Martinsville: Dominio Johnson, ma che gara per la Patrick e per Martin!

Domenica, al “Paper clip”, abbiamo assistito all’ennesima vittoria di Jimmie Johnson che ha conquistato per l’ottava volta il mitico “Grandfather’s Clock”, il trofeo destinato al vincitore di Martinsville.

La statistica che fa più impressione, pero’, è l’ottava affermazione del cinque volte campione della NASCAR nelle ultime 18 gare che si sono disputate a Martinsville. Un autentico dominio! Le parole del dopo gara di Jeff Gordon dicono tutto: “La cosa che più mi ha stupito è stata la pole… almeno una volta ci dava qualche chance partendo quindicesimo o giù di lì. Ora parte anche davanti e fa pure il record della pista.”

Con la vittoria sullo short track della Virginia, Johnson ha lanciato un messaggio a tutti facendo intendere che lui è ancora lì a combattere per il titolo, ma quale è stata la vera sorpresa domenica?

La risposta è molto facile: la gara di Danica Patrick! Perché? La Patrick non è solamente finita dodicesima, che già di per se sarebbe un ottimo risultato per un pilota alla sua prima esperienza a Martinsville,  ma soprattutto ad un certo punto della gara, la pilota dello Stewart-Haas Racing era ben due giri sotto e con grande pazienza, nonché con la giusta aggressività, è riuscita persino a finire davanti ai due compagni di squadra, Tony Stewart e Ryan Newman, oltre che davanti a Dale Eanrhardt Jr.. Roba che non si vede tutti i giorni.

Per la pilota della Chevy #10, si è trattato del miglior piazzamento dopo la gara di Daytona. Tutti, infatti, si aspettavano una gara in cui la Patrick avrebbe avuto solo delle difficoltà. Ma lei ha dimostrato il contrario.

Quindi, verrebbe da dire, è stata solo fortunata? E’ difficile pensare che a Martinsville qualcuno sia fortunato. E’ un circuito tecnico e per Danica, essere stata nel giro del leader negli ultimi 200 giri, ha rappresentato molto e bisogna darle credito.

Comunque, non sorprendetevi se la Patrick, già dalla gara di Texas, finirà qualche giro sotto e oltre la 30esima posizione. Tutto ciò fa parte della cosidetta “steep learning curve” ovvero degli alti e bassi che si hanno durante la fase di apprendimento di una serie difficile come è la Sprint Cup.

L’altro pilota che ha dimostrato di essere, nonostante l’età, ancora più che giovane, è senza ombra di dubbio Mark Martin! Il 54enne veterano della NASCAR ha sostituito, questo weekend, l’infortunato Denny Hamlin al volante della Toyota Camry #11.

Nonostante le prime fasi di gara molto difficili, Martin non si è abbattuto. Anzi: dopo un pit-stop non perfetto, Mark si è trovato un giro sotto il leader e oltre la 20esima posizione, ma la tenacia e la passione che Mark mette nelle gare a cui partecipa è unica! E’ è riuscito a rimontare fino a finire in decima posizione, concludendo così una giornata dove è stato chiaro a tutti che non era perfettamente a suo agio. Bravo Mark!

Bocciato senza dubbio il Roush Fenway Racing che, clamorosamente, è stato ben al di sotto delle aspettative in questa gara.

Federico Floccari

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