Sprint Cup – Johnson raggiunge Earnhardt Sr. ad Atlanta

Con un colpo da maestro nel finale e un ottimo restart in overtime, Jimmie Johnson si è imposto per la quinta volta in carriera all’Atlanta Motor Speedway, raggiungendo Dale Earnhardt Sr. a quota 76 vittorie in carriera.

Il sei volte campione della Sprint Cup Series, che ha salutato “The Intimidator” alzando tre dita al cielo nel giro d’onore, ha messo in campo una strategia azzardata e vincente per sottrarre il comando a un Kevin Harvick ancora una volta fortissimo sull’ovale da 1.5 miglia della Georgia, ma ancora una volta sconfitto sul traguardo.

“Una grande scelta da parte di Chad Knaus. Ci voleva della strategia per battere Kevin. Alla fine credevo davvero di forzare troppo sulle gomme, ma è andata bene,” ha detto Johnson, che si è anche assicurato un posto nella Chase. “E’ un vero onore essere in grado di appaiare Earnhardt. Me ne ero quasi dimenticato nella concitazione dell’overtime e mi è ritornato in mente nel giro d’onore, per cui ho pensato di rendere onore a un grande campione.”

“Abbiamo avuto problemi ai freni nell’ultima parte di gara e poi mi sono ritrovato molto indietro e ho dovuto forzare troppo nella guida,” ha detto invece Harvick.

I piloti hanno espresso un generale apprezzamento per il pacchetto aerodinamico a bassa downforce, che sembra aver messo nuovamente nelle mani del pilota una buona parte del risultato finale e dovrà ora passare al vaglio di una serie di gare critiche come Las Vegas, Fontana e Phoenix.

La gara

Atlanta, il suo asfalto vecchio e abrasivo e il nuovo pacchetto aerodinamico low-downforce non hanno tradito le aspettative. La Ford Of Honor Quicktrip 400 è partita con Kurt Busch davanti a tutti, ma in un lunghissimo run iniziale da 210 giri in regime di verde – un record assoluto ad Atlanta – si sono visti sorpassi a ripetizione e piloti salire e scendere in classifica a seconda del setup, dello stile di guida e della condizione delle gomme. Tutte ottime premesse per le prossime gare su ovali da 1.5 miglia.

A Emergere dal gruppo sono stati soprattutto il grande favorito Kevin Harvick, un maestro dell’Atlanta Motor Speedway con la sua guida morbida e progressiva, Matt Kenseth, deciso a rifarsi della delusione di Daytona, Martin Truex Jr., un proiettile soprattutto a gomme nuove, Jimmie Johnson, partito 20esimo e rapidamente risalito, un Carl Edwards in ottima forma e Kyle Busch, addirittura ultimo al via in virtù dell’annullamento dei tempi dopo le qualifiche.

Mentre Harvick ha messo in scena un monologo (131 giri in testa per lui alla fine), Kenseth è uscito dai giochi quando, durante una sosta in verde, l’addetto al rifornimento ha posato la chiave per la regolazione del wedge sul cofano mentre il bocchettone era inserito, il che rappresenta un’infrazione per motivi di sicurezza. Il meccanico con la tanica, una volta inserito il bocchettone, può effettuare solo ed esclusivamente il refueling.

Morale della favola: Daniel Ratcliffe ha perso tempo a litigare con i commissari e Kenseth ha preso anche una bandiera nera, perdendo non uno, ma due giri.

La prima bandiera gialla è arrivata al giro 210 per detriti e nell’ultimo terzo di corsa Harvick ha avuto più concorrenza, soprattutto da un Truex indiavolato, nonostante la regolazione della trackbar sulla Toyota #78 avesse smesso di funzionare.

A 48 giri dalla bandiera a scacchi, appena entrati nella finestra utile per l’ultimo pit-stop, Johnson ha provato ad anticipare tutti – l’unica mossa possibile per spodestare Harvick – ritrovandosi con 14 secondi di vantaggio a 38 tornate dalla fine, anche a causa di una sosta sotto gli standard per lo Stewart-Haas Racing.

E il numero da circo – uno stint finale lunghissimo, come nessuno era riuscito a fare nel fine settimana – stava per funzionare, perché Johnson aveva 5 secondi di vantaggio ai meno tre, ma l’esplosione della gomma posteriore sinistra sulla Chevy di Ryan Newman ha mandato la gara ai supplementari con Harvick, Kyle Busch e Truex a seguire il sei volte campione della Sprint Cup Series.

Alla bandiera verde, Johnson è partito alla grande, mentre Harvick è precipitato indietro, lasciando Dale Earnhardt Jr. e Kyle Busch a giocarsi il secondo posto, con il pilota del team Hendrick a prevalere per pochi centesimi, mentre un incidente nelle retrovie, che ha coinvolto Aric Almirola, Ryan Blaney, David Ragan e Landon Cassill, segnava la fine delle ostilità.

Chase Watch

Oltre alla conferma dei soliti noti, tra cui sarà ormai il caso di far entrare anche Martin Truex Jr., hanno sorpreso in positivo anche Chase Elliott, veramente molto competitivo sulla pista di casa, Ricky Stenhouse e Austin Dillon, mentre la delusione più grande, per chi scrive, è stata offerta da Kyle Larson, mai in partita domenica.

DENNY HAMLIN 1 (Daytona 1)
JIMMIE JOHNSON 1 (Atlanta)

1.D. Hamlin 70 (1 wins);2.J. Johnson 70 (1);3.Kyle Busch 78 (0);4.M. Truex Jr 75 (0);5.K. Harvick 74 (0);6.C. Edwards 73 (0);7.Kurt Busch 69 (0);8.J. Logano 64 (0);9.A. Dillon 63 (0);10.A. Almirola 55 (0);11.B. Keselowski 54 (0);12.M. Kenseth 51 (0);13.R. Stenhouse Jr 50 (0);14.K. Larson 49 (0);15.R. Newman 48 (0);16.K. Kahne 46 (0).

Stay Tuned!

Gian Luca Guiglia – @Gian_138

Ordine d’arrivo

1 Jimmie Johnson 330
2 Dale Earnhardt Jr 330
3 Kyle Busch 330
4 Kurt Busch 330
5 Carl Edwards 330
6 Kevin Harvick 330
7 Martin Truex Jr 330
8 Chase Elliott # 330
9 Brad Keselowski 330
10 Ricky Stenhouse Jr 330
11 Austin Dillon 330
12 Joey Logano 330
13 Greg Biffle 329
14 Casey Mears 329
15 Aric Almirola 328
16 Denny Hamlin 328
17 Ty Dillon(i) 328
18 Paul Menard 328
19 Matt Kenseth 328
20 Danica Patrick 328
21 Jamie McMurray 328
22 Trevor Bayne 328
23 Kasey Kahne 328
24 Ryan Newman 328
25 * Ryan Blaney # 328
26 Kyle Larson 327
27 AJ Allmendinger 326
28 Chris Buescher # 326
29 Matt DiBenedetto 326
30 Michael Annett 325
31 Brian Scott # 324
32 David Ragan 323
33 Michael McDowell 323
34 Regan Smith 323
35 Clint Bowyer 322
36 Landon Cassill 321
37 * Cole Whitt 318
38 Jeffrey Earnhardt # 313
39 * Josh Wise 312