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La NASCAR chiede 1 miliardo di dollari per 10 anni per chi vorrà rimpiazzare Sprint

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La NASCAR ha annunciato che chiederà 1 miliardo di dollari per 10 anni (100 milioni all’anno) a chi sarà disposto a prendere il posto di Sprint come sponsor della serie maggiore a partire dalla stagione 2017.

L’associazione di Daytona Beach, attualmente, ha incassato dal 2004 al 2010 la bella cifra di circa 75 milioni di dollari all’anno con l’accordo fatto nell’ormai lontano 2004 con Nextel, prima che la stessa diventasse Sprint nel 2008. Nel 2011, però, con il calo progressivo degli ascolti TV e con gli spettatori in calo durante il weekend di corse, Sprint ha rinegoziato in ribasso l’accordo con la NASCAR pagando circa 50 milioni di dollari all’anno.

L’accordo con Sprint è il più costoso fra tutti gli sport nel Nord America. La NASCAR pensa di usare lo stesso approccio di quando è stata costretta a rimpiazzare Nationwide con Xfinity lo scorso anno, dando l’incarico ad agenzie esterne affinché la potessero aiutare a cercare la società giusta con cui fare affari.

L’accordo arriva in un momento in cui molti sponsor nel mondo del motorsport stanno tagliando la corda, ma l’esclusiva di avere lo sponsor come titolo di una serie è ancora molto allettante nell’industria del business.

Brian Corcoran, ex- NASCAR executive e ora presidente della Shamrock Sports & Entertainment, crede che la via che la NASCAR debba seguire sia quella del mondo della tecnologia, delle polizze assicurative e del marketing online come potenziali categorie per attrarre un nuovo sponsor, dato che il mondo delle telecomunicazioni è già stato bruciato con la partnership con Sprint.

Trip Wheeler,  president of Speedway Benefits Inc., è d’accordo con Corcoran aggiungendo che la NASCAR ha bisogno di vedere molto lontano nel tempo cercando di fare una partnership quanto più efficace possibile. “Io mi preoccuperei per il 2030 non per il 2015,” ha dichiarato Wheeler. “Come posso mantenere gli ascolti ad un livello accettabile e far continuare la gente a parlare del nostro Sport come nel 2005, quando ci fu il boom?”

Se la NASCAR non riuscirà ad assicurarsi un vera compagnia leader nel business globale, Wheeler pensa che l’associazione di Daytona Beach dovrebbe virare verso un brand emergente come lo fu Nextel nel 2004. Le prossime settimane saranno decisive.

Federico Floccari

Di Federico Floccari

Dal mio nickname si possono capire già moltissime cose. Per me la NASCAR è uno stile di vita, non solo un semplice sport. Seguitemi su Twitter (@NASCARCountryUS) se volete veramente saperne di più sul mondo delle stock-cars americane e non solo. Qui, su Motorsportrants, scrivo solo ed esclusivamente sulla NASCAR e non me ne pento. Anzi.