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La Gen-6 car si dimostra una vettura davvero competitiva

L’unica certezza alla presentazione della vettura di sesta generazione della NASCAR era quella di una macchina che soddisfaceva tutti dal punto di vista estetico, con l’intento di riavvicinare esteticamente le stock-cars alle macchine in produzione.

Il grande punto di domanda sulla nuova macchina era la competitività in pista. Ci si domandava se avrebbe facilitato i sorpassi in pista e avrebbe reso le gare, soprattutto quelle sugli ovali da un 1,5 miglia, più esaltanti e meno “noiose”, se si può usare questo termine.

Dopo 9 gare su 36, esattamente un quarto di stagione, bisogna dire effettivamente che l’azione e lo spettacolo in pista sono decisamente migliorati con la nuova vettura rispetto a ciò che si era visto allo stesso punto della stagione dell’anno scorso, quando i fan cominciavano a lamentarsi di quanto le gare della Sprint Cup erano diventate monotone. Personalmente, sono rimasto colpito soprattutto dal fatto che in queste prime 9 gare ci sono state poche vittorie che sono arrivate con un gran margine di distacco rispetto al secondo classificato, segno che ogni gara è stata veramente tirata fino alla bandiera a scacchi.

Le parole di Clint Bowyer dopo la gara di Richmond dicono tutto: “Devo ammettere che, chiunque abbia progettato questa macchina, dovremmo assolutamente baciarlo e ringraziarlo ogni settimana. E’ una vettura che sta creando drama… non vedevo delle corse così tirate da anni, forse da quando ho debuttato nella NASCAR nel 2004″… Quando lasci il tracciato e vedi gente in lacrime perché il loro pilota preferito ha vinto e altre perché il loro pilota ha picchiato o ha perso la gara per pochi centesimi, capisci che è la passione dei fan e la nostra (dei piloti) che ci fa andare in pista ogni weekend. E’ semplicemente stupendo”.

Anche le statistiche dimostrano che dopo un quarto stagione lo spettacolo è senza ombra di dubbio aumentato rispetto allo stesso punto della scorsa stagione:

– Ci sono stati 1,203 sorpassi in più in regime di bandiera verde.
– Il margine medio di vittoria è di .634 secondi, comparato al 1.759 secondi dello scorso anno.
– Il 49,9% delle vetture finisce a pieni giri contro il 38.2% dell’anno passato.
– La percentuale delle macchine che arrivano al tragurdo è del 3% in più rispetto all’anno passato. In questa stagione siamo all’ 83.2%.

Tutti numeri che dopo un quarto di campionato fanno ben sperare per gli altri tre quarti di stagione.

Il prossimo test è Talladega, dove tutti siamo impazienti di vedere come la nuova vettura si comporterà. Il two-car tandem, stile adottato dai piloti sui Superspeedway negli ultimi anni per scappare dal “gruppo” e decisamente criticato dai fan, è stato eliminato dalla NASCAR l’anno scorso grazie alle nuove regole aerodinamiche imposte ai team. Purtroppo, il risultato è stato quello di creare un “big-pack” che ha portato al mega incidente di ottobre a Talladega dove Stewart ha criticato pesantemente la “pack racing” e ha incitato ad un cambiamento radicale.

Secondo me, per quanto riguarda la gare restrictor-plate, si dovrebbe tornare all’era pre-CoT, ovvero prima del 2008, quando in pista si vedeva contemporaneamente la pack racing, non troppo esagerata, e duelli emozionanti side by side anche tra sole due vetture che facevano letteralmente impazzire i fan sulle tribune.

Di seguito, vi posto la gara ideale che secondo me riassume come dovrebbero ritornare le gare restrictor-plate, la Daytona 500 del 2007.

Federico Floccari

Di Federico Floccari

Dal mio nickname si possono capire già moltissime cose. Per me la NASCAR è uno stile di vita, non solo un semplice sport. Seguitemi su Twitter (@NASCARCountryUS) se volete veramente saperne di più sul mondo delle stock-cars americane e non solo. Qui, su Motorsportrants, scrivo solo ed esclusivamente sulla NASCAR e non me ne pento. Anzi.