

[follow id=”gian_138″ size=”large” count=”true” ]