La vittoria della Daytona 500 per Dale Earnhardt Jr è anche una vittoria per la NASCAR

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Sono le 5.18 italiane di lunedì 24 febbraio quando Dale Earnhardt Jr taglia il traguardo per andare a vincere la 56esima edizione della Daytona 500, funestata da un lungo e intenso temporale che ha sospeso la gara per più di 6 interminabili ore.

Pochi attimi dopo la vittoria di Dale Jr, la notizia si sparge in tutto il mondo e l’urlo liberatorio del pilota dell’Hendrick Motorsports è l’emblema dell’uscita da tutte le frustrazioni che Dale e tutta la JR Nation hanno accumulato in questi anni, avari di vittorie per il fresco vincitore della “Great American Race.”

I presupposti per una Daytona 500 coi fiocchi c’erano già tutti. Basti pensare alla Chevy SS #3 di Austin Dillon che partiva dalla pole dopo 13 anni d’assenza dello storico numero reso famoso da Dale Earnhardt. 

E’ sempre speciale vedere vincere un Earnhardt a Daytona, soprattutto dopo l’infausto incidente occorso a Dale Sr. nel 2001. Non importa se la gara è stata noiosa, bella, divertente o emozionante se poi a vincere è un membro di una famiglia che ha segnato la storia della NASCAR.

Dale Jr aveva promesso che se avesse vinto la Daytona 500, si sarebbe iscritto a Twitter. Subito dopo la vittoria, un’autentica bomba atomica è scoppiata all’interno del social network dei 140 caratteri. Di seguito, il primo tweet di sempre di Dale Jr. Di certo, non è passato inosservato.

Ciò che è certo è che la vittoria della Daytona 500 da parte di Dale Earnhardt Jr rivitalizza l’interesse per la maggiore categoria motoristica americana, un po’ in affanno in questi ultimi anni. Con l’introduzione di un nuovo format della Chase, che renderà il finale di campionato a dir poco eccitante, la stagione 2014 della NASCAR rischia di essere una delle più emozionanti degli ultimi anni. Se la prima gara stagionale, la Daytona 500 appunto, ha regalato tante emozioni, al contrario di quella dell’anno passato, ricordata come una delle più asettiche di sempre, allora preparatevi ad una stagione col botto. 

Durante la 500 miglia, abbiamo anche assistito alle prime scaramucce stagionali tra i due rookie più importanti: Austin Dillon e Kyle Larson. Sono sicuro che i due se le daranno di santa ragione durante il prosieguo della stagione.

Volenti o nolenti, la NASCAR ha estremamente bisogno delle vittorie di Dale Earnhardt Jr per attirare quella fan base che vuole vedere vincere il pilota di Kannapolis. Non bisogna dimenticare, infatti, che la JR Nation rappresenta una larga, se non larghissima, fetta di fan base dell’associazione di Daytona Beach e, il più delle volte, quegli stessi fan rappresentano i nostalgici del passato e/o dei tempi in cui assi del calibro di Richard Petty, Dale Earnhardt, Bobby e Davey Allison correvano e regalavano gare leggendarie al pubblico presente sugli spalti e davanti alla TV.

Se il mio voto per la Daytona 500 dell’anno passato è un D-, quello per l’edizione numero 56 è un convinto A, non solo per i motivi sopra citati ma per tutto quello che ne consegue.

On to Phoenix now…

Federico Floccari