La NASCAR respinge le polemiche per le 22 infrazioni in pit road a Pocono

Le 22 penalità per eccesso di velocità nella corsia box, comminate domenica dalla NASCAR nel corso della FedEx 400, hanno lasciato l’amaro in bocca a molti dei piloti coinvolti, ma la spiegazione ufficiale dell’accaduto respinge le polemiche.

Delle 22 infrazioni per eccesso di velocità, un nuovo record per la Sprint Cup, che va a infrangere quello stabilito in Kansas nel 2006 con 14, la maggior parte, 18, sono state commesse nella prima parte di gara e hanno riguardato 14 diversi diversi piloti. Quasi tutte, 19 su 22, sono state rilevate in uscita dalla pit road, una circostanza che ha indotto piloti e crew chief a concentrarsi sul segmento finale della corsia.

I più penalizzati sono stati Travis Kvapil, con quattro “multe”, e David Reutimann con tre, ma molti altri piloti sono stati “beccati” due volte. Tra di loro anche Jimmie Johnson, che è stato costretto ad una bella rimonta fino al quarto posto.

Le vetture NASCAR non hanno contachilometri e/o limitatore di velocità, ragion per cui la velocità di percorrenza della pit road viene rispettata mantenendo una certo numero di giri motore con un certo rapporto del cambio, risultante in un velocità precedentemente calcolata dai team. La NASCAR rileva le velocità dividendo la pit road in settori, delimitati da delle linee di controllo, dette timing lines, e dividendo i tempi di percorrenza di ogni settore per la lunghezza del settore stesso, con una tolleranza di a 4.99 miglia orarie. A Pocono la velocità media obbligatoria ai box è di 55 miglia orarie.

Questo sistema ha dato adito a una ricerca estrema da parte dei crew chief, che ovviamente ambiscono a guadagnare il più possibile in pit road, e a scelte strategiche anche nella scelta della piazzola di sosta, perché effettuare il proprio pit stop a cavallo di una timing line consente di violare il limite di velocità, senza essere penalizzati, in ben due settori.

La mappa delle timing lines viene distribuita a tutti i team ogni settimana, per mettere tutti sullo stesso piano, e quella di Pocono è cambiata con i lavori di ammodernamento effettuati al “Tricky Triangle”, con i settori che sono passati da 10 a 11, l’ultimo dei quali è passato da 59 a 83 piedi.

Il gran numero di penalizzazioni in uscita dalla pit road durante la FedEx400 ha inizialmente fatto pensare ad un problema tecnico con una delle timing lines, come ha sottolineato Johnson:

“C’è un settore da qualche parte che non è normale” ha detto dopo la gara. “Sono stato beccato due volte, e so che anche altri sono stati penalizzati. C’è qualcosa che non va con il sistema di rilevamento e con la linea gialla alla fine della pit road. Di solito, quando arrivo alla linea gialla, affondo il piede. L’ho fatto la prima volta e sono stato penalizzato. La seconda volta ho aspettato finchè non ho passato la linea con il posteriore della vettura, ma siamo stati penalizzati ancora. Vedremo di capire cosa è successo.”

Piuttosto contrariata anche la reazione di Brad Keselowski, penalizzato per due volte, di cui una nelle fasi finali di gara: “C’era un settore dove la maggior parte di noi è stata penalizzata. E’ piuttosto ovvio che in quel settore c’era qualcosa che non andava, perch entrambe le volte ero ben al di sotto del limite, secondo i miei strumenti, ma sono stato beccato lo stesso. Ho viaggiato a velocità costante per tutta la pit lane, per cui se ero troppo veloce in quel settore, avrei dovuto esserlo anche in altri. Penso che sia evidente che qualcosa non ha funzionato nel sistema di controllo.”

[quote_box]“La nostra posizione è quella che è sempre stata: da linea gialla a linea gialla.Non c’è niente che non funziona nel sistema di controllo… è quello che è.”[/quote_box]

La reazione ufficiale della NASCAR attribuisce però le penalizzazioni all’esasperata ricerca di un vantaggio da parte dei team, che potrebbero essere stati colti di sopresa dai cambiamenti apportati alla pista.

“La nostra posizione è quella che è sempre stata: da linea gialla a linea gialla” ha detto Robin Pemberton, vice president of competition della NASCAR. “Questa pista è stata pesantemente riconfigurata rispetto allo scorso anno. La pit road è completamente nuova, così come la disposizione delle timing lines. Le linee sono state spostate e i settori sono più corti dello scorso anno, e poi l’ultimo è più grande.”

“Il punto è che ogni settimana, quando arriviamo in pista, c’è una mappa che mettiamo a disposizione dei crew chief. Qualcuno la prende, altri misurano per conto proprio la distanza tra le linee, altri ancora partono dalle misurazioni dello scorso anno. Mettiamo delle linee di controllo in pista ed è una questione di matematica. Non c’è niente che non funziona nel sistema di controllo… è quello che è.”

Sicuramente però alcuni crew chief hanno reagito più rapidamente di altri alle prime penalizzazioni, avvisando i piloti di tenersi un bel margine di sicurezza nell’affrontare la parte finale della pit road, come testimonia la dichiarazione nel dopo gara di Jason Ratcliff, crew chief di Joey Logano.

“Per fortuna uno dei miei ingegneri ha analizzato la situazione e ha capito che riguardava l’ultimo settore, il che è una cosa comune. Voglio dire, succede spesso che i piloti arrivino vicini alla linea gialla e cerchino di accelerare un po’ prima. Il decimo settore era appena oltre la piazzola numero 1, la nostra, per cui per fortuna non potevamo acquisire sufficiente velocità in uscita per essere penalizzati, ma ovviamente abbiamo ricordato, sia io che lo spotter, a Joey di stare attento, ogni volta che è entrato in pit road.”

Ora sarò interessante capire quali accorgimenti prenderanno i team in vista della seconda gara di Pocono, in programma per il prossimo 5 agosto.

“Quando tornermo qui fra qualche settimana” ha detto Ratcliff. “Avremo sicuramente una nota in più da studiare. Se non riusciremo ad avere la prima piazzola, dovremo stare attenti al settore 10.”

Stay Tuned!