Brad Keselowski: “Penso che Kyle sappia che dovevo provare quel sorpasso”

Kyle Busch non ha digerito il tentativo di sorpasso compiuto da Brad Keselowski durante l’ultimo giro della Finger Lakes 355, culminato con una toccata al posteriore sinistro, che ha spedito in testacoda al Toyota Camry #18 del Joe Gibbs Racing e ha mandato in fumo ogni chance di vittoria del pilota di Las Vegas.

L’ultimo giro della Finger Lakes 355 di domenica scorsa a Watkins Glen ha lasciato non pochi malumori nel paddock della Sprint Cup, a causa della mancata esposizione della bandiera gialla da parte della NASCAR dopo che Bobby Labonte aveva sparso olio in pista nel tentativo di proseguire dopo aver rotto il motore della sua Toyota Camry #47.

Chi però ha più da recriminare è Kyle Busch, che è transitato per primo sotto la bandiera bianca e ha concluso la sua prova soltanto al settimo posto. Busch è passato sull’olio di Labonte, finendo lungo alla prima curva in discesa o offrendo il fianco ad un attacco di Keselowski sulla salita verso le “esse”. Il pilota del Penske Racing non si è fatto pregare e al momento di cominciare la piega verso destra è andato a toccare il posteriore sinistro dell’avversario mandandolo in testacoda.

Busch, evidentemente contrariato, ha detto solamente “Non ho nulla di buono da dire” prima di lasciare il circuito. A fare da portavoce è stato invece il suo crew chief, Dave Rogers:

“La #47 ha avuto un problema meccanico, si è visto, e ha iniziato a fumare, lasciando olio su tutta la pista. Kyle ci è passato sopra e questo ha permesso alla #2 di riprenderci e di fare quello che ha fatto. Avevamo una buona macchina e Kyle ha offerto una grande prova. Eravamo molto veloci, ma non siamo riusciti a portare a casa il risultato.”

Keselowski ha sostenuto in conferenza stampa di essere dispiaciuto, ma di aver fatto una manovra che andava fatta per provare a vincere, esattamente come quella compiuta poco prima in restart da Busch per scavalcare sia Keselowski che Ambrose e portarsi al comando.

“Penso che lui sappia che dovevo provarci. Non è stato diverso dalla mossa che lui ha fatto in restart. Ha fatto una manovra molto, molto aggressiva in quella ripartenza, che ci avrebbe messi fuori gioco entrambi se non gli avessi fatto spazio. Avrei potuto difendere la posizione e causare un incidente, ma non l’ho fatto.

Ho dimostrato di aver compreso la sua situazione e spero che lui dimostrerà di aver compreso quella in cui mi trovavo io. Penso che capirà.

Certamente buttare fuori il leader non è la situazione ideale, in nessuna circostanza, ma si è trattato di una di quelle situazioni inevitabili quando la pista rendeva la vettura inguidabile. In qualche maniera siamo riusciti a trovare un modo di cavarcela, o almeno alcuni di noi ci sono riusciti. Mi dispiace che Kyle non sia fra quelli. Fortunatamente ha rimediato un discreto piazzamento. Ci sono occasioni in cui certe circostanze sono inevitabili e domenica è stata una di quelle occasioni.”

Keselowski ha tentato qualcosa che anche Busch non avrebbe esitato a provare, a parti invertite, e sicuramente un pilota che rientra in pista dopo essere finito abbondantemente nella via di fuga asfaltata non può pretendere che chi lo segue alzi il piede, però è sicuro che il talentuoso 27enne del Joe Gibbs Racing saprà come e dove restituire il favore prima della fine della stagione.

La buona notizia per Busch, alla caccia di una seconda vittoria che gli regalerebbe la quasi certezza di accedere alla Chase come wild card, è che in carriera ha vinto su tutte e quattro le piste che la Sprint Cup affronterà prima della conclusione della regular season. Kyle ha una vittoria al Michigan International Speedway (agosto 2011), cinque a Bristol (marzo 2007, marzo e agosto 2009, agosto 2010 e marzo 2011), una all’Atlanta Motor Speedway (marzo 2008) e quattro al Richmond International Raceway (maggio 2009 e 2010, aprile 2011 e maggio 2012).

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