Greg Zipadelli e lo Stewart-Haas Racing si aspettano Smoke fuori per almeno un mese

Nel corso dell’intervista rilasciata alla NASCAR insieme a Max Papis, Greg Zipadelli, Competition Director dello Stewart-Haas Racing, ha offerto degli aggiornamenti sulla situazione del team dopo l’infortunio di Tony Stewart e ha chiarito alcuni punti in merito a quelle che saranno le prossime mosse del team.

Innanzitutto lo stato di salute di Smoke: il campione di Columbus è stato operato immediatamente per stabilizzare la frattura di secondo grado – quindi presumibilmente non esposta – di tibia e perone della gamba destra. Sarà però necessaria un’ulteriore operazione e 24/48 ore prima di avere un quadro preciso dei tempi di recupero. Quello che Zippy si aspetta è di dover, come minimo, trovare un sostituto per un orizzonte temporale che copra le tre settimane successive alla gara di Watkins Glen, per la quale è stato reclutato in un lampo il nostro Max Papis.

L’accordo con il pilota italiano è arrivato molto rapidamente ed è stato favorito dall’ottimo lavoro che Mad Max ha svolto quest’anno in fase di sviluppo delle vetture per circuiti stradali dello Stewart-Haas Racing. L’obiettivo del team per le prossime gare sarà cercare di accedere alla Chase per gli Owners e il pilota che prenderà il volante dopo Papis sarà fondamentale. Non ci sono tuttavia novità in merito al nome del driver che si accomoderà sulla #14, anche se probabilmente arriveranno nei prossimi giorni.

“Sappiamo tutti che Tony ama prendere parte a queste gare” ha detto Zipadelli. “Sappiamo che per lui è come giocare a golf, andare a caccia o a pesca. La differenza sta nelle maggiori responsabilità che lo investono se si pensa al rapporto con gli sponsor e con le altre persone in generale, e è qui che la faccenda diventa difficile.”

“Penso ce lo renda migliore in quello che fa con noi, ma ovviamente lascia la porta aperta a situazioni come questa. Credo che con tutte le gare che ha fatto fino ad ora, siamo fortunati a trovarci solo ora in queste circostanze. Ne parleremo insieme e decideremo quello che è meglio per lo Stewart-Haas Racing e i suoi partners”.

La situazione è fluida anche per quanto riguarda il futuro e le abitudini di Tony Stewart, dunque. Se da un lato ci potrebbe essere una certa pressione, soprattutto da parte degli sponsor affinché Smoke limiti le sue apparizioni al di fuori delle serie NASCAR, dall’altro bisognerà anche fare i conti con il carattere del pilota, non certo abituato a farsi dire come comportarsi, e con il suo status di “globetrotter” e ambasciatore del motorsport americano. Un fattore che è parte integrante del “personaggio” di Stewart e che lo rende amatissimo sia dal pubblico che dalle aziende.

C’è da sperare, piuttosto, che i recenti crash avvenuti nelle gare per Sprint Cars, i quali hanno avuto anche risvolti drammatici come nel caso di Leffler e Kramer Williamson, diano un bell’impulso al miglioramento delle condizioni di sicurezza passiva delle auto, per far sì che tutti i piloti possano continuare a cimentarsi al volante del mezzo che preferiscono.

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