La NASCAR riduce ad uno i tentativi di GWC a Talladega

Talladega, AL - May 04, 2014:  The NASCAR Sprint Cup Series teams take to the track to practice for the "Aaron's 499" at Talladega Superspeedway in Talladega, AL.

La NASCAR ha fatto sapere che ha ridotto da tre ad uno i tentativi sotto regime di green-white-checkered in occasione della gara di questo weekend al Talladega Superspeedway.

A partire da questo weekend, i piloti avranno un solo tentativo per far finire la gara sotto bandiera verde, se, invece, ci sarà un’altra bandiera gialla durante il primo tentativo di GWC, la corsa finirà sotto caution e il gruppo verrà congelato. Il cambiamento verrà subito messo in pratica in occasione della CampingWorld.com 500 – sesta gara della Chase e ultima del round dei 12 – di questa domenica a Talladega e anche durante l’appuntamento della Camping World Truck Series, la Fred’s 250 presented by Coca-Cola di sabato prossimo.

“A seguito di un intenso dialogo  con i piloti e con i team, abbiamo alla fine deciso di cambiare una regola importante in occasione del weekend al Talladega Superspeedway,” ha dichiarato Steve O’Donnell, NASCAR Executive Vice President and Chief Racing Development Officer. “Nella possibilità che la gara vada oltre la sua normale distanza a causa di una caution, ci sarà solo un tentativo in regime di green-white-checker finish. Teniamo molto sul serio la responsabilità di avere sia un finale spettacolare ma allo stesso tempo sicuro e siamo sicuri che questo sia un passo decisivo verso tutto ciò.”

Brad Keselowski, tre volte vincitore a Talladega, è uno tra quelli favori alla riduzione del numero di tentativi del green-white-checkered sia a Talladega che a Daytona.

“Penso che non sia una cosa malvagia,”  aveva detto Keselowski lo scorso 6 ottobre. “Andiamo lì per correre 500 miglia, e se corri 500 miglia e finisce sotto bandiera gialla, sembra brutto. Quindi, si dà un altra possibilità e se va bene vedi i fans contenti mentre se tornano a casa perché hai regalato loro un gran finale. Se va male, ci abbiamo provato.”

Federico Floccari