Sprint Cup – perché Martinsville è stata la gara dell’anno

CS0pUGXUsAEaWiJ

Quando Brian France, NASCAR Chairman and CEO, aveva introdotto il nuovo formato della Chase nel 2014, aveva dichiarato che voleva avere momenti intensi difficili da dimenticare. Quando la notizia è arrivata ai piloti, si è subito capito che in pista prima o poi si sarebbe scatenato il caos, e la gara di domenica al Martinsville Speedway ne è stato un chiaro esempio.

Solo uno short track come quello della Virginia può offrire il tipo di gara che abbiamo visto ieri, pieno di sorpassi, toccate di vario genere, sportellate, ben 18 caution, un finale da pelle d’oca con Jeff Gordon in Victory Lane e il culmine del duello tra Kenseth e Logano dopo i fatti di Charlotte (a cui si riferisce il video sotto).

Proprio il duello tra Kenseth e Logano è quello che la NASCAR voleva meno ma allo stesso tempo è ciò che la maggior parte dei fans vuol vedere in pista. D’altronde, le faide in pista (a volte senza regole) sono ciò che hanno reso la NASCAR famosa in tutto il mondo e la principale ragione perché a tutt’oggi risulti essere la serie dove ancora “alcuni” atteggiamenti sono ancora leciti senza incorrere in penalità a volte assurde. In poche parole, i piloti sono ancora liberi di correre liberamente senza preoccuparsi troppo del regolamento.

Bastava “ascoltare” le urla dei fans ieri al Martinsville Speedway, al momento dell’uscita di Logano, che da soli valevano già il prezzo dell’intero biglietto. Quando ho visto quelle scene del pubblico in visibilio, con le mani alzate in aria, applausi, urla e incitamenti a Kenseth (eroe di giornata e dell’anno per molti), mi è sembrato di rivivere i momenti storici di quando ancora il compianto Dale Earnhardt correva insieme a gente come Richard  “The King” Petty, Cale Yarbourogh, Darrell Waltrip e molti altri…. che hanno fatto la storia di questo sport con i loro duelli, spesso se non peggio rispetto a ciò che Kenseth ha fatto a Logano domenica a Martinsville.

La vittoria di Jeff Gordon, poi, ha condito il tutto di un sapore ancora più magico e dolce, scaldando ancora di più i fans dello short track della Virginia con le tenebre che ormai la stavano facendo da padrone.

Il giro 454 dei 500 – dell’edizione 2015 della Goody’s Fast Pain Relief 500 – entrerà senza dubbio nella storia della NASCAR, nel bene o nel male, e non importa in quali penalità incorrerà Kenseth. L’importante, secondo me, è che la fan base è rimasta entusiasta dalla gara di ieri e per la NASCAR questo deve dire molto, in un periodo che non è certo il migliore per l’associazione di Daytona Beach sia a livello di rating TV che di popolarità negli USA.

Mancano solo tre gare alla fine della stagione e ne succederanno ancora delle belle. Domenica si corre in Texas e molti (addirittura) si aspettano un terzo round tra Kenseth & Logano semmai i due dovessero essere vicini in pista, magari anche in posizioni che contano per la vittoria finale.

Sembrerà essere una frase molto forte ma è questa la NASCAR, una serie dove se fai un torto a qualcuno, prima o poi dovrai aspettarti il cosidetto “payback”, ed è quello che Kenseth ha restituito domenica a Logano.

See y’all in Texas!

Federico Floccari