NASCAR – Jamie McMurray, i problemi d’inizio stagione e il tornado a Joplin nel 2011.

Oggi, ci concentreremo su un pilota che sta tradendo un po’ le aspettative di inizio stagione di molti addetti ai lavori. Stiamo parlando di Jamie McMurray, nativo di Joplin, Missouri, attualmente nel Chip Ganassi Racing. Jamie , in passato, ha vinto corse prestigiose come, ad esempio, la 400 miglia di Daytona nel 2007 in un foto-finish con Kyle Busch, la gara autunnale di Talladega nel 2009 e, addirittura, la Brickyard 400 a Indy nel 2010. Cerchiamo di scavare nel passato e nel presente di Jamie per comprendere il momento difficile che il pilota della Chevy Impala #1 del Ganassi Racing sta vivendo, attraverso le sue dichiarazioni.

Domanda: La tua performance alla All-Star Race ti ha dato qualche indicazione sull’avanzamento del lavoro che tu stai facendo al Chip Ganassi Racing?

Risposta: “ Sicuramente si. La macchina di Montoya era molto diversa dalla mia , soprattutto per quanto riguarda il telaio. Non voglio entrare nei particolari ma , certamente, abbiamo avuto qualche difficoltà anche se siamo stati più veloci di Montoya. Il Charlotte Motor Speedway mi piace molto e sono molto ansioso di tornare a correre per vedere se gli aggiustamenti e i cambiamenti , che abbiamo fatto alla macchina, se ci abbiano portato qualche beneficio. Se qui, a Charlotte, non avremo nessun problema, allora anche a Dover ce la caveremo e non avremo nessun fastidio”.

D: E’ difficile essere pazienti mentre si sta vivendo una situazione di transizione, dopo tanti cambiamenti nella off-season, e con un processo di cambiamento che richiede tempo? Cosa ne pensi?

R: “Penso che non faccia bene a nessun membro del team sbandierare ai quattro venti l’avanzamento dei lavori all’interno dello stesso team. Ti posso dire che gli ingegneri, nelle officine, stanno lavorando molto duramente e che Chip sta investendo ancora di più per permetterci di tornare al top. Ritengo che sia desiderio di ognuno correre bene, ma per fare ciò, ci vuole molto lavoro e pazienza. Sapevo, durante la off-season, che ci sarebbe voluto molto tempo per trovare il bandolo della matassa ma non mi sarei mai aspettato di trovarmi così indietro a questo punto della stagione. Quest’anno, ci sono molte più cose in gioco. L’anno scorso non abbiamo cambiato molto, invece, quest’anno, abbiamo fatto dei grossi cambiamenti. Penso che non sia difficile essere pazienti quando si sa che il lavoro, anche se lentamente, sta procedendo”.

D: Qual è la differenza tra il Jamie McMurray vincitore a Charlotte nel 2002 e il Jamie McMurray del 2012? Qual è il cambiamento che avverti di più da pilota?

R: “ Penso di essere maturato, sebbene ancora commetta degli errori. Ma, sai, non si smette mai di imparare e mai di migliorare. Nel 2002, non avrei mai pensato che la NASCAR stesse lavorando a catturare la velocità in pit road con un sistema elettronico. Gli stessi pit-stop, ora, sono molto più veloci. Come pilota, penso sempre a quanto tempo sia passato e come tutti erano più giovani. Sembra passata un’eterità”.

D: Jamie, riguardo il tuo spotter Lorin Ranier, cosa ne pensi? Puoi raccontare come la vostra relazione si sia evoluta nel corso degli anni?

R: “Lorin è il mio spotter dal 2003, da quando faccio parte del Ganassi Racing. E’ stato il mio spotter per tre anni, poi sono andato al Roush Racing e, pur essendo sotto contratto con Ganassi, ha cercato sempre di aiutarmi. Poi anche lui si è trasferito al Roush Racing e quindi siamo ritornati insieme. Prende molto sul serio il suo lavoro. Ama le corse e lo stimo. Siamo sempre andati d’accordo anche nei momenti difficili come quello che sto attraversando quest’anno. Cerca sempre di comprenderti e non ti demoralizza mai. Una persona fantastica”.

D: Quanto ti ha aiutato il fatto di dare una mano ai tuoi concittadini di Joplin, colpiti dal tornado?

R: “Non lo so, ma quando sei nella NASCAR e hai tutti i riflettori puntati su di te, cerchi di usare le telecamere per creare un’immagine più positiva possibile di te stesso e della tua regione natia. Di solito quando torno a Joplin sono sempre circondato da telecamere e da giornalisti. I miei concittadini sono molto riconoscenti nei miei confronti e il mio sponsor , Bass Pro Shops, sta cercando di raccogliere denaro da donare in beneficenza alle vittime del tornado”.

Jamie aveva, infatti, creato un fondocassa, con la partecipazione di Bass Pro Shops/Tracker Marine, il suo sponsor, per cercare di aiutare il più possibile i senza tetto di Joplin, colpiti duramente da un devastante tornado di livello EF5 che ha , praticamente, distrutto il centro della città di Joplin compreso l’ospedale St.John causando danni per oltre 2 miliardi di dollari. McMurray è rimasto molto colpito da questa tragedia successa all’incirca un anno fa, il 22 maggio 2011. Inoltre, l’associazione di beneficenza, Convoy of Hope, aveva provveduto all’accaduto raccogliendo una quantità di viveri veramente imponente per la gente di Joplin grazie alla partnership con Jamie.

D: Jamie, quanto sei rimasto sorpreso dal così alto numero di persone che si è data da fare per il tornado?

R: “Nel mondo delle corse tutti si aiutano a vicenda che siano fan, media o gli stessi piloti. Per esempio, dopo il tornado di Tuscaloosa, Alabama, dello scorso anno, la NASCAR e i media si sono coalizzati per aiutare le popolazioni colpite dalla tragedia. La nostra community è straordinaria e di questo ne vado orgoglioso. Penso che sia nello spirito della stessa NASCAR e dei suoi fan aiutare e avere un gran cuore a dispozione di coloro che si trovano nei momenti di difficoltà”.

Vedremo come Jamie se la caverà nelle prossime settimane. La sua posizione media al traguardo, fino ad ora, è di 20.2, solo due top-10 e nessuna top-5. Medie non certo esaltanti per un pilota che partiva con l’obiettivo di entrare nella Chase.