Sprint Cup – Il pacchetto High Drag non ha funzionato

BROOKLYN, MI - AUGUST 16:  Matt Kenseth, driver of the #20 Dollar General Toyota, and Denny Hamlin, driver of the #11 FedEx Freight Toyota, lead the field during the NASCAR Sprint Cup Series Pure Michigan 400 at Michigan International Speedway on August 16, 2015 in Brooklyn, Michigan.  (Photo by Chris Trotman/Getty Images)
BROOKLYN, MI – AUGUST 16: Matt Kenseth, driver of the #20 Dollar General Toyota, and Denny Hamlin, driver of the #11 FedEx Freight Toyota, lead the field during the NASCAR Sprint Cup Series Pure Michigan 400 at Michigan International Speedway on August 16, 2015 in Brooklyn, Michigan. (Photo by Chris Trotman/Getty Images)

Il pacchetto high-drag non ha funzionato (per la seconda volta) dopo una 400 miglia in Michigan piuttosto piatta

Hai avuto la tua chance, NASCAR. Hai avuto due opportunità per perfezionare il pacchetto ad alto carico.

I risultati – però – sono chiari: il pacchetto ad “alto carico” aerodinamico  – preferito dai vertici della NASCAR – è stato un totale fallimento al suo debutto all’Indianapolis Motor Speedway lo scorso luglio e ancora nella giornata di domenica nella Pure Michigan 400 al Michigan International Speedway. Nonostante i buoni auspici della vigilia, non c’è stato nessun incremento nei sorpassi per la leadership, o addirittura in mezzo al gruppo.

I restart unica nota positiva

I restart sono stati l’unica cosa che ha creato un po’ d’azione nell’intera gara domenica, infatti, dopo tre o quattro giri, i distacchi tra le vetture si misuravano in diversi secondi non in lunghezze di una vettura. Avrebbe un diverso pacchetto cambiato il vincitore domenica? Probabilmente no, dato che Matt Kenseth aveva vistosamente la macchina da battere e nessuno – tranne il bravissimo Austin Dillon per pochi frangenti – è stato capace di impensierirlo. Per quanto riguardo il lato dell’intrattenimento, il pacchetto ad alto carico ha – a dirla con un grosso eufemismo- deluso tutte le più rosee aspettative della vigilia.

La cosa ancora più scoraggiante è il rifiuto collettivo da parte di tutti i piloti della Sprint Cup Series di commentare a riguardo. Quando uno o due piloti evitano di rispondere ad una specifica domanda, allora la risposta è sotto l’occhio di tutti ed è facilmente intuibile.

I piloti non toccano questo argomento e non gli piace che sia toccato

Quando uno o più piloti evitano – in maniera abbastanza palese – di rispondere ad una specifica domanda, sono due le cause possibili: o che gli è stato impedito dall’alto e o loro (i piloti) sanno che le conseguenze di una possibile dichiarazione sbagliata possono essere troppo alte. In sostanza, il gioco non vale la candela.

I commenti di Brad Keselowski – uno di quelli che parla di più e uno che ci tiene più di tutti al futuro della NASCAR – dicevano molto più di quello che effettivamente ha detto.“Non è mio diritto dirlo. Non è il mio sport, quindi qualunque cosa vogliano, noi correremo con quello. E’ il mio lavoro.”

Personalmente, mi sono domandato: “cosa????”

Quando il pacchetto a basso carico – quello preferito dai piloti –  aveva fatto il suo debutto in Kentucky lo scorso mese –  c’era stata un’accoglienza positiva e unanime da parte di tutti piloti, dei media e dai fan. Cosa è cambiato da allora?

La NASCAR e i piloti non si riuniscono a quattrocchi

L’unica eccezione che si è notata è stata la stessa NASCAR e il suo chairman, Brian France, è andato a un programma radiofonico nei giorni a seguire dicendo che l’associazione di Daytona Beach voleva vedere “più sorpassi.” Il pacchetto ad alto carico era la soluzione e anche dopo che aveva fallito a Indy, la NASCAR aveva detto che (il pacchetto) aveva bisogno di un’altra chance piuttosto che abbandonarlo per sempre dopo un unico tentativo.

Quindi, in sostanza, il primo pacchetto – quello preferito dai piloti, è stato messo da parte, mentre quello preferito dalla NASCAR aveva avuto una seconda chance.

Bene, la seconda chance è finita. Ora, la NASCAR si deve rendere conto che non può più fare di testa sua ma deve dare anche ascolto al parere dei piloti, dei media e dei fan. Riuscirà la NASCAR a percorrere questa via? Se la NASCAR deciderà di abbandonare il pacchetto usato in Kentucky – quello a basso carico aerodinamico, allora, significa che all’associazione di Daytona Beach importa solo ciò che si decide ai piani alti e non quello che viene espresso dai piloti o dalla fan base.

Il primo passo verso una via più giusta sarebbe quello che la NASCAR ammettesse con parole chiare che il pacchetto ad alto carico è stato un palese errore e che qualcun altro (i piloti, i fans e i media) hanno azzeccato la soluzione giusta.

Federico Floccari