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Monster Energy Cup Series

La competitività sugli ovali da 1.5 miglia. Un problema per la NASCAR

Chi ha avuto occasione di seguire la AAA Texas 500 al Texas Motor Speedway domenica scorsa, ha avuto la netta impressione di una gara priva di eventi e dominata da un uomo solo: Jimmie Johnson.

Il problema, però, non è stato il dominio di Johnson in sé, bensì una corsa in cui ci sono stati pochi avvicenamenti in testa e pochissimi sorpassi in pista. Per farla breve, è stata la classica gara da circuiti da 1,5 miglia, o “Cookie Cutter”, che ormai rappresentano una larga fetta del calendario della NASCAR.

La stessa associazione di Daytona Beach ha ammesso che bisogna senza dubbio migliorare la qualità delle corse su questi tracciati e, infatti, lo scorso mese sono stati effettuati dei test al Charlotte Motor Speedway con un nuovo pacchetto di regole che verranno ulteriormente studiate in galleria del vento e al simulatore per capire quali, come l’eliminazione dell’altezza minima da terra, potrebbero essere implementate già nel 2014.

Due settimane fa, dopo aver visto la gara di Martinsville, forse la più bella della stagione, mi è sorta una domanda spontanea: perché non introdurre più short track e levare una data a certi ovali, come il Texas Motor Speedway? Personalmente, mi sembra assurdo che ovali storici come Rockingham o North Wilkesboro non abbiano un centesimo per ospitare una gara e la stessa NASCAR dovrebbe fare di più e metterci anche qualche dollaro di tasca sua per incentivare il ritorno della categoria automobilistica più seguita d’America su tracciati ricchi di tradizione e situati per la maggior parte nel Sud-Est degli USA. La fan-base, in gran parte residente in quelle zone, sarebbe a dir poco contenta se non in visibilio.

Nel corso di questi anni, molti fan di vecchia data hanno lasciato la NASCAR anche per questo motivo: l’abbandono e il distaccamento dalle proprie radici per questioni di puro profitto.

I cookie-cutters di oggi non rappresentano altro che il boom che la NASCAR ha avuto a meta anni 90/inizio anni 2000 con posti come l’Auto Club Speedway che sembrano opere faraoniche e che oggi, invece, si ritrovano in difficoltà a riempire le proprie tribune. Per lo meno, se si vuole continuare a correre su tracciati come Charlotte o Texas, si dovrebbero accorciare le distanze della gara da 500 a 400 miglia come è già stato fatto per Pocono. Credo che lo spettacolo in pista ne beneficerebbe.

Come abbiamo già potuto osservare, l’anno prossimo il calendario della Sprint Cup Series non propone nulla di nuovo. Personalmente, spero che nel 2015 ci sia un radicale cambiamento nella schedule e che la NASCAR  si decida a cambiare alcuni appuntamenti della Chase aggiungendo più short track e togliendo allo stesso tempo agli ovali da 1,5 miglia almeno una data che ad oggi sembra veramente inutile. L’esperimento che si sta facendo nella Truck Series con la gara di Eldora promette bene. Speriamo!

Federico Floccari


 

 

Di Federico Floccari

Dal mio nickname si possono capire già moltissime cose. Per me la NASCAR è uno stile di vita, non solo un semplice sport. Seguitemi su Twitter (@NASCARCountryUS) se volete veramente saperne di più sul mondo delle stock-cars americane e non solo. Qui, su Motorsportrants, scrivo solo ed esclusivamente sulla NASCAR e non me ne pento. Anzi.