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La Sprint Cup arriva a Pocono per 400 miglia di velocissime incognite

Sarà una gara ricca di novità quella che si disputerà domenica al Pocono Raceway: oltre ad una distanza scesa a 400 miglia, i piloti della Sprint Cup dovranno affrontare anche un nuovo manto d’asfalto, che ha reso il circuito della Pennsylvania velocissimo e decisamente diverso rispetto al passato.

IL CIRCUITO

Il Pocono Raceway costituisce la dimostrazione scientifica che i tracciati ovali non sono tutti uguali. Per la precisione, si può parlare di un tri-ovale, non a caso conosciuto come “Tricky Triangle”, da 2.5 miglia adagiato nei boschi della Pennsylvania, a due passi da New York City e da Philadelphia. Questo gigante tutto particolare ha tre curve completamente diverse una dall’altra, collegate da tre rettilinei, ovviamente uno diverso dall’altro.

Costruito a partire dal 1969 nei boschi della Pennsylvania, il circuito è stato inaugurato nel 1971 e dal 1974 ospita la categoria regina della NASCAR. Dal 1983 poi, il Pocono Raceway è sede di due gare, una primaverile e una estiva.

La prima Purulator 500 è stata vinta guardacaso da Richard Petty, che però non guida la classifica dei pluri-vincitori, in vetta alla quale ci sono Bill Elliott e Jeff Gordon, con cinque vittorie a testa, seguiti da Denny Hamlin, Tim Richmond, Rusty Wallace e Darrell Waltrip, fermi a quota quattro.

In fondo al lunghissimo rettilineo principale (1140 metri circa) c’è una curva, T1, da 14 gradi di banking, disegnata sul modello del vecchio Trenton Speedway, chiuso nel 1980, che immette su un dritto da 931 metri. Al termine di questo rettilineo si trova T2, la “Tunnel Turn”, che riprende il disegno delle curve di Indianapolis con i suoi 8 gradi di banking e rappresenta una vera e propria sfida per velocità e difficoltà nel percorrerla sempre nello stesso modo e lanciarsi al meglio lungo lo shortstretch da 542 metri e affrontare la frenata decisa per entrare in T3, la curva più lenta del tracciato, “copiata” dal Milwaukee Mile, piatta e lunga con i suoi 6 gradi di banking, a sua volta fondamentale per presentarsi al meglio sul traguardo.

Nel corso dell’inverno la pista è stata riasfaltata e gli ultimi test hanno mostrato delle velocità di percorrenza decisamente alte, ragion per cui è quasi certo che le prove di qualifica per la Pocono 400 vedranno cadere il record del tracciato, stabilito nel 2004 da Kasey Kahne a 172.533 miglia orarie di media.

IL SETUP

Da un punto di vista del setup, il tracciato è un vero e proprio rompicapo, a causa del compromesso necessario per affrontare curve così differenti senza prestare il fianco a sorpassi, soprattutto all’ingresso di T1. Altro punto fondamentale in cui si possono sopravanzare gli avversari è T3, dove è possibile, con una buona percorrenza, affiancare chi precede, oppure guadagnare uno slancio sufficiente a prendere la scia sul rettifilo principale. La Tunnel Turn invece è un punto critico perché è da kamikaze ostinarsi a percorrerla appaiati, ma è importantissimo non sbagliarla per non farsi infilare in T3. Dallo scorso anno poi è stato modificato il regolamento inerente il cambio, per permettere ai piloti di scalare dalla quarta alla terza per affrontare curva 1 e 3, come accadeva prima del 2005, in modo da massimizzare la resa del motore sui rettilinei.

LA STRATEGIA

Tutta la gara sarà incentrata sul mantenere una posizione in pista il più avanzata possibile in vista del finale e sull’ottimizzare le soste ai box in modo da non trovarsi nelle retrovie dopo l’ultimo rifornimento. La lunghezza del tracciato, che permette di non essere doppiati in occasione del passaggio in pit road, unita a delle gomme Goodyear che si preannunciano durissime e costanti nel rendimento, indurranno tantissimi team a stare in pista il più possibile, attuando strategie tipiche più di un circuito stradale che di un ovale.

Anche il consumo di benzina avrà un ruolo chiave, specialmente in considerazione delle velocità di percorrenza più elevate. Ci vorrà poi anche una bella dose di pazienza, soprattutto in restart, visto che a detta dei piloti rappresenteranno una fase molto rischiosa della gara: l’imbuto di curva 1, piazzato subito dopo un rettilineo lungo cui si può viaggiare appaiati anche in cinque, potrebbe mietere diverse vittime.

Qualificarsi nelle prime posizioni rappresenterà un discreto vantaggio, perché permetterà di usufruire di un miglior flusso d’aria e di pianificare una strategia più conservativa.

I FAVORITI

La nuova configurazione del tracciato potrebbe tanto avvantaggiare i piloti che già hanno capito come sfruttare al meglio la vettura a Pocono, quanto rimescolare le carte in tavola, ma è difficile che piloti come Denny Hamlin, Jeff Gordon e Jimmie Johnson si facciano trovare impreparati.

Stando ai risultati che hanno preceduto la stesura del nuovo manto d’asfalto, il miglior driver rating del lotto spetta a Denny Hamlin, con 118.6, che a Pocono ha vinto 4 volte, ha una posizione media al traguardo di 9.7 e rappresenterà il punto di riferimento per tutti  colleghi.

Il principale rivale del pilota del Joe Gibbs Racing dovrebbe essere Jimmie Johnson, che sta attraversando uno straordinario momento di forma, ha vinto due volte al Tricky Triangle, ha assommato 14 top-10 in venti gare sul tracciato e vanta una posizione media sotto la bandiera a scacchi di 9.0.

Assente Kurt Busch, storicamente a suo agio a Pocono, l’unico altro pilota con un rating al di sopra del 100 è Jeff Gordon, che qui ha vinto a giugno dello scorso anno e potrebbe dare finalmente una svolta alla propria stagione, iniziando una rimonta simile a quella che ha visto protagonista lo scorso anno Brad Keselowski.

Il meglio piazzato dei piloti Ford sembra essere, almeno stando alle statistiche, Carl Edwards, mentre bisognerà tenere un occhio, come sempre, su Tony Stewart.

Tra gli outsider, attenzione soprattutto al trio del Michael Waltrip Racing e in particolare a Mark Martin.

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Di Gian Luca Guiglia

Classe: 1979
Mito: Jim Clark
Pilota preferito: Juan Pablo Montoya
Piloti nel cuore da corsa: Tony Stewart, Jim Clarck, Stirling Moss,Max Papis, Alessandro Zanardi e mille altri…
Pilota donna preferita: Simona de Silvestro
Circuito Preferito: Nordschleife
Circuiti nel cuore da corsa: Le Mans, Rouen, la vecchia Monza, la vecchia Spa
Auto preferita: Ferrari P4
Auto nel cuore da corsa: Ford GT40, Lotus 79, Tyrrell P34, Lotus 49, Porsche 917
Gare dal vivo: Fia GT, Superstars, WTCC, F.Renault, LMES Monza, NASCAR Phoenix e Las Vegas 2011
Gare da vedere un giorno dal vivo: 24h Lemans, 500miglia Daytona
Livrea Casco Preferito: Alex Zanardi, Carl Fogarty
Livrea auto preferita: Ford gt40 Gulf, Lotus 49 Gold Leaf
Gara preferita: Troppe
Gara nel cuore da corsa: Daytona 500 2008, Darlington 2003, Lemans 67
Riviste preferite: Autosport, Motorsport magazine.