Homestead preview: la NASCAR arriva al gran finale!

Ci siamo: l’Homestead-Miami Speedway ospita anche quest’anno il fine settimana decisivo della tre serie nazionali NASCAR per l’ultimo appuntamento di una stagione lunghissima, che come da tradione è partita dalla Florida per concludersi nuovamente sul Golfo del Messico.

I titoli ancora in ballo sono sostanzialmente due, anche se per Jimmie Johnson la conquista del sesto alloro in carriera (!) sembra più che altro una formalità.

Camping World Truck Series

homestead_miami_cA scendere in pista sull’ovale da 1.5 miglia di Miami saranno per primi i Trucks della NASCAR Camping World Truck Series, che nella notte tra venerdì e sabato (partenza alle 2 italiane) si affronteranno nella Ford Ecoboost 200. Matt Crafton, forte di un vantaggio di 46 punti su Ty Dillon, deve solo prendere il via per garantirsi il suo primo titolo nella serie riservata ai Trucks e vivrà l’appuntamento di Homestead come una vera festa, pur puntando a centrare almeno il 18esimo posto, in modo da regalare al ThorSport Racing il titolo Owners.

“Ho preso in considerazione l’idea di dormire in una macchina a noleggio qui fuori per essere sicuro di prendere il via,” ha detto Crafton. “In ogni caso mi sento piuttosto tranquillo perché anche se non dovessi correre, Ty dovrebbe comunque battere trenta piloti e vincere la gara”.

Nationwide Series

La Nationwide Series sarà  il campionato a offrire la lotta dall’esito più incerto per quanto riguarda la classifica generale. A separare Austin Dillon e Sam Hornish Jr. ci sono infatti appena otto punti e i due  probabilmente si marcheranno stretto per tutta la Ford Ecoboost 300 (sabato ore 22:30 italiane). Se la gara, come accaduto già 25 volte su 32 quest’anno, potrebbe essere ancora una volta una questione tra piloti della Sprint Cup, è anche vero che inserirsi in questa lotta potrebbe risultare decisivo soprattuto per Hornish, la cui unica vittoria del 2013 è arrivata al Las Vegas Motor Speedway nel mese di marzo. Il pilota del Penke Racing  è alla disperata ricerca di un titolo che premierebbe i grandi sforzi fatti negli ultimi anni nel passaggio dalla Indycar alle stock-cars, un titolo che Sam spera poter valere anche un volante in Sprint Cup.

“Una delle cose che mi dà fiducia per questo week-end è vedere che andiamo forte sugli ovali da 1.5 miglia, a cui si aggiunge il fatto che siamo venuti qui a effettuare un test,” ha detto. “Dobbiamo fare del nostro meglio, perché anche se vinceremo, a Austin basterà arrivare terzo per vanificare i nostri sforzi”.

Discorso diametralmente opposto per il 23enne Austin Dillon, il quale ha un posto sicuro in Sprint Cup che lo aspetta, si garantirebbe il titolo con un terzo posto, o un quarto con almeno un giro in testa, e deve più che altro dimostrare di saper reggere la pressione per conquistare anche la Nationwide Series, dopo la Truck Series vinta nel 2012, pur senza un successo parziale in stagione.

“Sono felice che sia l’ultima gara dell’anno. Credo che dovremmo puntare a vincere,” ha detto un Dillon comunque agguerrito. “Quest’anno non abbiamo mai vinto e concludere la stagione con un successo e con il titolo sarebbe fantastico.”

Sprint Cup Series

homestead-mapIl pezzo forte del fine settimana di Miami sarà ancora una volta la NASCAR Sprint Cup Series, che dopo la gara di Phoenix, arriva in Florida con Jimmie Johnson proiettato verso quello storico sesto titolo che gli consentirebbe, a partire dal 2014, di puntare a eguagliare il record di Richard Petty e Dale Earnhardt.

Il campione di El Cajon si presenta al via della Ford Ecoboost 400 (domenica dalle 21 italiane), come già accaduto in passato, senza la necessità di spingere a fondo. Dopo 9 gare della Chase in cui ha mantenuto un passo impressionante  – posizione media al traguardo di 4.7, posizione media in gara di 5.0 e driver rating di 127.7 – Johnson si presenta all’Homestead-Miami Speedway con 28 punti di vantaggio su Matt Kenseth, ma non può esattamente dormire tra due guanciali. L’ovale di Miami non è infatti tra i suoi prediletti e nelle ultime due stagioni ha chiuso la gara finale in 32esima e 36esima posizione, portando la sua posizione media al traguardo a 15.3.

“Anche con un buon vantaggio in classifica non approccerò il week-end in modo differente. C’è ancora molta pressione su di noi e non sarà assolutamente facile,” ha detto Johnson. “Tutti sono ansiosi di darmi per campione, ma la gara deve ancora svolgersi e può succedere di tutto. Penso che nella NASCAR ci siano più variabili che in qualsiasi altro sport professionistico.”

Le variabili in questo caso si chiamano Matt Kenseth e Kevin Harvick. Il primo ha rifilato almeno 25 punti in classifica a Johnson all’Homestead-Miami Speedway solo due volte negli ultimi anni, conseguendo però una vittoria sull’ovale della Florida. La battuta d’arresto di Phoenix, forse l’unica vera debacle di una stagione pazzesca, potrebbe  però essergli fatale. Harvick, dal canto suo, vanta delle statistiche più che buone su tracciato – quarto miglior driver rating con 100.1 e quarta miglior posizione media in gara – ma appare decisamente improbabile che riesca a guadagnare qualcosa come 35 punti a Johnson, visto che gli è riuscito appena 7 volte in 433 gare. Entrambi hanno comunque l’unica opzione di spingere al massimo dal primo all’ultimo giro.

La Ford Ecoboost 400 potrebbe rivelarsi terreno di caccia ideale per Carl Edwards – il migliore del gruppo in ben otto statistiche, con un driver rating  di 119 – così come per Jeff Gordon, vincitore della gara di chiusura nel 2012. Attenzione anche a Martin Truex Jr., che può vantare un driver rating di 110.8.

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Gian Luca Guiglia