Motori, gomme, aerodinamica, calendario: grossi cambiamenti in arrivo per la Sprint Cup

Bojangles' Southern 500

Durante un viaggio in Iowa, Steve O’Donnell ha annunciato in un’intervista al Des Moines Register che la NASCAR ha reso note ai team le modifiche intende apportare alla Sprint Cup Series a partire dal 2015, sfruttando il vento di rinnovamento dei nuovi accordi televisivi e i buoni riscontri – almeno in termini di competizione in pista – ottenuti con il pacchetto 2014.

La NASCAR conta di poter annunciare pubblicamente le decisioni prese in occasione della All-Star Race di Charlotte del 17 maggio.

Motori, gomme, aerodinamica, calendario: tutti i tavoli sono aperti in vista della prossima stagione, ma bisognerà vedere se la NASCAR saprà ritoccare per il verso giusto un equilibrio complesso che dà grossi grattacapi a tutte i campionati motoristici del mondo, alla costante ricerca di quelle emozioni che attirano pubblico e telespettatori.

Per quanto riguarda il capitolo motori, l’idea sembra essere quella di ridurre le potenze di un centinaio di cavalli, sotto due spinte principali: le alte velocità di punta e la volontà di allungare la vita dei motori, che attualmente esprimono tra gli 850 e i 900 CV e vengono sostituiti a ogni gara. Se le motivazioni di base possono essere condivisibili – nei recenti test al Michigan International Speedway le vetture hanno passato le 220 miglia orarie di velocità di punta e un certo contenimento dei costi non guasterebbe – altre esperienze hanno insegnato che, se non si sceglie il modo più azzeccato di intervenire, i costi rischiano più di salire che di scendere, e in questo momento, proprio quando gli start&parker serbano diminuire, obbligare i team a trovare ulteriori risorse potrebbe essere controproducente.

E poi a toccare i motori, come ha sottolineato Jimmie Johnson, si rischia di far salire le velocità in curva, come ampiamente dimostrato da esempi quali la MotoGP. A detta del sei volte campione della Sprint Cup, già nei test del Michigan, il propulsore depotenziato ha spinto in alto circa otto miglia orarie la velocità di percorrenza in curva perché il pilota non deve alzare troppo il piede, il che significa rendere più importante l’aerodinamica e più complicato procedere affiancati in curva, il tutto a detrimento dello spettacolo in pista. Agire sull’equilibrio tra gomme, telaio, aerodinamica e gomme non è certamente cosa semplice ed è ovvio che gestire potenza in eccesso rispetto a quello che telaio e gomme sostengono agevolmente mette in difficoltà i piloti e delizia il pubblico, ma è altrettanto ovvio che prima o poi anche la NASCAR dovrà pensare al futuro e farlo con l’appoggio dei costruttori – mai così collaborativi tra loro – è una chance che a Daytona non si vogliono lasciar scappare.

Johnson non è il solo ad essersi pubblicamente espresso contro la diminuzione della cavalleria, ma azzeccare il pacchetto è più una questione complessiva che di singoli provvedimenti, come bene ha espresso O’Donnell, che ha posto l’accento anche sulla necessità di pneumatici che si degradino maggiormente.

“Se si combina il pacchetto aerodinamico con la riduzione delle potenze e si fanno alcuni aggiustamenti, i piloti devono mollare il gas in ingresso curva e hanno migliori margini di manovra,” ha detto. “Uniamolo a delle gomme Goodyear un po’ più morbide e abbiamo un pacchetto completo”. Più facile a dirsi che a farsi?

Per aggiungere altra carne al fuoco c’è il calendario, che tanti, ma proprio tanti, vorrebbero largamente rivisto in occasione della partenza dei nuovi contratti televisivi nel 2015. Se Brad Keselowski è arrivato persino a proporre il suo personalissimo calendario, comprendente anche delle gare da disputare il mercoledì sera, molti suoi colleghi – da Clint Bowyer a Denny Hamlin allo stesso Johnson – hanno espresso il desiderio, che su Motorsport Rants condividiamo al 100%, di avere più short track in sostituzione di qualche ovale intermedio. Su questo O’Donnell è stato meno possibilista, sottolineando che in questo momento la NASCAR punta più a consolidare gli attuali appuntamenti che ad inserirne di nuovi. Diciamocelo, però, chi non scambierebbe una gara a Rockingham con una delle due al Chicagoland Speedway?

Il 17 maggio si avvicina: chissà cosa uscirà dal pentolone della famiglia France?

Stay Tuned!

Gian Luca Guiglia