Sprint Cup – Kenseth vince una Sprint Unlimited costellata di incidenti

The 3rd Annual Sprint Unlimited at Daytona

Se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, mettiamoci comodi, armiamoci di pop-corn e prepariamoci a una stagione della NASCAR Sprint Cup Series di quelle ad alta tensione. Matt Kenseth si è infatti imposto perentoriamente nella classica pre-stagionale della Sprint Unlimited, ma solo dopo essere “sopravvissuto” a quattro bandiere gialle – di cui due hanno portato anche alla bandiera rossa – in appena 75 giri di gara al Daytona International Speedway.

Il pilota del Joe Gibbs Racing, completamente a secco di vittorie nel 2014, ha cominciato alla grande la stagione, cogliendo il suo primo alloro nella gara extra-campionato della Florida grazie a un ottimo restart e a una difesa da manuale sul rientrante Martin Truex Jr., abilmente stoppato in curva 3-4 proprio mentre cercava di sfruttare un “effetto fionda” per scavalcare la Toyota #20.

Subito alta tensione

Con i regolamenti tecnici immutati per quanto riguarda Daytona e Talladega e un format di gara strutturato su due segmenti da 25 e 50 giri, la Sprint Unlimited ha regalato una bella dose di aggressività fin dal pronti-via. Vetture piuttosto “vivaci” e alte velocità hanno impegnato non poco i piloti che, spinti anche dall’assenza di punti al traguardo, hanno finito col dare vita a quattro incidenti spettacolari, terminando la corsa in 12 su 25.

Prima vittima della serata? Brad Keselowski. L’incolpevole pilota del Penske Racing è stato toccato da Kyle Larson e spedito verso l’interno della pista. Una volta toccata l’erba dell’infield, il muso della Ford Fusion #2 è letteralmente saltato per aria, scrivendo la parola “fine” sulla gara di Bad Brad.

Al giro 46  una lieve tamponata di Greg Biffle ai danni di Jamie McMurray ha dato origine a un big one in cui sono rimasti coinvolti, in un modo o nell’altro, quattordici piloti, tra cui anche il vincitore dell’anno scorso Denny Hamlin. Ci sono voluti 15 minuti di bandiera rossa prima di poter riprendere le ostilità.

Un’altra botta non indifferente ha visto protagonisti, tra gli altri, Tony Stewart, Kurt Busch e Greg Biffle. “Smoke” ha perso il controllo della vettura mentre era pressato da Kyle Busch, centrando Biffle e spedendolo duramente contro il muro interno del backstretch. Nulla di grave, se non per i danni riportati dalla Ford Fusion #16 e dalle altre cinque vetture coinvolte.

Il campionato deve ancora cominciare ed è già arrivato il primo acceso confronto in pit road. Kevin Harvick e Joey Logano si sono scambiati cortesie in pista nel giro rientro e hanno avuto un colloqui vivace nel dopo gara, sapientemente separati da due meccanici. Oggetto del contendere: un bump un po’ troppo deciso di Logano in curva, che ha spinto il campione in carica della Sprint Cup Series a muro nelle fasi finali della Sprint Unlimited.

 

Pit road automatizzata, arrivano le prime penalità

Con la Sprint Unlimited ha fatto il suo esordio anche il nuovo sistema “automatizzato” di rilevamento delle penalità in pit road, che ha fatto sparire di colpo tutti quei caratteristici commissari in divisa bianca. I primi a essere colti in flagrante sono stati Jamie McMurray – i suoi meccanici hanno saltato il muretto box prima che l’auto fosse ferma – e Clint Bowyer, che ha attraversato più di tre piazzole nel fermarsi ai box.

Sotto con la Daytona 500

Oggi a Daytona sarà la volta delle qualifiche che stabiliranno la prima fila della Great American Race di settimana prossima, mentre nella notte il campione della NASCAR europea Anthony Kumpen farà il suo debutto nella gara inaugurale della K&N Pro Series East al New Smyrna Speedway.

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Gian Luca Guiglia

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