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Carl Edwards lascia il Roush Fenway Racing. Futuro di ricostruzione per il team di Jack Roush?

Michigan 250 - PracticeLa notizia dello scorso fine settimana NASCAR per quanto riguarda il mercato piloti è stata sicuramente l’ufficializzazione della separazione tra Carl Edwards e il Roush Fenway Racing. La partenza del 34enne di Columbia, Missouri, per una destinazione non ancora specificata, ma che tutti prevedono essere la quarta vettura del Joe Gibbs Racing, lascia il team di Jack Roush con diversi punti interrogativi nell’immediato futuro e la prospettiva di soccombere nettamente al Team Penske tra le squadre Ford.

Nonostante le due vittorie in stagione, “Cousin Carl” è deciso a cercare nuovi stimoli (e possibilmente un titolo) altrove – sulla scia delle ottime prestazioni messe in mostra da Matt Kenseth, passato al Joe Gibbs Racing, e Kevin Harvick, migrato allo Stewart-Haas Racing – e questa volta Ford non riuscirà a trattenerlo, come ammesso da Jamie Allison, direttore di Ford Racing: “Noi di Ford Racing abbiamo fatto tutto il possibile per trattenere Carl all’interno di Ford Racing e della famiglia Roush Fenway, ma alla fine non è stato possibile. Nonostante siamo delusi dalla sua decisione di lasciare il Roush Fenway Racing, vogliamo sottolineare il nostro apprezzamento per il contributo di Carl in numerose vittorie e nel titolo in Nationwide Series con una Ford e soprattutto per il rapporto con i tifosi Ford”.

“A volte cambiare aiuta di per sé a trovare nuove motivazioni per dare il massimo,” ha detto Edwards, che corre per Jack Roush fin dal 2004 ed è arrivato due volte a un passo dal titolo, nel 2008 quando perse da Jimmie Johnson e nel 2011, quando fu beffato all’ultima gara da Tony Stewart. Partito Kenseth nel 2012, Edwards ha ricoperto il ruolo di faro del team e negli ultimi anni ha dato la netta sensazione di essere l’unico, al Roush Fenway Racing, a poter nutrire serie ambizioni nella lotta per il titolo.

Destinazione Joe Gibbs Racing?

Dove finirà e quale sponsor sosterrà Edwards lo scopriremo probabilmente a breve, ma nell’opinione di tutti i principali commentatori si tratterebbe del Joe Gibbs Racing, seriamente intenzionato a portare in pista una quarta Camry per un personaggio positivo e dal grande appeal mediatico come Carl. Per un periodo si è anche vociferato di un passaggio di Mars dalla vettura di Kyle Busch a quella di Edwards, ma resta da capire come un marchio di caramelle possa associarsi ad un “salutista” di prima categoria come Carl, che potrebbe anche, perché no, portarsi dietro un “suo” sponsor come Subway.

Si preannunciano tempi di vacche magre per RFR

Quello che però è più interessante analizzare è il percorso di rifondazione, almeno sotto il profilo dei piloti, che attende il Roush Fenway Racing. Il team è infatti passato in pochi anni da principale esponente di Ford a compagine di seconda fila. Alla fine del 2012 ha perso Kenseth a beneficio di Joe Gibbs e nel 2013 ha unito le forze per il settore motori con Penske, uscendo sconfitto dal confronto in pista. Quest’anno poi Keselowski e Logano si stanno dimostrando una delle coppie più forti del campionato e hanno totalizzato 5 vittorie in due, mentre Roush vede partire l’unico su pilota a raggiungere la Victory Lane.

Greg Biffle è sì una certezza e garanzia di consistenza, ma non è certamente il pilota da cui aspettarsi il salto di qualità per tornare in vetta alla Sprint Cup Series. A 44 anni, il veterano di Vancouver, Washington ha vissuto la sua miglior stagione recente nel 2012 (due vittorie, quinto in campionato con 10.2 come posizione media all’arrivo), ma si trattava di un periodo in cui Roush aveva ancora una certa predominanza, ora sparita, sugli ovali intermedi. Difficilmente sarà una carta sicura al pari di un Kenseth, di un Keselowski o di un Johnson e per di più ha raggiunto un accordo col team solo nel momento in cui è stato chiaro che Edwards avrebbe cambiato casacca.

Ricky Stenhouse Jr. è alla sua seconda stagione completa in Sprint Cup Series e non sta certo esprimendosi su livelli di eccellenza, nemmeno considerando la qualità delle vetture a disposizione, tanto che sia la posizione media al traguardo che quella di partenza sono in vertiginosa discesa rispetto a un 2013 in cui l’unica gioia è stata una top-5 a Talladega. Trevor Bayne invece arriva da un programma parziale al Wood Brothers Racing in cui, tolta la Daytona 500 del 2011, ha come miglior risultato una top-10. Niente di trascendentale insomma, così come piuttosto modesti sono i risultati di altri due giovani legati al team: Chris Buescher e Ryan Reed. Il primo, ventunenne texano, ha al suo attivo 10 vittorie in ARCA Racing Series, ma nel 2014 p fermo a un paio di top-5 – di cui una a Talladega – in Nationwide Series, mentre il secondo, ventenne californiano che ha forse bruciato le tappe nel suo percorso di crescita, conta una top-5 e due top-10 nelle sue prime 26 gare in Nationwide Series.

Mark Martin ritorna in veste di coach

Jack Roush deve essere perfettamente al corrente del bisogno strutturale del team, perché ha ingaggiato nientepopodimenoche Mark Martin con un ruolo di coach volto proprio allo sviluppo dei piloti, a cominciare da Bayne e Stenhouse.

Si tratta di un vero e proprio ritorno a casa per Martin, che ha avuto un ruolo fondamentale nella crescita del Michael Waltrip Racing, ma soprattutto dal 1988 al 2006 ha vinto qualcosa come 35 gare per il Roush Fenway Racing. Non potrà certamente guidare lui le Ford Fusion del team, ma di sicuro il metodo e la dedizione del 55enne “ragazzino” dell’Arkansas non potranno che giovare a tutto l’ambiente.

“Nessuno cresce giovani talenti come Jack Roush,” ha detto Martin. “Abbiamo un bel gruppo di giovani piloti sia con Ricky e Trevor, che con Chris Buescher e Ryan Reed e, ovviamente, la leadership di un veterano come Greg Biffle. Sarà un punto chiave del mio lavoro aiutarli a sviluppare le loro abilità al volante e trarre il massimo dalle loro eccezionali capacità.”

Il futuro di Ford passa da Ryan Blaney?

Premesso che Joey Logano ha comunque la veneranda età di 24 anni,  Penske sembra aver messo a segno un ulteriore colpo nei rapporti di potere interni alla truppa Ford, perché sembra che sarà Ryan Blaney, legato appunto all’organizzazione di Roger Penske – nonché vincitore nel 2013 di due gare in Truck Series e di una in Nationwide Series  – a prendere il volante della Fusion #21 del Wood Brothers Racing per un programma parziale in Sprint Cup analogo a quello affrontato fin qui da Bayne.

Insomma, il Roush Fenway Racing sembra prepararsi a un periodo di ricostruzione, almeno a livello di piloti. Ne usciranno più forti di prima?

 

 

Di Gian Luca Guiglia

Classe: 1979
Mito: Jim Clark
Pilota preferito: Juan Pablo Montoya
Piloti nel cuore da corsa: Tony Stewart, Jim Clarck, Stirling Moss,Max Papis, Alessandro Zanardi e mille altri…
Pilota donna preferita: Simona de Silvestro
Circuito Preferito: Nordschleife
Circuiti nel cuore da corsa: Le Mans, Rouen, la vecchia Monza, la vecchia Spa
Auto preferita: Ferrari P4
Auto nel cuore da corsa: Ford GT40, Lotus 79, Tyrrell P34, Lotus 49, Porsche 917
Gare dal vivo: Fia GT, Superstars, WTCC, F.Renault, LMES Monza, NASCAR Phoenix e Las Vegas 2011
Gare da vedere un giorno dal vivo: 24h Lemans, 500miglia Daytona
Livrea Casco Preferito: Alex Zanardi, Carl Fogarty
Livrea auto preferita: Ford gt40 Gulf, Lotus 49 Gold Leaf
Gara preferita: Troppe
Gara nel cuore da corsa: Daytona 500 2008, Darlington 2003, Lemans 67
Riviste preferite: Autosport, Motorsport magazine.